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Nigeria, un’autostrada rischia di cancellare la foresta degli Ekuri

Sviluppo contro ambiente, profitto contro comunità. La storia del land grabbing è universale, riguarda tutti. In Italia la comunità No Tav lotta da un quarto di secolo contro un’opera che numerosi studi hanno già descritto come inutile e dannosa, in Africa la sottrazione dei terreni nel nome del progresso e del benessere è un modus operandi diffuso che prolifera grazie alla corruzione della politica a opera dei potentati economici.

È dalla Nigeria che arriva l’ennesima storia della prevaricazione della politica nei confronti delle comunità locali, precisamente dallo stato di Cross River situato nel sud-est del paese, quasi al confine con il Camerun, nel cuore delle foreste pluviali della Nigeria.

A essere minacciata è la comunità del popolo Ekuri, la cui sopravvivenza dipende totalmente dalle foreste che forniscono frutta, verdura, piante medicinali e altri prodotti che sono la base della loro cultura e della loro identità.

In passato questo ecosistema è stato minacciato dall’industria del legname, ma, anche grazie alla costituzione della Ong Ekuri Initiative, la comunità Ekuri è riuscita a preservare il proprio habitat, proseguendo con la propria gestione comunitaria della foresta.

Ora, però, una nuova minaccia per questa popolazione è rappresentata dalla costruzione di un’autostrada di 260 km che dalla costa dovrebbe giungere sino alla piccola città di Katsina-Ala, nello stato di Benue. Il progetto non apporterebbe alcuna miglioria poiché l’attuale strada statale, Calabar-Obudu, è già in grado di assorbire la quantità di traffico fra le due località. Il governatore dello stato ha disposto l’appropriazione di 10 km di terreno su entrambi i lati dell’autostrada a 6 corsie, un land grabbing che devasterebbe la foresta e gli equilibri ecosistemici da cui dipende la vita dei suoi abitanti.

Via | Salviamo la Foresta

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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