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Agricoltura

Elezioni europee 2014: in Portogallo boom del Partito della Terra

Il 7,1% degli elettori lusitani ha dato fiducia a un movimento nato vent’anni fa. E il Partido da Terra avrà un europarlamentare

Sono stati 234524 i portoghesi che alle elezioni europee di ieri hanno scelto il Partido da Terra, un movimento ambientalista e ruralista fondato nel 1993 ma che solamente ieri, al banco di prova delle elezioni europee più importanti nella recente storia dell’Unione Europea ha saputo innalzarsi dall’anonimato, superare ampiamente lo sbarramento del 4% e proporsi come l’unica nuova alternativa alle forze politiche tradizionali dei partiti Socialista, Socialdemocratico, Popolare e Comunista.

In Portogallo, il 7,15% dei voti consente al partito di mandare a Bruxelles Antonio Marinho e Pinto. Pur avendo numerosi punti di contatto sia con il progetto politico di Tsipras che con la filosofia della galassia verde, l’MPT ha corso da solo.

È stata soprattutto la grave crisi economica a spingere questo partito verso un exploit inimmaginabile fino a poco tempo fa. Dallo 0,41% delle elezioni politiche 2011 al 7,15% di ieri la crescita è davvero di quelle incredibili.

Il punto principale della proposta politica è la difesa del suolo e del terreno coltivabile, l’incentivazione dell’agricoltura e delle attività a essa connesse, con un ritorno alla terra che metta la produzione a km zero al centro delle logiche economiche. Nella suo programma politico, l’MPT si è proposto come argine al populismo, al razzismo e alla xenofobia, allo stesso tempo, fra i principali punti della politica del Partito della Terra c’è la valorizzazione dell’economia e della cultura locali, secondo una logica di valorizzazione dell’immenso patrimonio paesaggistico, culturale e gastronomico del paese.

Questa è una vittoria delle persone che hanno idee, che non si rassegnano nemmeno quando sono esauste,

ha detto Marino che ha anche chiarito di voler andare a rafforzare la compagine ambientalista del Parlamento Europeo. E nel ballottaggio fra Martin Schulz e Jean-Claude Juncker non ha dubbi: voterà “incondizionatamente” per Schulz.

Foto © Getty Images

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