Biciclette nel fiume o che bloccano i marciapiedi, impedendo ai pedoni di passare. Non è Milano, non è Firenze. E’ Vienna. Ebbene sì, anche nella civilissima capitale austriaca le biciclette condivise a flusso libero sono oggetto di atti vandalici e di comportamenti poco civili, esattamente come succede in Italia.
A Vienna il bike sharing a flusso libero è operato da Ofo e oBike, ed entrambi gli operatori stanno cercando di frenare l’avanzata dei vandali. Con video diffusi sui social network e con minuti gratuiti per i clienti civili. Ma anche con un numero verde che può essere utilizzato per segnalare i parcheggi scorretti, come ha fatto oBike. Ma la telefonata porta solo all’intervento di un mini team di due operatori che riposizionano le bici, non c’è possibilità di trovare e punire i ciclisti incivili.
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Tra l’altro a Vienna si registra una netta differenza nel numero dei casi di inciviltà tra i clienti dei servizi a flusso libero e quelli di bike sharing tradizionale (che, cioè, obbligano a parcheggiare la bici esclusivamente nelle rastrelliere): se oBike registra anche 15 parcheggi selvaggi al giorno, Citybike ne conta al massimo tre a settimana.
L’associazione pro ciclisti Radlobby, come riporta il quotidiano austriaco Kurier, critica fortemente la risposta data da oBike al fenomeno dei parcheggi selvaggi a Vienna: “In generale, ancora vediamo troppi pochi passi concreti verso il miglioramento del servizio“, ha affermato il portavoce Alec Hager riferendosi ai due soli dipendenti che dovrebbero risolvere il problema.
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