Scorie radioattive: in Finlandia un sarcofago per l’eternità

Si chiama Onkalo il “sarcofago” nel quale il governo finlandese dovrebbe iniziare a stoccare le proprie scorie radioattive a partire dal 2022, quando il progetto dovrebbe essere completato dopo 18 anni di lavoro. L’opera monumentale, realizzata dalla Posiva, società di proprietà dell’utility locale Fortrum e del consorzio Tvo, è situata a 437 metri di profondità, sotto l’isola di Olkiluoto, a circa 300 km a nord est di Helsinki e avrà una capacità di 330mila metri cubi.

Il progetto prevede una serie di gallerie scavate nella roccia e “camere” di stoccaggio nelle quali i barili contenenti scorie nucleari, dopo essere stati sigillati con la bentonite, verranno immersi in vasche refrigeranti. La Finlandia sarà, dunque, il primo Paese al mondo a disporre di un deposito permanente di scorie nucleari, dopo il progetto, precocemente abbandonato dagli Stati Uniti, del centro di Yucca Mountain (Nevada). Onkalo – che in finnico significa “nascondiglio” – dovrebbe iniziare a stoccare le scorie radioattive finlandesi fra dieci anni e, secondo i piani di Posiva, dovrebbe essere sigillato nel 2100. Il costo dell’operazione si aggira intorno ai 2,5 miliardi di euro, la parte più profonda di Onkalo sarà raggiungibile grazie a un tunnel lungo 4 chilometri.

L’aspetto più affascinante di questo progetto – perfettamente colto dal film Into Eternity di Michael Madsen – è il rapporto fra comunicazione e dimensione temporale. Onkalo, infatti, è stato progettato per resistere 100mila anni, il tempo necessario affinché le scorie diventino innocue. Come comunicare alle civiltà che popoleranno quelle zone fra alcune decine di migliaia di anni i pericoli connessi all’apertura di questo sarcofago? Quale linguaggio usare per avvertire gli esseri viventi che gli si avvicineranno fra 70-80mila anni? Come spesso accade scienza e filosofia si confondo. Anche la Svezia sta lavorando a un progetto del genere, ma gli altri Paesi cosa faranno? Nel mondo sono presenti 436 reattori, di cui 120 nella sola Europa. Forse anche per progetti come Onkalo sarebbe il caso di ragionare in termini comunitari.

Foto © Getty Images

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