Cop21, conferenza sul clima a Parigi: l'accordo è stato raggiunto

Ultima giornata alla conferenza sul clima di Parigi. La versione finale dell'accordo è pronto e sarà ora presentato ai ministri.

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19.40 - L’account ufficiale di Cop21 su Twitter ha pubblicato il momento successivo al raggiungimento dell’accordo:




19.25 - L’accordo è stato raggiunto. Alla formula di rito pronunciata dal ministro francese Fabius, presidente della conferenza, “invito la COP ad adottare il documento”, nessuno ha avuto da obiettare e l’accordo è stato ufficialmente adottato dopo l'utilizzo del simbolico martelletto.

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18.05 - La sessione plenaria inizierà a breve e al momento non c’è modo di sapere per quanto andrà per le lunghe, se il ministro francese Laurent Fabius spingerà per arrivare quanto prima a una conclusione o se si preferirà non forzare la mano. Tra i presenti ci sono anche Al Gore e Nick Stern.



15.00 - Mentre si attende la decisione sull’accordo, alcune delle principali organizzazione non governative che si occupano anche di clima hanno visionato l’accordo e rilasciato dei primi commenti.

Avaaz ha parlato di “punto di svolta nella storia che spiana la strada al passaggio all’energia pulita al 100% che il Mondo vuole e di cui il pianeta ha bisogno, mentre 350.org ha sentenziato: “Questo segna la fine dell’era dei carburanti fossili. Non c’è modo di rispettare gli obiettivi sanciti da questo aggiorno senza tenere in gioco carbone, petrolio e gas”.

Da Greenpeace hanno precisato:

La ruota dell’azione sul clima sta girando lentamente, ma a Parigi è girata. Questo accordo pone l’industria dei carburanti fossili dal lato sbagliato della storia. Nel testo c’è molto che è stato diluiti e inquinato dalle persone che hanno saccheggiato il nostro pianeta, ma contiene anche un nuovo imperativo per limitare l’aumento della temperatura di 1.5C

Linea simile anche per l’Environmental Defense Fund (EDF):

Questo accordo manderà ai mercati globali un potente e immediato messaggio: il futuro dell’energia è aperto al pubblico. […] ci sposta più vicino a una svolta in cui le emissioni di carbonio, che sono aumentate per oltre due secoli, finalmente inizieranno a calare.

Più critici, invece, quelli di ActionAid:

Quello che ci è stato presentato non fa abbastanza per migliore la fragile esistenza di milioni di essere viventi in tutto il Mondo.

13.50 - A questo punto, alle 14.45, i delegati si incontreranno per la seduta plenaria che potrebbe sancire l’adozione dell’accordo.

13.40 - Il testo della bozza finale dell’accordo, come anticipato in mattinata, è stato reso pubblico:

In sintesi questa bozza finale auspica di tenere l’aumento delle temperatura al di sotto di 1.5 gradi centigradi, prevede un controllo ogni cinque anni su come i Paesi si stanno comportando a proposito del piano sul clima - il primo è in programma nel 2023 - che dovrà essere rivisto nel 2018 in vista dell’applicazione a partire dal 2020. É previsto, inoltre, un meccanismo per affrontare le perdite economiche dei Paesi vulnerabili in seguito all’impatto climatico.

12.30 - Laurent Fabius ha spiegato questa mattina che la bozza finale dell’accordo è giusta e giuridicamente vincolante, aggiungendo che limiterà l’aumento della temperatura ben al di sotto dei 2 gradi centigradi, forse fino a 1,5 gradi.

Vorrei che tutti coloro che hanno partecipato a raggiungere questo traguardo fossero presenti qui oggi. É mia profonda convinzione che siamo riusciti a raggiungere un accordo ambizioso e bilanciato. Siamo arrivati alla fine di un percorso ma anche all'inizio di un altro. È uno storico punto di svolta. Il mondo trattiene il fiato e conta su tutti noi.

E, ancora:

Nazioni di tutto il Mondo, sta a voi decidere. Il 12 dicembre 2015 può diventare una giornata storica. Quindi, uomini e donne, la Francia si rivolge a voi e vi chiede di adottare il primo accordo universale sul clima.

L’accordo sarà posto in essere nel 2020. Ora, però, la palla passa ai ministri, chiamati a decidere se approvare o meno questa proposta di accordo.

Il testo dell’accordo sarà pubblicato nel primo pomeriggio di oggi.

