Ventuno giovani statunitensi, di età compresa fra i 9 e i 19 anni hanno intrapreso un’azione legale nei confronti del presidente Barack Obama e del suo Governo rei, secondo loro, di non avere protetto la popolazione dai cambiamenti climatici.
La maggior parte dei ragazzi che hanno deciso di fare causa a Obama sono originari di Eugene, una cittadina dell’Oregon. La denuncia è stata depositata nell’agosto 2015 e in essa viene riaffermato il diritto costituzionale alla vita, alla libertà e alla proprietà che sarebbe stato negato a causa della lentezza del governo a limitare la concentrazione della CO2 in atmosfera.
I giovani che hanno aderito alla class action si dicono vittime di discriminazione a favore degli “interessi economici” di un altro “gruppo di cittadini” ovverosia l’industria petrolifera.
Viene invocata la dottrina del “public trust” ovvero quella secondo la quale il governo è garante delle risorse naturali che formano il bene comune di tutti gli americani.
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Lo scorso 8 aprile il giudice Thomas Coffin del distretto dell’Oregon ha dichiarato la loro denuncia ricevibile e ha così aperto la strada al processo se la sua decisione verrà confermata. È stata rigettata l’argomentazione di Washington sulla competenza del Congresso e la denuncia è stata ritenuta pienamente coerente visto che sono e saranno proprio le giovani generazioni a subire le maggiori conseguenze dei cambiamenti climatici. Il mondo salvato dai ragazzini?
Via | Le Monde
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