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Auto elettriche: sono convenienti?

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L’auto elettrica è più conveniente rispetto a un’auto a benzina? Il caso tedesco.

Questa domanda impazza da qualche giorno su diversi media specializzati e blog, da quando uno studio dell’Adac, l’automobile club tedesco, ha preso in esame i costi per chilometro dei veicoli elettrici sul mercato tedesco mettendoli in parallelo con i loro modelli a benzina: è emerso che soltanto un modello (Kia Soul EV) è più economico rispetto alla versione a benzina o diesel, con un costo per chilometro di 0,469 euro.

[related layout=”right” permalink=”https://ecoblog.lndo.site/post/167327/auto-elettriche-2017-prezzi-e-autonomia”][/related]In Germania il governo concede un bonus di 4.000 euro per passare a questo tipo di motorizzazioni e lo studio dell’Adac è, in tal senso, una doccia abbastanza fredda per chi pensava di risparmiare comprando un’auto elettrica. Secondo quanto riferisce Ansa Motori è interessante anche osservare il paragone tra la Mercedes Classe B 250e e le due varianti, benzina e diesel, dello stesso modello: la Classe B elettrica vince se confrontata con la B 220 4MATIC a benzina (0,621 euro contro 0,657) ma risulta meno conveniente della B 220 d a gasolio, che costa 0,602 euro al km. Sono, scritta come va scritta, “i conti della serva” ma vanno certamente studiati.

Secondo le tabelle dell’Adac tra i modelli elettrici il più economico, in senso generale, è la Peugeot iOn (0,361 euro al km) mentre la classifica delle meno convenienti è guidata dalla Tesla Model S 70D con 1,37 euro al km (in funzione della non applicabilità del bonus governativo, specifica l’ente tedesco).

Occorre prendere in considerazione molti aspetti per capire l’incidenza della problematica che il mercato delle auto elettriche tedesco si troverà ad affrontare: gli incentivi governativi, lo sviluppo delle tecnologie e sopratutto i costi per chilowatt dell’energia elettrica, sia nel mercato domestico che in quello della rete di ricarica. Elementi che non sono assolutamente presenti nel mercato delle auto elettriche in Italia, dove la rete infrastrutturale di ricarica è la più scadente d’Europa e dove anche sotto il profilo degli incentivi governativi e dei costi energetici si prospetta come molto differente, in peggio, rispetto quello tedesco.

Auto elettrica: quanto costa un pieno?

Se la ricarico di notte o di giorno, ovviamente, il costo cambierà (e non di poco) e questo è un problema che andrà sicuramente risolto per evitare picchi di richiesta nell’arco della giornata, che potrebbero creare problemi di sovraccarico alla rete elettrica. E quindi a tutte le utenze.

[related layout=”left” permalink=”https://ecoblog.lndo.site/post/12913/la-classifica-e-la-guida-alle-10-auto-con-meno-emissioni-di-co2″][/related]Negli Stati Uniti Tesla ha creato, nel sud della California, dei centri di stoccaggio dell’energia elettrica – che sarà prodotta dalla stessa Tesla, gettandosi a capofitto in un mercato che allo stato attuale è una prateria vergine. E questa è solo una delle soluzioni che i produttori di auto europei potrebbero adottare.

Se in Germania gli incentivi arrivano ad un massimo di 4.000 euro in Francia il provvedimento governativo per incentivare l’acquisto di auto elettriche ha avuto notevole successo grazie a un contributo di 6.300 euro incrementabile di altri 3.700 euro rottamando un’auto diesel.

Il governo francese tiene maggiormente conto, ad esempio, dei risparmi in termini di costi ambientali e, più in generale, delle problematiche legate alle economie locali nei giorni di targhe alterne o di blocco del traffico, che nelle città di Francia sono frequenti tanto quanto nelle città italiane.

A.S.

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