Elezioni 2013: le politiche ambientali del centrosinistra

Il taglio delle tasse e dell’IMU, la giustizia, il conflitto d’interessi, la lotta alla disoccupazione, la questione esodati, nel pieno della campagna elettorale, a poco più di un mese dal voto di tutto si parla tranne che dell’ambiente. Ecoblog ha cercato di capire che cosa intendono fare coalizioni e partiti in corsa per le elezioni politiche del 24-25 febbraio.

Partito Democratico – Sviluppo sostenibile e Beni comuni sono due punti del programma elettorale di Pier Luigi Bersani. Il PD nel rilancio della produzione locale auspica una “politica industriale integralmente ecologica” e un progetto-Paese nel quale vengano valorizzati, fra gli altri, l’agricoltura e le tipicità, il risparmio energetico e la mobilità sostenibile. L’ambiente viene citato (insieme a salute, sicurezza e istruzione) come bene comune, nel quale “in linea di principio, non deve esserci il povero né il ricco”. I referendum del 2011 hanno affermato il principio dell’acqua come bene non privatizzabile. Così come avvenuto per l’acqua, anche per energia e istruzione, il PD chiarisce che “in ogni caso non può venir meno una responsabilità pubblica dei cicli e dei processi”. Il testo de L’Italia giusta detta alcune linee generali senza entrare nello specifico.

Sinistra Ecologia e Libertà – L’unico dei “big” che ha l’ecologia nel nome. Le energie rinnovabili sono un vecchio cavallo di battaglia del partito di Nichi Vendola che per il futuro scommette sull’agricoltura come settore per contrastare la disoccupazione giovanile. Come? Ad esempio sbloccando i 380mila ettari a destinazione agricola in possesso dell’agenzia del Demanio e da tempo promessi ai giovani agricoltori.

 

Foto © Getty Images

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