Barack Obama lancia la sfida al bracconaggio

Il presidente degli Stati Uniti lancia un piano di aiuti per contrastare il fenomeno della caccia illegale che sta decimando specie protette come elefanti e rinoceronti 

Barack Obama lancia una sfida globale al bracconaggio. In Tanzania, durante l’ultima tappa del suo tour africano, il presidente degli Stati Uniti d’America ha presentato un piano di intervento da 10 milioni di dollari per contrastare il fenomeno del contrabbando di specie protette e il commercio di parti di animali a scopo di collezionismo o di produzioni pseudo-medicali.

I due animali in cima alla lista delle priorità della Casa Bianca sono il rinoceronte e l'elefante, spesso vittime dei bracconieri che in alcune regioni ne stanno decretando la scomparsa.

Sul mercato nero i corni di rinoceronte sono merce preziosa, circa 30 mila dollari alla libra, vale a dire 60mila dollari al chilo. Le zanne degli elefanti, essendo meno rare e più pesanti, vengono smerciate a 2mila dollari al chilo, movimentando un mercato illegale che si calcola ammonti tra i 7 e i 1 miliardi di dollari l’anno. Ovviamente entrambe le specie sono a rischio decimazione.

Si tratta di una vera piaga politica e sociale. In gioco non c'è solo la salvezza di questi splendidi animali ma il futuro di tutta l'area. Il mercato nero in continuo aumento provoca corruzione politica, colpi di stato, guerre, riciclaggio di denaro sporco e criminalità. Per non parlare della minaccia al turismo: senza animali va in crisi tutto il settore legato a una sana gestione del flusso di appassionati dei safari, una fonte importante di guadagno per tante comunità,

ha spiegato Grant Harris, direttore degli Affari Africani del National Security staff obamiano.

Nel suo piano di aiuti all’Africa, Obama lancerà un piano di aiuti economici. Fra le soluzioni “eco” messe in campo da Obama ci sarà l’invio dei palloni Soccket in grado di incamerare energia elettrica durante le partite di calcio e restituirla per caricare cellulari e accendere lampadine. La mancanza di energia elettrica, infatti, resta uno dei problemi più sottovalutati nelle aree maggiormente disagiate dell’Africa.

Via | The Guardian

Foto © Getty Images

 

 

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