Spreco alimentare: 6 consigli per evitarlo

Le statistiche sullo spreco alimentare in Italia, Europa e nel Mondo. Una breve guida per evitarlo

Domani, venerdì 16 ottobre 2015, sarà la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, la ricorrenza istituita dalla FAO per sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema di proporzioni gigantesche. Secondo un’indagine condotta da Waste Watcher, con la validazione scientifica dell’Università di Bologna – Dipartimento di scienze tecnologie agroalimentari l’osservatorio di e di Last Minute Market è stato possibile quantificare come lo spreco alimentare sia il 50% superiore allo spreco percepito e dichiarato nei sondaggi.

Lo spreco degli italiani ammonta a un valore di circa 13 miliardi di euro ogni anno, cibo che finisce nelle pattumiere di case, ristoranti, alberghi, bare e tavole calde.

Sempre secondo i dati di Waste Watcher ben 1/3 della produzione mondiale di cibo viene sprecata lungo la filiera alimentare, il 24% se lo si misura in calorie. Il valore economico del cibo sprecato nel mondo è stimato in 1000 miliardi di dollari all’anno e sale a 2600 miliardi se si considerano costi “nascosti” legati all’acqua e all’impatto ambientale.

Il 56% dello spreco alimentare avviene nei Paesi sviluppati e il 44% in quelli in via di sviluppo. A livello di singolo consumatore, lo spreco pro capite è di 95-115 chilogrammi in Europa e Nord America e di 6-11 chilogrammi nell’Africa sub-sahariana e nel Sud-est asiatico.

In Europa si sprecano complessivamente 90 milioni di tonnellate di cibo, con uno spreco di cibo quantificabile in 720 Kcal per persona, 18 mc di acqua e addirittura 334 mq di terra arabile.

In Italia 17,5% del budget familiare viene solitamente speso in cibo. Nonostante la crisi economica degli ultimi anni abbia gradualmente diminuito lo spreco di cibo fino ad arrivare al 57% di spreco in meno, i rifiuti alimentari ammontano tuttora a 108 kg per persona: come se ogni italiano buttasse due piatti di pasta nella spazzatura, ogni giorno. I rifiuti alimentari sono un costo: in Italia ammontano ad un valore di 37 miliardi di Euro, una cifra esorbitante che basterebbe a sfamare ben 44 milioni di persone. Per non parlare dei riscontri ambientali: in Italia l’impronta di carbonio causata dai rifiuti di cibo equivale a 3,4 milioni di tonnellate di CO2.

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I rifiuti alimentari causati dalle famiglie ammontano ad una quantità pari allo 0,5% del Pil.

Helpling, piattaforma online per prenotare un addetto alle pulizie domestiche e MyFoody, startup tutta italiana che permette di comprare dai supermercati il cibo a rischio spreco, in occasione della Giornata mondiale dell’Alimentazione, hanno creato una mini guida in sei step per diminuire gli sprechi e contribuire a rendere il mondo un posto più sostenibile. Ve la proponiamo nella nostra fotostoria d’apertura.

Via | Helpling | My Foody | Last Minute Market

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