Auto elettrica esplode in ricarica: un problema davvero diffuso?

Sta destando preoccupazione la notizia di un’auto elettrica esplosa durante la fase di ricarica, fortunatamente senza conseguenze per le persone. È quanto è accaduto lo scorso 20 agosto a Sanming, in Cina, all’interno di una stazione di ricarica. Le immagini hanno fatto il giro del mondo e alimentato uno dei dubbi più frequenti sulle auto elettriche, quelle relative alla loro sicurezza in caso di incendio. Ma si tratta davvero di un problema diffuso?

I dettagli trapelati sulla vicenda, fatta eccezione per un video fornito da un testimone, non sono molti. A quanto pare, un’auto elettrica in sosta per la ricarica avrebbe iniziato a emettere del fumo e, nonostante un intervento rapido dei vigili del fuoco, sarebbe esplosa. Così come si apprende dal filmato, la vettura ha emesso una grande fiammata e prodotto un forte boato, un esplosione tale da scaraventare a una piccola distanza gli sportelli del mezzo. Fortunatamente l’esplosione non ha coinvolto nessuna persona e, oltre ai danni riportati dall’auto, non vi sono state altre conseguenze.

Le autorità locali stanno già indagando sul caso, anche se la pista più probabile appare quella di un surriscaldamento in fase di ricarica, tale da determinare l’esplosione delle batterie. Al momento, non è dato sapere se l’intervento dei vigili del fuoco con dell’acqua possa aver contribuito all’esplosione, data la presenza di componenti al litio.

In ogni caso, le preoccupazioni emerse nelle ultime ore sembrano essere sovrastimate rispetto alla probabilità dell’evento. La gran parte delle auto elettriche oggi in circolazione dispone di speciali sensori e altrettanti sistemi per monitorare costantemente le condizioni delle batterie, affinché il guidatore possa intervenire in caso di rischi o surriscaldamenti. Eventualità, quest’ultima, comunque remota. Per ridurre la possibilità di esplosioni fortuite durante gli incidenti, i produttori stanno implementando delle apposite camere dove custodire le batterie, dalla tenuta stagna, così da minimizzare l’eventualità di fiamme e incendi.

Fonte: Yahoo

marcogrigis

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