12 dicembre 2015 - Con un ritardo di quasi 16 ore rispetto al calendario stabilito, gli organizzatori hanno annunciato che è stato raggiunto un accordo sulla bozza finale del testo, pronto per essere presentato ai ministri nella mattinata di oggi.

Non sono emerse indiscrezioni su questa versione finale, ma gli analisi hanno prontamente precisato che non è stato ancora raggiunto alcun accordo: solo oggi, se non saranno sollevate obiezioni nel corso dell’incontro coi ministri, si potrà cominciare a parlare del raggiungimento di un accordo.

Un portavoce del ministro degli esteri francesi Laurent Fabius ha confermato che il testo sarà tradotto a breve nelle sei lingue ufficiali dell’ONU: inglese, spagnolo, arabo, cinese, francese e russo.

Cop21, conferenza sul clima a Parigi: la chiusura slitta a domani

11 dicembre 2015 - Ieri in tarda serata è stato presentata la nuova bozza di accordo sul clima da discutere tra i delegati della conferenza Cop21, una bozza così giudicata dal Presidente Fabius:

"C'è un grande progresso rispetto al testo precedente, siamo vicini all'accordo nonostante importanti divergenze"

L'accordo definitivo sarebbe dovuto essere firmato oggi ma, viste le ultime novità, si è deciso di prendersi un giorno in più per analizzare il testo e valutare l'accordo: secondo quanto comunicato questa mattina dalla presidenza del vertice infatti, nonostante fosse prevista per oggi la fine della conferenza internazionale, la chiusura di Cop21 è slittata a domani mattina, sabato 12 dicembre.

Nella nuova bozza di accordo i Paesi si impegnerebbero a mantenere l'aumento medio della temperatura globale ben al di sotto di 2 gradi, puntando a un ulteriore taglio di mezzo grado. Fabius, in una dichiarazione a BFM TV, ha annunciato che il testo sarà presentato da lui stesso domani mattina, in tarda mattinata. Secondo quanto riporta RaiNews daòla nuova bozza sarebbe sparito il riferimento esplicito all'obiettivo di riduzione delle emissioni globale entro il 2050. C'erano nella bozza precedente due opzioni: la prima faceva riferimento a una riduzione tra il 40 e 70 per cento, la seconda tra il 70 e il 95 per cento entro il 2050 rispetto al 2010.

Cop21, l’appello di Papa Francesco

6 dicembre 2015 - Papa Francesco, al termine dell’Angelus di oggi in piazza San Pietro, ha rivolto un appello a tutti i partecipanti alla conferenza sul clima, invitandoli a fare tutti gli sforzi necessari:

Seguo con viva attenzione i lavori della Conferenza sul clima in corso a Parigi, e mi torna alla mente una domanda che ho posto nell’Enciclica Laudato si’: «Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?». Per il bene della casa comune, di tutti noi e delle future generazioni, a Parigi ogni sforzo dovrebbe essere rivolto ad attenuare gli impatti dei cambiamenti climatici e, nello stesso tempo, a contrastare la povertà e far fiorire la dignità umana. Le due scelte vanno insieme: fermare i cambiamenti climatici e contrastare la povertà perché fiorisca la dignità umana. Preghiamo perché lo Spirito Santo illumini quanti sono chiamati a prendere decisioni così importanti e dia loro il coraggio di tenere sempre come criterio di scelta il maggior bene per l’intera famiglia umana.

Cop21, consegnato a Fabius il testo dell'intesa

sabato 5 dicembre - È stato consegnato dai negoziatori al ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, presidente della Conferenza internazionale sul clima che si tiene a Parigi, il testo dell'intesa che intende a disegnare limiti e contenuti per un accordo concreto in grado di ridurre entro fine secolo l'aumento di temperatura del pianeta, in riferimento ai valori dell'era preindustriale, non oltre i 2 °C.

Dopo quattro anni, conclude così i lavori lo speciale gruppo creato nel 2011, alla Conferenza sul clima di Durban, allo scopo di sviluppare, entro il termine massimo del 2015, un protocollo specifico e con valore legale degli impegni che dovranno essere assunti dai singoli paesi. La bozza di intesa verrà presentato ufficialmente alle 18 ma Fabius ha espresso davanti alla Camera dei deputati francese il suo apprezzamento, anche se ha anticipato la necessità di definire meglio il testo.

