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Auto Elettriche

Regno Unito, entro il 2030 possibile un -40% di import di petrolio

Uno studio del Cambridge Econometrics evidenzia i benefici economici di una conversione a una mobilità elettrica

Lo studio Cambridge Econometrics è di quelli destinati a fare parecchio rumore e, quasi sicuramente, a scatenare le bocche da fuoco mediatiche dell’industria delle risorse fossili. Perché i ricercatori inglesi che si sono interrogati sui possibili benefici dello sviluppo delle auto elettriche hanno fornito dati che spiegano come questa rivoluzione “green” sia in grado di produrre benefici su tutta la linea, dalla salute pubblica all’occupazione, dall’ambiente all’economia.

Lo studio si basa su una stima di 6 milioni di autovetture elettriche circolanti entro il 2030 e di 23 milioni di auto nel 2050. Perché ciò avvenga, naturalmente, occorre ripensare la rete infrastrutturale in grado di supportare l’ondata di auto indipendenti dal petrolio.

Con queste cifre l’import di petrolio nel Regno Unito potrebbe essere ridotto del 40% con un risparmio globale annuo di 13 miliardi di sterline. Ogni conducente risparmierebbe, mediamente, circa 1000 sterline all’anno. Il report commissionato dalla Fondazione europea per il clima ha spiegato che se gli inquinanti atmosferici come l’ossido d’azoto e il particolato venissero eliminati entro la metà del secolo, il risparmio della spesa sanitaria sarebbe quantificabile in 1 miliardo di sterline.

Perché queste ottimistiche previsioni si traducano in reali benefici occorrono le infrastrutture. Philip Summerton, uno degli autori del rapporto, è convinto che “ci sarà una transizione nei prossimi cinque-dieci anni, ma non si vedrà un improvviso passaggio a veicoli elettrici fino a quando i consumatori non avranno superato le loro preoccupazioni”, fatto che potrà avvenire solamente con una spesa nello sviluppo delle infrastrutture. La scarsità delle stazioni di ricarica per i veicoli elettrici e la lontananza fra un distributore di energia elettrica e l’altro sono un deterrente molto forte per i consumatori. Due anni fa la Commissione Europea ha proposto un piano da 10 miliardi di euro per sviluppare, in tutta in Europa, una rete di rifornimento per i veicoli elettrici, il che, per il Regno Unito, avrebbe significato un aumento dalle 703 stazioni del 2012 alle 1220 del 2020.

Nonostante la riduzione dei costi del petrolio, la riconversione garantirebbe un giro d’affari stimato fra i 2,4 e i 5 miliardi di sterline entro il 2030, con la creazione di 7mila-19mila posti di lavoro. Una rivoluzione che, come spiega Summerton, terrà conto degli sviluppi delle tecnologie legate all’idrogeno, in modo da mettere fuori mercato i carburanti tradizionali.

Via | The Guardian

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