Kawasaki KX-Pro, l’hoverboard della casa giapponese

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Kawasaki KX-Pro è un compatto ed efficiente hoverboard cui la casa giapponese ha deciso di prestare il suo nome: un hoverboard, sicuramente ne avrai visto già uno da qualche parte, è un particolarissimo dispositivo di mobilità personale (mia nonna direbbe che “solleva la gente dal camminare” aggiungendo anche un bel “dove andremo a finire”) che utilizza i giroscopi e inclinazione suo occupante di spostare il bilanciamento.

Chi scrive si è sempre fermato ad una valutazione degli hoverboard (anche Lexus ne ha prodotto uno, ne scrissero i colleghi di Autoblog) a metà strada tra la curiosità e il terrore – di salirci e cadere, ad esempio, forse un terrore infondato ma reale – ma la prima è sempre più forte sulla seconda e probabilmente a breve finirò per provarne uno anche io: il dispositivo Kawasaki è stato realizzato in due modelli, 6.5A e 10A, promette di essere è in grado di salire pendenze fino a 30 gradi di inclinazione e vanta un’autonomia elettrica di 20 chilometri.

Le differenze tra i modelli riguardano la batteria (più capiente quella del 6.5A, 700W contro i 500W del modello 10A), la velocità massima (inferiore nel modello 10A, massimo 15 chilometri orari) e il diametro delle ruote e la capacità di trasporto (il 6.5A trasporta fino a 130kg, mica male). Le batterie sono da 4,4 ampere e sono dotate di un indicatore al LED in grado di indicare sempre il livello di autonomia, e il costo è tuttosommato ridotto (attenzione, si paga il marchio in questo caso): 349 euro per la KX-Pro 6.5A e 449 euro per la KX-Pro 10A.

A.S.

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