Tira una brutta aria a Parigi per il servizio di car sharing elettrico targato Bolloré e chiamato Autolib’, attivo in città dal 2011 con 250 auto elettriche condivise. La società è in rosso fisso e ha chiesto ufficialmente al Municipio di contribuire a coprire le spese del servizio con 46 milioni di euro l’anno.
Ma Parigi non vuole pagare e Autolib’ potrebbe scegliere di chiudere il servizio prima della scadenza naturale del contratto, prevista nel 2023. Il Gruppo PSA si è dichiarato interessato a sopperire alla improvvisa mancanza di auto in condivisione: al giornale francese Les Echos Brigitte Courtehoux, a capo della divisione New Mobility di PSA, ha dichiarato: “Parigi è il tipo di città che ci interessa, il free floating è fattibile a Parigi, grazie all’alta densità di popolazione e ai potenziali clienti“.
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E il car sharing free floating a cui sta pensando la Courtehoux potrebbe essere anch’esso elettrico, visto che PSA e Bolloré nel 2015 avevano stretto un accordo strategico di cooperazione per lo sviluppo di soluzioni di car sharing basato su auto elettriche e che PSA gestisce già il car sharing elettrico free floating nelle città di Madrid (dal 2016) e Lisbona (da quest’anno).
In queste due città il servizio si chiama Emov e a Madrid le auto a disposizione sono ben 600, con un prezzo minimo di 24 centesimi al minuto (o 69 euro al giorno), che include i consumi di energia elettrica.
Foto: Unsplash
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