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Il prossimo 26 aprile ricorre il trentennale della catastrofe nucleare più grave della storia: quella dell’esplosione del reattore numero 4 della centrale di Chernobyl, nel nord dell’Ucraina.
La zona è ancora una landa desolata eppure c’è chi è tornato a viverci sfidando la contaminazione da radiazioni e l’ordine di evacuazione del governo ucraino: attualmente 158 persone risiedono nel perimetro di esclusione decretato dalle autorità, nel raggio di trenta chilometri dalla centrale dove il reattore numero 4 scoppiò il 26 aprile del 1986.
Yevgeny Markevic è uno di loro, uno dei 116.000 residenti evacuati dalle autorità dopo il disastro: è tornato nella sua amata Chernobyl poco dopo l’incidente e oggi ha 78 anni. C’è anche Maria Urupa, di ottant’anni, che vive in condizioni spartane in una casa di legno, dove mangia prevalentemente le verdure coltivate nel suolo di Chernobyl.
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