Liu Shengjia vive da solo a Xuenshanshe un villaggio di quella Cina rurale che sta progressivamente scomparendo a fronte dell’urbanizzazione degli ultimi decenni.
Gli anziani del villaggio sono morti, così come sua madre e il suo fratello minore, i giovani si sono spostati nelle città e Liu è rimasto solo nel suo villaggio.
“All’inizio non risucivo a dormire a causa dei latrati dei cani randagi, ma poi ho iniziato a prendermi cura di alcune pecore e loro hanno iniziato a tenermi compagnia. Poco a poco mi sono abituato a vivere solo”,
ha spiegato l’uomo che lavora in una stazione della guardia forestale e guadagna all’incirca 95 euro al mese. Per comprare il cibo e andare a prendere l’acqua Liu deve percorrere lunghe distanze: “Sopravvivere qui non è un problema per me, ma preferirei vivere in una zona più popolosa”.
Il fenomeno dei “villaggi fantasma” è sempre più frequente in Cina, secondo le stime del governo cinese, nel 2030 il numero di persone provenienti dalla aree rurali e residenti nelle metropoli raggiungerà i 250 milioni. Un esodo che rischia di avere gravissime ripercussioni sui già difficili equilibri ecosistemici della Cina.
Via | Visao
Foto | CCTV News
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