“Poche ore fa i negoziatori mi hanno consegnato un nuovo testo d'intesa che verrà presentato ufficialmente questo pomeriggio alle 18 e che presenta notevoli meriti rispetto al precedente. Ci sono dei progressi incontestabili ma dobbiamo ancora mettere a punto, prima di venerdì e tutti insieme, ministri e negoziatori, alcune questioni molto importanti legate ai finanziamenti”,

ha concluso il ministro degli Esteri francese.

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Cop21: la seconda giornata su Africa, foreste, agricoltura

18:53 - Sulla stessa linea di Barack Obama anche Matteo Renzi ha auspicato oggi un "accordo che sia vincolante" in materia di riscaldamento globale da parte dei 200 partecipanti alla conferenza internazionale COP21.

Vladimir Putin, intervenendo in plenaria con un discorso decisamente muscolare, ha invece tessuto le lodi della sua Russia, che sulla riduzione delle emissioni "ha fatto il suo dovere"; entro il 2030, promette il Presidente russo, Mosca taglierà le emissioni dei gas serra del 30% e sosterrà i paesi in via di sviluppo nella loro lotta per ridurre le emissioni di carbonio. E, tra i paesi in via di sviluppo, è stato lo Zimbabwe, o meglio il suo padre padrone Robert Mugabe, a tenere banco a Parigi nel dare voce ai senza voce (o almeno, così dice Mugabe, visto che parlava in veste di presidente dell'Unione Africana): accusando i "paesi ricchi" di essere i maggiori responsabili delle attuali condizioni del pianeta Mugabe ha detto anche che questi stessi paesi vogliono ora far ricadere i costi dell'inquinamento ancora sui paesi più poveri.

"E' immorale non solo che i Paesi sviluppati siano tirchi nel fornire i mezzi [...] ma che anche vogliano scaricare su di noi il compito di mettere ordine nel caos che loro hanno creato. Non siamo in grado e non vogliamo assumere altri impegni. Se lo facessimo lederemmo le nostre aspirazioni per lo sviluppo, in particolare i nostri sforzi per eliminare la povertà".

16:09 - Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, parlando oggi a Le Bourget, ha ribadito l'importanza dell'evento parigino in virtù della lotta ai cambiamenti climatici, auspicando un accordo con ampio consenso di tutti che sia "almeno in parte" vincolante:

"Sarà difficile mettere d'accordo 200 nazioni, ma sono convinto che faremo grandi cose"

ha detto Obama, che si dice convinto della necessità di revisioni periodiche vincolanti, riferendosi al meccanismo in base al quale gli impegni nazionali verrebbero verificati ogni cinque anni. Secondo molti osservatori si tratterebbe del compromesso che permetterebbe di superare lo scoglio del Congresso a maggioranza repubblicana, contrario ad un trattato sul clima giuridicamente vincolante. Obama ha puntato molto sugli effetti "umani" prodotti dal riscaldamento globale, effetti visibili già oggi in vaste aree del pianeta, desertificate, che hanno prodotto profughi ambientali per centinaia di migliaia di persone.

Senza azioni ambiziose nella lotta ai cambiamenti climatici, ha detto Obama definendosi "ragazzo delle isole" (è nato alle Hawaii, nda) c’è il rischio di creare nuovi rifugiati in provenienza dalle piccole isole-stato, oggi considerate paradisi del Pacifico.

Martedì 1 dicembre 2015, 10:00 - È iniziata la seconda giornata della XXI Conferenza sul clima. Gli interventi di oggi sono dedicati ai temi di foreste e agricoltura.
In mattinata anche un panel intitolato "Le sfide del clima e le soluzioni africane", con il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon che ha così dichiarato: "L'Africa sarà decisiva in questo accordo, loro hanno bisogno del loro aiuto e noi abbiamo bisogno del loro".


COP21: la giornata inaugurale


Lunedì 30 novembre 2015

19:00 - Al termine della prima giornata della XXI Conferenza sul clima il Presidente del Consigio italiano Matteo Renzi ha detto:

"Nella nuova legge di Stabilità abbiamo messo 4 miliardi di euro sul climate change da qui al 2020. Per la salvaguardia del clima occorre uno sguardo politico. Per noi, come Italia, è prioritario evidenziare l'importanza delle piccole isole, dei piccoli Stati insulari e dei Balcani su cui stiamo lavorando. La questione è finanziaria ed economica, noi facciamo la nostra parte, ma prima di tutto è politica"

L'intervento di Angela Merkel


18:00 - La cancelliera tedesca Angela Merkel è tra i leader che hanno parlato nella prima giornata, ecco un passaggio del suo intervento:

