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Toyota AI Ventures: sfida tra robotica e mobilità autonoma

Si chiama Toyota AI Ventures e punta tutto su mobilità autonoma, robotica e intelligenza artificiale. Il Toyota Research Institute (TRI) ha deciso di investire 100 milioni di dollari per il lancio di una nuova sussidiaria, nata per sostenere le start-up più promettenti del panorama tecnologico mondiale. Obiettivo sostenere il percorso del gruppo Toyota verso una mobilità più efficiente, autonoma e ‘condivisa’. Dopo il nuovo ecosistema della mobilità con l’avvio della sperimentazione sulla Blockchain, il colosso giapponese si muove anche su altri fronti. Le prime start-up selezionate sono l’americana Nauto, la britannica SLAMcore e l’israeliana Intuition Robotics.

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Nauto è un’azienda della Silicon Valley che punta a produrre sistemi in grado di trasformare ogni auto in una smart car: un dispositivo sul parabrezza monitora l’ambiente circostante per prevenire incidenti, migliorare la condotta del guidatore e acquisire i dati. SLAMcore è invece una società che mira a sviluppare la Simultaneous Localization and Mapping: qui il focus è sugli algoritmi utilizzati nel tracciamento dei veicoli autonomi, dei droni oppure dei sistemi di realtà aumentata e virtuale. Tutt’altro obiettivo persegue la Intuition Robotics, leader nello sviluppo di robotica dedicata all’assistenza degli anziani: nata per migliorare la vita di milioni di persone rendendo più semplice il loro rapporto con i propri cari, promuove anche uno stile di vita più attivo.

A condurre Toyota AI Ventures, voluto dal presidente Akio Toyoda, sarà Jim Adler, già responsabile sviluppo business e dati del Toyota Research Institute: “Molte delle tecnologie all’avanguardia affermatesi negli ultimi anni sono state concepite nell’ambito delle start-up, e per questo vogliamo sostenere questo universo incredibilmente rigoglioso. Una tra le sfide più difficili che un imprenditore deve affrontare è la consapevolezza di aver trovato il prodotto giusto per il giusto mercato: noi possiamo aiutarli a superare le incertezze iniziali, con finanziamenti che consentano loro di fare le scelte migliori, perché il loro successo è anche il nostro successo”.

Paolo Sperati

Nato nello sport, cresciuto nel motorsport, ora alle prese con auto e moto di tutti i giorni (o quasi). Laurea in comunicazione internazionale e sociologia passando per le esperienze più disparate: Datasport, Telenova, Eurosport, Infront, Mondiale SBK e Tourist Trophy. Più che la tecnica, che lascio ad esperti ed ingegneri, in un veicolo guardo la funzionalità e i consumi. Meglio se a emissioni zero. Perché la vita e (la Terra) è una sola. Sportivo praticante e problem solver di natura.

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Paolo Sperati

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