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Stipendio pagato in criptovalute: l’idea folle che potrebbe diventare realtà

Un’indagine evidenzia un divario netto tra generazioni nel modo di percepire il denaro e nel desiderio di ricevere lo stipendio. 

Un cambiamento che, se confermato, potrebbe rivoluzionare le logiche con cui le aziende corrispondono gli stipendi. Secondo un sondaggio realizzato da CryptoNinjas, che ha coinvolto oltre cinquecento persone, emerge che tre quarti degli intervistati appartenenti alla Generazione Z preferirebbero ricevere il proprio stipendio sotto forma di stablecoin, come USDT o USDC.

Questa inclinazione non è un semplice capriccio digitale: rappresenta piuttosto un segnale concreto della possibilità che gli asset crittografici si affermino come alternativa tangibile al denaro tradizionale nei flussi retributivi. Dallo studio si evince che più della metà degli intervistati ha utilizzato stablecoin almeno una volta, ma sono i giovanissimi a trainare l’adozione. Circa il 50% della Gen Z effettua operazioni mensili con queste monete digitali, superando nettamente Millennial e Generazione X.

Stipendio pagato in criptovalute: l’idea folle che potrebbe diventare realtà

Il fascino dalle stablecoin su questo gruppo non risiede nella speculazione tipica delle criptovalute come Bitcoin, ma nella loro stabilità. Essendo collegate a valute ufficiali, queste risorse digitali garantiscono un’ancora di valore riconosciuta, pur offrendo flessibilità e funzionalità tipiche della finanza decentralizzata.

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Per i più giovani utilizzare un portafoglio elettronico o accedere a strumenti DeFi è un gesto quotidiano, tanto familiare quanto lo era il libretto bancario per le generazioni precedenti. Il motivo principale per cui i ragazzi guardano con fiducia alle stablecoin non è l’effetto novità, bensì l’utilità pratica.

I giovani dichiarano di essere attratti da possibilità come lo yield farming, la protezione dall’erosione del potere d’acquisto e la semplicità con cui si accede a meccanismi di investimento alternativi.Numeri alla mano, il 34% degli utenti di stablecoin effettua regolarmente transazioni mensili, una percentuale che cresce tra i più giovani, i quali vedono in queste monete digitali un mezzo affidabile per gestire risparmi e spese.

I Millennial mostrano entusiasmo più contenuto: poco più della metà accetterebbe di essere pagata in stablecoin, pur vivendo spesso pressioni economiche significative. La Generazione X, invece, mantiene un atteggiamento cauto ma aperto: circa due terzi si dichiara favorevole, spinti dalla possibilità di proteggersi dall’inflazione e di avvicinarsi gradualmente al mondo crittografico.

Se l’idea degli stipendi in stablecoin appare rivoluzionaria, restano alcuni ostacoli. Quasi la metà degli intervistati segnala che, ad oggi, l’utilizzo di stablecoin nel quotidiano è ancora ridotto: pochi esercizi commerciali le accettano, e l’integrazione con i sistemi di pagamento tradizionali è limitata. È proprio la Generazione Z a manifestare la maggiore impazienza, interpretando la mancanza di spendibilità come un freno che le aziende dovranno colmare.

Federica Maurino

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