"Ci siamo riuniti qui a Parigi in tempi inquieti che suscitano grande preoccupazione. Non lontano da qui i terroristi solo pochi giorni fa hanno attaccato Parigi e in qualche modo anche tutti noi. Noi condanniamo fortemente il terrore, non importa dove, attraverso la nostra presenza qui, mostriamo che siamo più forti dei terroristi"

L'intervento di Vladimir Putin


18:15 - Il Presidente russo Vladimir Putin è stato tra i primi a parlare alla Conferenza sul clima di Parigi, ecco una parte del suo discorso:

"Nel mio discorso alla 70esima Assemblea generale delle Nazioni unite, ho sottolineato la necessità di dare vita a un approccio globale per gestire i problemi legati al cambiamento climatico. In tale contesto, ha dichiarato Putin, intendo riaffermare ancora una volta la nostra proposta per la convocazione di un forum sotto l'egida dell'Onu che serva da piattaforma per affrontare i diversi problemi sul tappeto. Non solo quelli collegati al cambiamento climatico, ma anche quelli connessi all'esaurimento delle risorse naturali e al degrado dell'ambiente umano. Ci auguriamo, ha concluso il presidente russo, che attraverso impegni concertati di comune accordo saremo in grado di costruire una nuova intesa sul clima che sostituisca il protocollo di Kyoto e sia in grado di servire gli interessi degli Stati e dei popoli dopo il 2020"

L'intervento di Barack Obama


17:40 - Un intervento molto atteso è quello di Barack Obama, nel video in alto ecco che cosa ha detto il Presidente degli Stati Uniti e qui di seguito la trascrizione:

"Siamo la prima generazione a subire l'impatto del cambiamento climatico e l'ultima a poter fare qualcosa .Sono venuto qui personalmente, come leader della più grande economia del mondo, la seconda per emissioni, per dire che gli Stati Uniti non solo riconoscono il loro ruolo nel'aver creato il problema, noi prendiamo anche la responsabilità di fare qualcosa a riguardo. Paesi sommersi, città abbandonate, campi che non crescono più, tensioni politiche che provocano nuovi conflitti e nuove ondate di persone disperate in cerca di salvezza in altre nazioni. Questo futuro non è quello in cui ci sono economie forti o i Paesi fragili possono trovare le loro fondamenta. Questo futuro è quello che noi abbiamo il potere di cambiare ora, ma solo se ci dimostriamo all'altezza"

L'intervento di Xi Jinping


17:05 - La Cina è la nazione in cui il problema dell'inquinamento è più grave, il suo Presidente, Xi Jinping, è intervenuto oggi, nella giornata inaugurale della Conferenza sul clima:

"L'accordo di Parigi deve focalizzare l'attenzione sul rafforzamento di azioni concertate a livello globale dopo il 2020, ha detto il presidente cinese, per fare fronte ai cambiamenti climatici mondiali e intensificare gli impegni di tutti in direzione di uno sviluppo sostenibile. Il futuro accordo deve venire incontro agli obiettivi delle Nazioni unite e imboccare la strada delle energie rinnovabili, seguendo i principi e le regole poste dall'Onu e contribuendo alla sua completa ed effettiva applicazione"

L'intervento di Lauren Fabius


11:51 - Il terzo intervento della sessione inaugurale della Cop21 è stato quello del ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, che è il presidente della Conferenza. Fabius ha detto:

"La settimana scorsa tutti mi hanno chiesto: la Conferenza di Parigi sarà un successo? Ebbene, la prima testimonianza di successo è la vostra presenza qui, nonostante tutto quello che è successo. Grazie alla vostra mobilitazione dimostrate che la civiltà e la solidarietà sono molto più forti della barbarie.
La seconda condizione di successo sono fiducioso che sarà ugualmente soddisfatta: abbiamo voluto riunire attori non governativi perché le loro decisioni saranno ugualmente importanti come quelle dei governi. Nei prossimi giorni saranno lanciate importanti azioni molto promettenti per la lotta contro i cambiamenti climatici.
La terza condizione di successo è la più difficile: in 11 giorni dovremo giungere a un accordo che dovrà essere differenziato, durevole, dinamico, vincolante giuridicamente. Non bisognerà perdere tempo in dibattiti procedurali. Diversi segni sono molto incoraggianti: prima di tutto lo è la presa di coscienza che è necessario giungere a un accordo.
Un accordo climatico universale non è un accordo che i Paesi sviluppati imporranno a quelli in via di sviluppo, perché sarà nell'interesse di tutti.
Ovviamente non tutto potrà essere risolto a Parigi, ma non si potrà risolvere niente senza Parigi: la Cop21 deve essere un punto di svolta"

