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Energia dal vento in Cina a 135 TWh nel 2013, 22% in più del nucleare

L’eolico sta crescendo con ritmi elevatissimi, per cui probabilmente supererà l’obiettivo di 200 GW nel 2020. Il nucleare sconta costi più alti, tempi più lunghi, riserve meno abbondanti e il rallentamento del post Fukushima

Nel 2013 i parchi eolici in Cina hanno prodotto la bellezza di 135 TWh di energia elettrica, una quantità pari a circa la metà della produzione complessiva italiana.

Come si può vedere dal grafico in basso, per la prima volta l’energia prodotta dal vento ha superato in modo significativo quella da fonte nucleare del 22%, che si è fermata a circa 110 TWh.

Il confronto eolico-nucleare non nasce da pura curiosità, ma dal fatto che entrambi i settori energetici si propongono come alternative alle fonti fossili: in Cina i tre quarti della produzione di eletricità vengono infatti dal carbone, con enormi problemi per l’ambiente e la salute. Il confronto è quindi opportuno, dal momento che ogni yuan speso nel nucleare non può essere utilizzato nell’eolico e viceversa.

In questi ultimi 10 anni, la crescita della produzione eolica cinese si è letteralmente centuplicata, con un tasso che ha superato il 70% all’anno. Ora i ritmi si sono rallentati, ma rimagono pur sempre intorno al 35% annuo, per cui l’obiettivo di raggiungere i 200 GW nel 2020 con una produzione prevista di oltre 340 TWh sembra essere a portata di mano.

La produzione nucleare è cresciuta più lentamente, perchè gli investimenti sono molto più alti e i tempi di realizzazione sono più lunghi, cinque o sei anni, mentre un parco eolico può essere messo all’opera in meno di un anno. Il grave disastro nucleare di Fukushima ha inoltre rallentato tutti i progetti.

Se eolico e nucleare dovessero mantenere il ritmo di crescita degli ultimi cinque anni è possibile che nel 2020 l’energia prodotta dal vento sia del 60% superiore. A favore del vento gioca anche il fatto che la Cina ha un enorme estensione di territori deserti con buona producibilità. Nelle province ventose del nord ovest è in costruzione il più grande parco eolico del pianeta che nel 2020 raggiungerà i 20 GW.

Le riserve nucleari della Cina sono invece relativamente scarse, poco più di 160 mila tonnellate di uranio estraibile a un costo ragionevole (1), equivalenti a poco più di 30 anni di consumo con un’ipotetica produzione al 2020 di 200 TWh secondo il trend attuale.

La combinazione di tutti questi fattori farebbe propendere a scommettere che sarà il vento a vincere la corsa, allungando le distanze.

(1) 171 mila t nel 2008 meno il consumo degli utlimi cinque anni, stimato in un tonnellata ogni 40 GWh prodotti

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