Ecoballe in Campania, esposto dei Radicali per danno erariale

Spreco di soldi pubblici, violazione delle norme europee e siti inquinanti: "Solo una piccola percentuale di ecoballe è stata smaltita"

Non c'è pace per le ecoballe campane, che dai tempi dell'emergenza rifiuti del 2008 giacciono come monumento all'inefficienza in vari siti di stoccaggio nel territorio di una delle regioni più martoriate d'Italia a livello ambientale.

Secondo quanto dichiarato dalla segretaria e dal tesoriere di Radicali Italiani, Rita Bernardini e Valerio Federico, oggi le ecoballe rappresentano paradossalmente la più grave emergenza dei rifiuti in Campania: si tratta, spiegano, di oltre 6 milioni di tonnellate di ecoballe, stoccate nel periodo emergenziale, di cui solo una piccola percentuale è stata smaltita.

Le altre restano, giacciono, come monumento all'inefficienza e all'improvvisazione, uno dei tanti in Italia: "I governi nazionali e regionali non hanno adempiuto ai loro obblighi violando sistematicamente direttive comunitarie e normative italiane. Al protrarsi del danno ambientale dovuto al mancato smaltimento, si è aggiunto anche quello economico" spiegano in una nota Bernardini e Federico, sottolineando come al problema ambientale e sociale si sia aggiunta una procedura d'infrazione dell'Unione Europea per il mancato rispetto degli impegni assunti dalla Regione Campania, cosa questa che rischia di determinare una seconda condanna da parte della Corte di Giustizia della Ue.

Al danno ambientale si potrebbe aggiungere un ulteriore danno economico, dopo che comunque per anni lo Stato ha sborsato somme ingenti proprio per lo stoccaggio delle stesse ecoballe campane:

"L’asservimento di ciascun sito ha comportato l’esborso delle somme necessarie per acquisire la disponibilità dell’area, si sono poi aggiunti i costi per l’affitto, la custodia, la sorveglianza dei siti e per lo smaltimento del percolato. Vanno considerati infine i costi legati alla bonifica e al riassetto delle aree. [...] Ai costi sostenuti vanno aggiunti quelli derivanti dalla eventuale diversa utilizzazione delle aree interessate, dalla quale sarebbero potuti derivare benefici economici. Al danno ambientale si è aggiunto dunque quello erariale che, se non ci sarà un intervento immediato, è destinato a crescere. Considerando tutto questo abbiamo depositato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti della Campania."

L'esposto, molto ben dettagliato nella parte relativa ai costi, spiega come agli ingenti costi di gestione potrebbero in breve aggiungersi altri 228 milioni di euro a carico dello Stato, sanzione europea per il mancato rispetto delle norme e degli accordi comunitari da parte della Regione. Secondo i firmatari dell'esposto i responsabili del danno erariali sarebbero i presidenti della Regione Campania pro
tempore, i presidenti del Consiglio facenti funzione all’epoca dei fatti ed i vari commissari
straordinari all’emergenza.

Nell'esposto si sottolinea inoltre come la fase del ciclo dei rifiuti ad oggi più permeata dalla criminalità organizzata campana non sia più la raccolta o lo smaltimento, ma proprio la gestione dei Cdr.

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