L'intervento di Ban Ki-moon


11:41 - Sì è appena concluso l'intervento del Segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, per molti tratti simile a quello di Hollande, anche se in questo caso ha specificato che l'obiettivo è mantenere l'aumento del riscaldamento globale intorno a 1,5° C, poi anch'egli ha insistito sull'importanza di aiutare i Paesi ancora in via di sviluppo. Ban Ki-moon ha salutato tutti dicendo:

"Avete la responsabilità morale e politica per questo mondo e per le future generazioni. Conto sulla vostra forte leadership e impegno per rendere il mondo migliore per tutti"

Il discorso di apertura di Hollande


11:30 - François Hollande ha appena terminato il suo discorso durato esattamente un quarto d'ora. Il presidente francese ha esordito dicendo:

"È un giorno storico che viviamo. La Francia accoglie 150 capi di Stato e di governo e migliaia di deleganti provenienti da tutti i contenenti. Mai la posta in gioco di una riunione internazionale era stata così importante, perché si tratta del futuro del pianeta"

Dopo aver espresso, a nome di tutti i francesi, riconoscenza per le manifestazioni di solidarietà ricevute da tutto il mondo dopo i tragici fatti del 13 novembre, Hollande ha fatto un parallelismo tra la lotta al terrorismo e la lotta all'inquinamento ambientale, poi ha ricordato che il 2015 è stato l'anno dei record, purtroppo in negativo, dal punto di vista dell'ambiente, tra siccità, cicloni e altri fenomeni naturali, poi ha aggiunto:

"Non si può accettare che siano i popoli più poveri, quelli meno responsabili delle immissioni di CO2 nell'ambiente, a pagare le conseguenze più gravi. Mi esprimo a nome della giustizia climatica, perché è in nome di essa che dobbiamo agire"

Hollande ha poi illustrato tre condizioni fondamentali da rispettare affinché l'accordo che si raggiungerà possa essere considerato un successo:

"1) Dobbiamo definire una traiettoria credibile che permetta di contenere l'aumento del riscaldamento globale sotto i 2° C

2) Dobbiamo apportare una risposta solidale alla sfida climatica. Nessuno Stato potrà sottrarsi ai propri impegni, anche se ci sarà un meccanismo di differenziazione. Nessuno Stato potrà essere lasciato solo

3) Tutte le nostre società, nella loro grande diversità, devono potersi mettere in movimento, tutti gli amministratori e anche le personalità religiose"

Hollande ha poi detto che l'accordo dovrà essere universale, differenziato e vincolante. Tra gli obiettivi ci sarà anche quello di rendere l'elettricità accessibile a tutti, in particolare ai popoli africani, infine ha detto:

"Per risolvere la crisi climatica i buoni sentimenti non basteranno: siamo a un punto di rottura, Parigi deve essere il punto di partenza di un cambiamento profondo. Dobbiamo passare da un modello di concorrenza a uno di collaborazione, pensare al mondo come uno spazio unico"

11:00 - La conferenza sul clima si è ufficialmente aperta. Il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius è stato il primo a intervenire dicendo che questa conferenza ha l'"obbligo di successo" perché la posta in gioco è troppo importante "per potersi accontentare di un accordo al ribasso". Poi ha aggiunto:

"L'11 dicembre il mondo si aspetta da noi quattro parole: la missione è compiuta"

La data indicata da Fabius è ovviamente quella della chiusura della conferenza. Il ministro ha poi specificato che l'accordo per limitare il riscaldamento globale non è scontato "ma è alla nostra portata".

Tra poco si aprirà la sessione di inaugurazione ed è atteso un discorso da parte di François Hollande.

8:45 - Il Presidente della Francia François Hollande, il Segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon e il ministro dell'Ambiente francese Ségolène Royal sono arrivati a Le Bourget dove stanno dando il benvenuto a 150 leader provenienti da tutto il mondo per partecipare alla XXI Conferenza Onu sul clima e all'XI riunione delle Parti del Protocolli di Kyoto.
L'inizio ufficiale è fissato alle ore 11, quando ci sarà un minuto di silenzio per commemorare le vittime degli attentati di Parigi del 13 novembre scorso.
Il programma di oggi prevede le foto di gruppo, gli interventi dei leader e poi le discussioni dei gruppi di lavoro.

