McDonald’s trasforma gli oli esausti in benzina: ridotte dell’80% le emissioni inquinanti


L’olio vegetale riciclato diventa carburante per i veicoli della flotta di McDonald’s e così il colosso statunitense dei fast food riduce dell’80% le proprie emissioni inquinanti rispetto ai veicoli standard. Succede negli Emirati Arabi dove McDonald’s ha avviato un programma di limitazione delle emissioni inquinanti mettendo nel serbatoio delle auto, dopo un opportuno trattamento effettuato dalla Neutral Fuels di Dubai, gli oli esausti della frittura. L’olio della patatine dopo essere stato raccolto, depurato e riciclato diventa un biodisel che riduce a un quinto le emissioni nocive dei camioncini deputati al trasporto delle merci.

In soli 17 mesi abbiamo ottenuto risultati incredibili che hanno dato un contributo significativo alla riduzione delle nostre emissioni di carbonio negli Emirati. Speriamo, con questa iniziativa sostenibile, di compiere un ulteriore passo avanti aumentando il nostro utilizzo del biodiesel negli anni a venire

ha spiegato  Rafik Fakih, amministratore delegato e partner degli Emirati Arabi Uniti McDonald’s.

Si tratta dell’unico programma del genere in una regione ricca di petrolio, intenzionata a sviluppare al massimo lo sfruttamento di fonti energetiche alternative per poter così massimizzare le esportazioni all’estero delle proprie risorse petrolifere. La scorsa estate, durante i Giochi Olimpici di Londra, McDonald’s aveva avviato un analogo programma nella capitale inglese trasformando gli oli esausti in biodisel garantendo così un risparmio di 6mila tonnellate di carburante all’anno ed evitando l’inquinamento prodotto da 2.400 autovetture. Ora la speranza è che la pratica virtuosa si diffonda con la stessa “viralità” planetaria che ha permesso a McDonald’s di diventare il numero uno nel mondo dei fast food.

Via I Rinnovabili

Foto © Getty Images

 

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