Elezioni 2013 l'ambiente di SEL al 3%, Ingroia sotto il 2% e Movimento 5 stelle al 25% con la green economy confusa

I primi numeri che letteralmente gli exit poll e le proiezioni danno mostrano un Italia spaccata in due al Senato e alla Camera. I temi ambientali così come non sono stati considerati durante questa brutta campagna elettorale, così non sono stati una discriminante per il voto.

I numeri dello spoglio in atto iniziano a delineare uno futuro parlamento con Camera e Senato che vedono da un lato l'avanzata del centro destra di Berlusconi controbilanciato dallì exploit del Mivimento 5 stelle. La situazione è in divenire, ovviamente e a occuparsene il live su Polisblog e i dati pubblicati in tempo reale sul sito del Ministero dell'Interno.

Dunque al Senato Mario Monti con la sua green(washing) economy non arriva al 10%, la lista di Ingroia che accoglieva dentro di sè anche i Verdi di Angelo Bonelli non tocca il 2%, SEL, ossia Sinistra Ecologia e Libertà con a capo Nichi Vendola uscente dal disastro Ilva e che nell'ultima parte si è concentrato su tutt'altri temi che non l'ambiente racimola da solo un po' più del 3%. Ma essendo in colazione con il Pd probabilmente avrà pochissima voce in capitolo su temi strettamente ambientali. D'altronde Ermete Realacci nell'intervista pre elettorale aveva un po' chiarito gli strani equilibri a sinistra circa le politiche ambientali. Temi evidentemente intercettati dal Movimento 5 stelle: vedi inceneritori (piacciono a Bersani) oppure questione Ilva.

Infine c'è il successo del Movimento 5 stelle che porta a casa i risultati più interessanti ma che ha dalla sua una green economy confusa e non unitaria sui temi dell'ambiente.

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