8:30 - Fonti della Prefettura hanno specificato che le persone identificate per gli scontri di ieri in Place de la République sono 341 e successivamente ne sono state fermate altre 317

Lunedì 30 aprile 2015 - Questa mattina comincia la conferenza sul clima a Parigi, i principali capi di Stato sono arrivati nella capitale francese, ma intanto a fare notizia sono gli arresti per gli scontri di ieri a Place de la République, provocati dai manifestanti Anti-Cop21. Secondo quanto riferisce la rete BFM Tv, il numero delle persone fermate è salito a 289 e per 174 di loro è stato convalidato l'arresto. In totale i manifestanti erano circa 2.500 e tra di loro c'era un gruppetto di violenti che ha composto un corteo non autorizzato e alcuni, con il volto coperto, hanno tentato di aggredire i poliziotti lanciando loro contro anche omaggi lasciati per le vittime degli attentati del 13 novembre.

Cop 21: scontri alla vigilia


Domenica 29 novembre 2015

L'obiettivo della conferenza sul clima di Parigi è tanto chiaro quanto difficile da raggiungere: ridurre le emissioni del 70% (rispetto al 2010) entro il 2050 e riuscire così nell'impresa di contenere il riscaldamento globale a 2 entro il 2100. Per riuscirsi, però, servono nuovi accordi; perché, se rimanessimo agli impegni già annunciati dagli Stati, il riscaldamento entro fine secolo raggiungerà i 2,7°, con le conseguenze disastrose che sono state più volte annunciate.

Con questi obiettivi si incontreranno, in una Parigi blindata, 147 tra capi di Stato e di governo; che discuteranno sul da farsi da domani 30 novembre fino all'11 dicembre. La speranza è che dal vertice escano impegni e misure concrete, e non i soliti vaghi annunci che non portano mai a nulla, mentre l'emergenza si fa sempre più concreta.

Le premesse ci sono, visto che al tavolo si riuniranno i leader dei paesi più potenti e più inquinanti del mondo: Barack Obama, Vladimir Putin, Xi Jinping, Angela Merkel, Narendra Modi (India), Dilma Rousseff (Brasile). A seguire i lavori ci saranno 10mila delegati e 30mila tra scienziati, giornalisti, osservatori.

Ingenti le misure prese anche sotto il fronte della sicurezza: 2.500 poliziotti a Parigi e 8mila agenti in più per controllare le frontiere. D'altra parte si tratta di un evento davvero globale, a cui parteciperanno 179 paesi, che rappresentano il 95% della popolazione e il 94% delle emissioni.

Nonostante le tante delusioni del passato, a Parigi - dove oggi è andata in scena una marcia di protesta silenziosa - le ong si dicono ottimiste: "Un accordo globale ci sarà, sarà tutta una questione di dettagli, ma può essere un punto di svolta", spiega Genevieve Pons, direttore dell'ufficio Ue del Wwf.

Un ottimismo che può essere rovinato, però, dalle posizioni di alcuni paesi altamente inquinanti e restii a cambiare radicalmente il loro modello, per non pregiudicare lo sviluppo economico. Tra questi, un ruolo di protagonista l'ha l'India, il cui primo ministro Nodi dovrebbe lanciare proprio a Parigi la sua proposta per un'allenza "solare" (nel senso di energia solare) tra 100 paesi della fascia tropicale.

Nel frattempo, alla vigilia del vertice, è andata in scena la marcia globale per il clima, che ha avuto il suo centro proprio a Parigi. Una marcia vietata dalla polizia, visto lo stato d'emergenza in cui si trova tutto lo stato, ma a cui i parigini non hanno voluto rinunciare, dando vita a quella che avrebbe dovuto essere una marcia silenziosa, una protesta fatta allineando sul terreno di place de La Republique le scarpe di chi avrebbe voluto partecipare.

E poi si è dato vita a una lunga catena umana per denunciare "lo stato d'emergenza climatico". Tutto liscio, finché non sono intervenuti i black block, a quel punto sono state inevitabili cariche, lancio di oggetti e lacrimogeni. Il presidente francese, lanciando il vertice Europa-Turchia, ha definito questi scontri "scandalosi": "È vergognoso che la protesta sia avvenuta proprio dove c'erano candele, fiori e altri ricordi".

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