Il Giappone riprenderà la caccia alle balene

In aprile la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia ha stabilito che il programma di caccia nipponico debba cessare in estate

Il Giappone, per bocca direttamente del primo ministro Shinzo Abe, ha annunciato che riprenderà la caccia alle balene nel Pacifico meridionale e in zona antartica nonostante la Corte Internazionale di Giustizia si sia pronunciata più volte contro questa pratica.

Abe, durante la sua visita in Nuova Zelanda e ora in Australia (i due paesi che avevano fatto ricorso alla Corte proprio contro il Giappone), ha spiegato che il verdetto dell'aprile scorso della CPI non proibisce la caccia a fini di ricerca; in realtà la Corte, nel suo pronunciamento di pochi mesi fa, aveva spiegato come il programma di caccia flotta nipponica nell'estate australe debba cessare, perché condotto a fini commerciali e non scientifici.

"La decisione della Corte Internazionale conferma che uno degli obiettivi della convenzione internazionale sulle balene è un uso sostenibile delle risorse. [...] In base a questo il Giappone, guardando al diritto internazionale e alle basi scientifiche, condurrà ricerche per raccogliere le informazioni indispensabili per gestire le risorse baleniere."

ha detto Abe nel corso di una conferenza stampa con il premier australiano Abbott. Quest'ultimo ha sottolineato come Australia e Giappone differiscano su questa posizione ma come, altrettanto, la presa di posizione nipponica non metta a rischio i rapporti tra i due paesi.

Una posizione, quella australiana, molto vicina a quella neozelandese: proprio il giorno prima ad Auckland Abe aveva dichiarato pubblicamente l'intenzione giapponese di riprendere la caccia alle balene per scopi scientifici, una scelta che il governo neozelandese non ha appoggiato professandosi anzi contrario ad ogni tipo di attività che preveda la caccia a questi grandi cetacei.

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