L’idea, venuta a Enrique Navarro, un ricercatore spagnolo, in collaborazione con l’Università San Jorge e la DGA, è quella di utilizzare le foglie della pianta dell’oleandro come filtri per monitorare il livello della qualità dell’aria a Saragozza.
In effetti, secondo lo studioso, la particolare struttura della foglia, la sua diffusione capillare sul territorio e la sua normale ubicazione - balconi e finestre spesso nei pressi di strade molto trafficate - ne fanno uno strumento valido di analisi per la misurazione dell’inquinamento atmosferico consentendo, inoltre, una facile mappatura dello smog nelle diverse zone della città. Lo studio, ancora in fase embrionale, risolverebbe alcune problematiche economiche legate alle normali centraline di rilevazione, che filtrano l’aria, attualmente in uso. Soprattutto, quelle legate agli alti costi di installazione e di controllo.. Del resto, in tempi di crisi, l’ingegno si rafforza per tentare vie e soluzioni più audaci…
Via | comunicato stampa
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Angela Merkel, cancelliere tedesco, sembra aver deciso di procrastinare l’uscita dal nucleare. La mossa della Merkel viene presentata ufficialmente come un buon compromesso per finanziare le energie rinnovabili. L’accordo tra il governo tedesco e la lobby del nucleare sarebbe sulla via della conclusione e funzionerebbe cosi: i 17 impianti esistenti che si sarebbero dovuti gradualmente dismettere fino al 2022 lavoreranno ancora e saranno dismessi gradualmente entro entro il 2050. Dunque anni di vita e guadagni in più per le società che li gestiscono. Ma la contropartita è questa: il 75% degli introiti derivanti dalla vendita di energia elettrica prodotta dal nucleare dovrebbe andare al Governo tedesco, che sembra li userà per finanziare energia rinnovabile. Però, poi non si spiega, allora, perché lo stesso Governo abbia deciso per un taglio degli incentivi al fotovoltaico.
Wulf Bernotat amministratore delegato di E.on ha ha detto:
L’industria è pienamente consapevole del fatto che c’è un prezzo politico che deve essere pagato per l’estensione.
Sul piatto anche la sopravvivenza di due vecchi impianti: A Biblis e Neckarwestheim 1. Ma su questi la Merkel non si è espressa, anche se sembra che continueranno a lavorare.
La notizia,comunque, non giunge improvvisa. E’ almeno dallo scorso giungo, mese in cui con le elezioni fu riconfermata la Merkel, che si parla di un prolungamento della vita delle centrali nucleari anche se il 66% dei tedeschi non le vuole, in quanto nel Paese è molto sentito il problema delle scorie nucleari.
Via | Affari Italiani, Der Spiegel
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Appena qualche giorno fa abbiamo parlato dell’iniziativa del governo francese di distribuire lungo le strade del Paese numerose piante mellifere per far fronte al problema della diminuzione delle api. In riferimento a quella notizia mi sembra interessante segnalare come nell’ultimo periodo siano stati pubblicati diversi studi in materia che ci indicano come il problema della riduzione del numero di questi insetti sia un fenomeno sempre più preoccupante.
Secondo un primo studio francese si sarebbe scoperto infatti che il problema dell’estinzione starebbe riguardano soprattutto alcune specie di api. Sarebbe infatti emerso che quelle che si nutrono di polline di diverse piante avrebbero un sistema immunitario più forte rispetto a quello che hanno le api che si nutrono invece di una sola pianta.
Tale studio ha concluso che proprio nelle specie di api incapaci di non variare la loro alimentazione si starebbero verificando le più marcate diminuzioni di specie. Vi sarebbe perciò un collegamento tra la varietà alimentare delle api ed il loro sistema immunitario. In sostanza si è scoperto che le api che venivano alimentate con cinque diversi tipi di polline avevano livelli più elevati di glucosio ossidasi (GOX), rispetto a quelle che si nutrivano di un solo tipo di polline di fiore.
Continua a leggere: Nuovi studi confermano l'allarme sulla moria delle api

