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Inceneritore di Parma, la Provincia blocca (momentaneamente) l’impianto: quando il Pd “trolla” il M5s

Da baluardo dell’avamposto pentastellato, Parma, a simbolo di “smacco”: è sempre bufera sull’inceneritore Iren di Parma, la Provincia vuole bloccare tutto.

L’inceneritore di Parma potrebbe non partire. Ma, ironia della sorte, la “colpa” o il “merito” di ciò non è del sindaco a cinque stelle Federico Pizzarotti, che sull’inceneritore Iren di Parma ha impostato tutta la campagna elettorale, ma di Vincenzo Bernazzoli, avversario del Pd di Pizzarotti per la poltrona di sindaco ed eletto successivamente Presidente della Provincia di Parma.

Uno “smacco” deciso al sindaco pentastellato che, indipendentemente dal fattore politico, potrebbe impedire l’avvio del grande impianto di bruciatura rifiuti della multiutility Iren, che dai primi di marzo ha iniziato le procedure di accensione e messa a regime dell’impianto.

I lavori per rendere funzionale il depuratore sono ancora in corso. Conseguentemente, allo stato, in considerazione della mancata ultimazione dei lavori funzionali al corretto esercizio dell’attività, si esprime formale diniego all’esercizio dell’attività nel termine prospettato da Iren Ambiente Spa.

Con queste parole, contenute in una lettera del 23 maggio scorso inviata proprio dalla Provincia di Parma alla multiutility, a seguito di un’ispezione avvenuta il 22 maggio, l’ente spiega che l’inceneritore non può partire con i lavori ancora in corso, invitando Iren a presentare regolare comunicazione di messa in esercizio, ma più avanti, a lavori completati, corredata di firme della direzione lavori, collaudi e certificazioni.

Iren, la cui competenza è proprio della Provincia di Parma, e non del Comune come in campagna elettorale si è fatto credere, è ormai da tempo ai ferri corti con l’ente di piazza della Pace, per l’esattezza da quando sono state giudicate non veritiere alcune dichiarazioni della multiutility proprio sull’avanzamento dei lavori e sulla messa in esercizio del grande impianto di bruciatura.

La mancanza di certificato di agibilità, i 14 esposti presentati dagli attivisti dell’Assemblea permanente contro gli inceneritori, il parere negativo dell’assessore comunale all’Ambiente Gabriele Folli, ma anche le forti perplessità dell’Arpa, che aveva segnalato anomalie nelle modalità di combustione nella prima settimana di prova, hanno spinto la Provincia a procedere con i piedi di piombo e, anzi, ad arrivare a mettere i bastoni tra le ruote di Iren.

E’ inutile strumentalizzare situazioni che rientrano nella normalità dell’iter costruttivo. Tutti gli impianti, a maggior ragione se di elevata complessità, devono effettuare attività di verifica e test preliminari alla messa in esercizio. Non si tratta quindi di accelerazioni nell’avvio dell’impianto, ma del dovuto scrupolo e della dovuta responsabilità tecnica da parte di chi con professionalità sta costruendo un impianto a tecnologia avanzata a servizio del territorio provinciale.

Così ha tentato di placare le polemiche la multiutility Iren; su una cosa non si può dargli torto: sull’inceneritore di Uguzzolo, si è lucrato abbastanza (politicamente parlando).

Via | Ansa

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