Appello Eternit: Cartier non vuole pagare. Fornero promette un tavolo per la riscossione delle provisionali

Giovedì 14 febbraio - a un anno e un giorno dalla sentenza di primo grado conclusasi con la condanna a 16 anni di reclusione per Louis de Cartier de Marchienne e Stephan Schmidheiny e a un maxi-risarcimento di 95 milioni di euro - inizierà al Palazzo di Giustizia di Torino il processo d’appello con il quale Eternit spera di ribaltare l’esito del primo grado.

I legali del barone de Cartier hanno richiesto la sospensione del pagamento di 89 milioni di euro, cifra definita “insostenibile”. Secondo la difesa se si riscuotessero le provvisionali “i danni che ne deriverebbero al cliente sarebbero irreparabili”. Ovviamente si tratterebbe di danni economici, irreparabili ma economici. Danni ben diversi da quelli che sconta quotidianamente la popolazione di Casale Monferrato, dove più di cinquanta persone all’anno continuano a morire per mesotelioma pleurico, senza contare tutti coloro che si ammalano di asbestosi per avere inalato la polvere di amianto che per decenni è stata il core business della cittadina alessandrina.

I due imputati sono chiamati a rispondere in solido il che significa che i soldi verranno presi laddove presenti. Il problema è che le procedure di esecuzione all’estero sono rallentate dai costi e dalle lungaggini burocratici. Soltanto la traduzione degli atti del processo nelle lingue dei due imputati costa 70mila euro.

Qualche giorno fa il dimissionario ministro del Lavoro Elsa Fornero ha risposto al sindaco casalese Giorgio Demezzi che invitava a stringere i tempi per la convocazione del tavolo degli enti destinatari delle provisionali. Fornero ha confermato a Demezzi come sia “stata acquisita la piena disponibilità dell’Inail a cooperare con tutte le parti lese al fine di individuare iniziative comuni per il recupero delle provvisionali, così come disposto dalla sentenza”.

Dopo aver chiuso il primo processo in tempi record, l’appello è stato istruito con un calendario fittissimo di udienze con l’obiettivo di chiudere il secondo grado in pochi mesi. Per quanto riguarda la difesa, il processo d’appello non rappresenta solamente un tentativo di scongiurare o differire il pagamento delle provisionali dovute: il secondo grado è anche un ulteriore ostacolo all’avvio dell’Eternit bis, il processo al quale il pool del pm Raffaele Guariniello ha iniziato a lavorare già da qualche anno e che dovrebbe coinvolgere tutte le vittime dell’amianto riconosciute tali dopo l’avvio del primo processo, nonché tutti gli italiani che hanno lavorato nelle fabbriche svizzere del gruppo.

Intanto la sera di giovedì 7 febbraio, a Casale Monferrato, è prevista una fiaccolata organizzata dall’Associazione Familiari Vittime dell’Amianto e dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. Una manifestazione pubblica con la quale i cittadini vogliono rivendicare, una volta ancora, il diritto a ottenere giustizia e, con essa, le risorse per la ricerca medica e le bonifiche del territorio.

Via I La Stampa I Il Monferrato

Foto © Getty Images

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