E’ tempo che l’Europa riscopra e si prenda cura delle sue foreste boreali, perché i piani annunciati dai governi scandinavi non sono stati in gradi di proteggere tutte le foreste boreali e luoghi di indiscusso valore ambientale sono ancora soggetti a taglio indiscriminato e deforestazione. Di tutte le foreste allo stato naturale della Finlandia, solo il 5,1% gode di una qualche forma di protezione, mentre il Norvegia la percentuale scende al 2%.
In molte delle foreste boreali dei paesi del Nord Europa, gli alberi sono soggetti al tagli a raso, per essere poi ripiantati. In questo modo la biodiversità e gli ecosistemi vengono distrutti e le foreste che ricrescono sono molto più simili a piantagioni che agli antichi boschi distrutti.
Per porre fine a questo fenomeno e sensibilizzare governi ed opinione pubblica è nato il sito NordicForests, per volontà di Taiga Rescue Network, con la partecipazione di Friends of the Earth Norvegia ed altre associazioni. Sul sito è disponibile la mappatura delle foreste boreali del Nord Europa e delle aziende che le controllano per produrre legname: in questo modo i grandi consumatori di legname avranno a disposizione notizie sulla provenienza del legno e sullo stato delle foreste.
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Oggi, è stato inaugurato l’anno internazionale per la tutela delle biodiversità, in Europa. Ed è stato una triste cerimonia di apertura in cui la Commissione Europea, a Bruxelles, ha fatto sapere che l’UE non riuscira’ a realizzare gli obiettivi che si era data negli ultimi 10 anni per la protezione delle specie. I diversi ecosistemi si stanno lentamente sgretolando sotto il peso dell’antropizzazione. E del bracconaggio: il principale pericolo per il lupo, ad esempio, che pure sta rispondendo benissimo ai tentavi di recupero sulla nostra penisola ma è inerme, purtroppo, di fronte alle trappole e ai fucili.
Stavros Dimas, il commissario europeo all’ambiente, pochi giorni dopo aver lanciato l’allarme per la caccia al tonno rosso - la cui popolazione si è ridotta dell’85% rispetto agli anni novanta per lo più a causa della moda scoppiata per il sushi - ha fatto sapere che è necessario improntare nuove strategie e traguardi. Il bilancio degli sforzi fatti dai paesi membri, benché per certi aspetti lodevole, non è sufficiente. Le specie continuano a estinguersi ad una velocità allarmante: stimata tra le 100 e le 1000 volte più alta del normale. Solo il 17% degli habitat presenti nel vecchio continente ha una condizione favorevole di conservazione. A maggior rischio, ovviamente, le zone umide e i litorali.
Il livello di ambizione piu’ elevato e’ quello di aggiungere agli impegni precedenti l’aumento del contributo europeo alla prevenzione a livello mondiale
Così, si è chiusa oggi la cerimonia di apertura europea per l’anno internazionale della biodiversità. Ci auguriamo che nel corso di questi dodici mesi vengano fatte le programmazioni necessarie per un piano efficace di tutela degli ecosistemi e dei loro abitanti e, soprattutto, che vengano attuate pienamente.
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Tra gli artisti dell’upcycle, cioè del riciclo creativo, credo che la 51enne Jane Perkins meriti il podio. Jane riesce a assemblare in ritratti artistici oggetti che per il resto dell’umanità sono rifiuti: bottoni rotti, pezzi di bambole, forchette, pezzi di plastica. Le immagini di lady Obama o Nelson Mandela sono stupefacenti e Jane svela il suo segreto:
Acquisto solo le perline che uso per dare profondità agli occhi dei personaggi
Jane oltre ai ritratti realizza anche piccole sculture, bigiotteria e quadri. I ritratti costano circa 1000 sterline e Jane è ben felice di lavorare su commissione. Il resto delle sue opere è sul sito Blue bowebird

