People queue at a Burger King fast food restaurant during the inauguration of the first Carrefour supermarket of Sub-Saharan Africa in Abidjan on December 18, 2015. / AFP / Sia KAMBOU (Photo credit should read SIA KAMBOU/AFP/Getty Images)
Secondo uno studio condotto da un team di ricercatori della George Washington University su di un campione di 9mila persone e pubblicato da Environmental Health Perspectives, i contenitori utilizzati per i cibi fast food contengono ftalati, sostanze chimiche che possono danneggiare la salute dell’uomo.
[related layout=”right” permalink=”https://ecoblog.lndo.site/post/37113/gli-ftalati-in-cosmetici-lacca-e-confezioni-alimentari-anticipano-la-menopausa”][/related]Gli ftalati sono sostanze chimiche utilizzate per migliorare la flessibilità e la modellabilità delle materie plastiche molto usate nel confezionalmento e nell’imballaggio dei cibi, ma sono stati più volte collegati a diversi e seri problemi di salute di adulti e bambini, dall’alterazione delle funzioni ormonali allo svuiluppo del cancro. Secondo lo studio gli ftalati aumentano del 40% nelle urine delle persone che mangiano più frequentemente nei ristoranti fast food; chi non mangia junk food e non è solito consumare cibo nei fast food ha scarse possibilità di entrare in contatto con questo tipo di sostanze.
Secondo Federconsumatori urge fare chiarezza e “una regolamentazione più rigida sull’utilizzo di queste sostanze tanto delicate quanto dannose per i consumatori”.
Via | Public Health
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