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Sempre più giovani hanno un ictus: i fattori di rischio da eliminare fin da subito

L’ictus cerebrale è spesso percepito come una condizione che colpisce principalmente le persone anziane, ma non é così.

Questo fenomeno ha conseguenze devastanti per la vita di coloro che ne sono colpiti. Secondo l’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale, Alice Italia Odv, circa il 10-15% di tutti gli ictus si verifica in individui di età compresa tra 18 e 50 anni, con una prevalenza significativa nel sesso femminile. Questa statistica è allarmante e richiede una maggiore attenzione verso la prevenzione e il monitoraggio dei fattori di rischio.

Tradizionalmente, l’incidenza e la prevalenza dell’ictus aumentano con l’età, ma l’emergere di questo fenomeno tra i giovani adulti è sintomatico di un cambiamento preoccupante. L’ictus ischemico sta diventando sempre più comune in questa fascia di età, sollecitando l’urgenza di campagne di sensibilizzazione e screening dedicati ai soggetti sotto i 55 anni. Marina Diomedi, responsabile della Stroke Unit della Fondazione Policlinico Tor Vergata di Roma, sottolinea che i giovani tendono a sottovalutare i fattori di rischio e spesso non si sottopongono a controlli medici regolari, esponendosi così a potenziali pericoli.

La crescita dei casi di ictus nei giovani è attribuibile a una combinazione di fattori di rischio tradizionali e nuove abitudini di vita. Tra i principali fattori di rischio emergono l’ipertensione arteriosa, la dislipidemia e il diabete. L’ipertensione, anche nei giovani, può avere gravi conseguenze poiché spesso non viene diagnosticata tempestivamente. La dislipidemia, caratterizzata da un eccesso di colesterolo nel sangue, contribuisce alla formazione di placche nelle arterie, aumentando il rischio di eventi cerebrovascolari.

Stili di Vita e Abitudini Pericolose

Il diabete rappresenta un altro fattore di rischio significativo. In Italia, oltre 4 milioni di persone convivono con questa malattia, e il diabete di tipo 2, legato a stili di vita poco salutari, è in continua crescita. I livelli elevati di zuccheri nel sangue possono indurire i vasi sanguigni, rendendo più difficile la circolazione e facilitando l’accumulo di placche arteriose. Questo processo di aterosclerosi avviene più rapidamente nei soggetti diabetici, raddoppiando il rischio di ictus.

Un altro aspetto preoccupante è rappresentato dall’abuso di sostanze. Fumare sigarette è stato dimostrato avere un collegamento diretto con un aumento del rischio di ictus, specialmente nei giovani. La ricerca indica che i fumatori moderati (meno di 10 sigarette al giorno) hanno un rischio aumentato del 40%, mentre i forti fumatori (più di 20 sigarette al giorno) vedono il loro rischio aumentare fino all’80%. Inoltre, l’associazione tra fumo, emicrania con aura e contraccettivi orali presenta un rischio particolarmente elevato per le donne.

La Necessità di Sensibilizzazione e Prevenzione (www.ecoblog.it)

L’uso di droghe come cocaina e anfetamine rappresenta un ulteriore rischio. Queste sostanze possono aumentare la pressione arteriosa e danneggiare i vasi sanguigni, favorendo la formazione di coaguli che possono provocare ictus. Inoltre, l’emicrania con aura è stata identificata come un fattore di rischio indipendente per l’ictus ischemico, specialmente nelle giovani donne. Quando si combina con fumo e uso di contraccettivi orali, il rischio aumenta in modo esponenziale.

Le conseguenze di un ictus in età giovane possono essere devastanti. Le persone colpite possono affrontare disabilità gravi, come la perdita di mobilità, difficoltà cognitive e problemi comunicativi. Queste difficoltà non solo alterano il percorso educativo e professionale della persona, ma richiedono anche un notevole supporto da parte delle famiglie, che spesso devono modificare radicalmente le loro vite per assistere il proprio caro.

In questo contesto, è cruciale sensibilizzare i giovani sui fattori di rischio associati all’ictus e promuovere un monitoraggio regolare della propria salute. Alice Italia Odv ha in programma una serie di attività informative e di screening per i giovani, puntando i riflettori su condizioni come l’ipertensione, il diabete e l’abuso di sostanze.

Roberto Arciola

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