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Cosa fare quando si inizia ad andare in bicicletta

Chi vuole iniziare ad andare in bicicletta seriamente, dopo avere scelto il mezzo adatto a quelli che sono i propri progetti ciclistici, deve seguire un percorso fatto di tappe universali. L’attività ciclistica non si improvvisa e occorre adattarsi ai suoi sforzi con gradualità.

Soprattutto per i più giovani che non hanno una muscolatura formata (sotto i 16-17 anni) e per chi inizia col ciclismo in tarda età (sopra i 40 anni) è consigliabile non forzare i tempi e seguire alcune tappe obbligate. Eccole.

1. Si comincia sempre con la pianura, utilizzando rapporti molto agili, poi si iniziano ad aumentare i dislivelli con le colline e poi ci si può misurare sulle salite.
2. In una fase iniziale sono sufficienti brevi uscite di 30/45 minuti che possono essere successivamente aumentate sia in termini di chilometri che di difficoltà altimetriche.
3. Imparare a conoscersi e a conoscere la simbiosi con la bicicletta. Un corretto utilizzo del cambio consente di fare 70-80 pedalate al minuto, questo è il ritmo corretto su qualsiasi terreno (pianura o salita).
4. Bere spesso e mangiare in maniera commisurata allo sforzo. Alimentarsi con cibi facilmente digeribili (no panino con la porchetta please!) e le cui risorse energetiche entrano velocemente in circolo.
5. Acquistare un casco, con una buona ventilazione, e indossarlo.
6. Utilizzare biciclette con misure adeguate. Questa è una condizione fondamentale per far lavorare la muscolatura in modo corretto e non avere crampi o mal di schiena.
7. Utilizzare una sella comoda, non troppo morbida, anzi abbastanza rigida.
8. Munirsi di luci se si pedala di notte o in zone con gallerie.
9. Fare stretching prima e dopo l’attività fisica aiuta a prevenire i crampi.
10. Nella stagione più calda proteggersi dal sole con occhiali adeguati e creme solari.

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Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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