Un terremoto di magnitudo 5.0 ha colpito la Grecia intorno alle h.18.oo (ora locale), con epicentro a 16,3 km di profondità, a circa 35km a Nord Est di Patrasso.
L’epicentro del terremoto dista da Atene, la città più popolata della Grecia, circa 163 km. Per ora non si registrano casi di feriti, né danni significativi a strutture pubbliche e private.
Ieri sera una scossa di terremoto di magnitudo 4,9 era stata registrata nell’area delle isole del Dodecanneso, a 220 km da Creta e 135 da Rodi, con epicentro ad una profondità di circa 27 km. Si temono altre scosse e la popolazione è spaventata.
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Copenhagen non è solo la città dove recentemente si è svolto l’ultimo vertice dedicato ai cambiamenti climatici, ma è anche un città che ama profondamente le biciclette.
Ovvio che vi sia un profondo rispetto per i ciclisti. Ebbene, ai bikers sono state destinate delle ringhiere per appoggiare braccia, mani o piedi in zone di attesa. Dice la scritta apposta su:
Ciao ciclista appoggia il tuo piede qui e grazie per usare la bici in città.
Chi va in bici lo sa e lo sperimenta tutte le volte: è comodo appoggiarsi su un muretto, un marciapiede, uno scalino per tenere la bici ferma, in equilibrio e riposarsi un po’.
Copenhagen: ringhiere per ciclisti

Via | Copenhagenize

Parlavamo un anno fa delle emissioni di metano che si stanno verificando nella regione siberiana. Gli scienziati hanno scoperto quello che sembra essere un ulteriore drammatico aumento di rilascio di questo gas, il metano appunto, i cui effetti di riscaldamento dell’atmosfera sono di 20 volte più potenti della CO2.
I risultati provengono da misurazioni dei flussi di CO2 in tutto il nord della Russia, condotte da Igor Semiletov dell’Università dell’Alaska. Ha spiegato Semiletov:
E in corso rilascio di metano attraverso la piattaforma di ghiaccio della Siberia orientale e sembra più forte di quanto si supponesse.
Semiletov è il maggiore esperto nel campo avendo seguito negli ultimi decenni le infiltrazioni infiltrazioni di metano nella regione e dirige il Siberian Shelf International Study (ISSS), con cui ha condotto numerose spedizioni scientifiche nell’Oceano Artico. I risultati preliminari sono ora in corso di pubblicazione.
Le emissioni di metano sono aumentate già dalla scorsa estate quando ha iniziato a sciogliersi un gigantesco deposito di gas congelati in quanto le zone siberiane si stanno dimostrando molto sensibili all’aumento delle temperature. In un primo tempo gli scienziati avevano pensato che la maggior parte del metano sarebbe stata assorbita dal mare. Secondo un recente rapporto del professore Semiletov, invece, il metano ha superato la barriera delle acque marine e sta raggiungendo l’atmosfera. Per ora il metano è presente sul fondo marino in quantità 100 volte superiori alla norma.
Continua a leggere: Siberia, aumentano le emissioni di metano

Nel cuore del Parco Nazionale delle montagne di Rila, in Bulgaria, foreste ed animali spariranno presto per lasciare il posto ad impianti sciistici e strutture turistiche, con il consenso del governo che ne ha autorizzato la costruzione, permettendo ad investitori e società off-shore di distruggere il Parco.
Il Parco Nazionale delle montagne di Rila si trova sul Monte Mussla e si estende per circa 81.000 ettari di foreste, ospitando 24 specie in via d’estinzione, 121 specie rare in Bulgaria e 158 specie presenti nella Convenzione di Berna. Proprio qui il governo bulgaro ha approvato la costruzione del complesso sciistico Super Panichishte, scatenando polemiche e proteste.
Il progetto prevede che 240 ettari del Parco vengano destinati alla costruzione di piste, di 21 skilift e di altre diverse strutture per circa due terzi dell’intera estensione del complesso sciistico, mentre la restante parte interesserà l’area dei laghi di Rila. Il progetto è guidato dalla Rila Sport, un gruppo controllato dalla Realstone Trade Business Corporation, un’impresa fantasma, controllata a sua volta da misteriosi investitori russi.
Un’indagine del 2007 promossa dal Ministero dell’Ambiente ha portato alla luce che nessuno dei lavori intrapresi era dotato dei permessi e per la prima volta gli ambientalisti bulgari sono scesi in campo: hanno raccolto 180.000 firme per chiedere di fermare il progetto e salvare il Parco Nazionale delle montagne di Rila, intraprendendo la più grossa iniziativa ambientalista nella storia bulgara. La Commissione Europea ha a sua volta avviato un’indagine sul progetto Super Panichishte, che violerebbe i termini delle regole di Natura 2000.
via | salvaleforeste
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