
In un rapporto dell’EEA, l’Agenzia europea per l’ Ambiente, emerge che la recessione fa bene all’ambiente: diminuiscono le emissioni di CO2. Nel 2009 infatti, registra l’EEA che gli europei hanno emesso ben il 7,2% di Co2 in meno, il che rende possibile il raggiungimento dell’obiettivo 20-20-20 entro il 2020. Lo studio “EU Greenhouse Gas Inventory 1990–2009 and Inventory Report 2011″, sarà disponibile dal prossimo giugno.
Spiega il rapporto:
La forza della recessione nel 2009 interessato tutti i settori economici in Europa. Il consumo di combustibili fossili è sceso rispetto all’anno precedente, principalmente per il carbone.
Le emissioni di gas serra, dunque, sono scese dalle 4,9 miliardi di tonnellate del 2008 ai 4,6miliardi di tonnellate del 2009, ossia un calo del 7,2% pari a 354milioni di tonnellate, pari quasi quanto alle emissioni annue di Spagna o Polonia. Tra l’altro il fenomeno è avvenuto in tempi rapidissimi. La relazione dell’EEA, dunque osserva che se la recessione nel 2009 è accelerata, temporaneamente, si è verificata la diminuzione delle emissioni totali di gas serra. Questa è la quinta volta di seguito che si realizza una caduta di emissioni di gas serra il che ha portato l’Europa al di sotto dei 5,59 miliardi di tonnellate di CO2 emesse, ossia al 17,6% in meno.
Il dato del 17,6% dunque è prossimo all’obiettivo del 20% in meno di emissioni che la Ue si è prefisso entro il 2020. A questo punto si inizia a prospettare la seria possibilità di passare a un obiettivo più ambizioso: arrivare al 30% in meno di emissioni. Il punto è: se la ripresa si fa consistente saranno disposti i 27 a tagliare ulteriormente le emissioni, rischiando di contenere la crescita?
Via | Euractiv
Foto | Think to Sustain
Scadenza abbastanza lontana (anno 2050), ma il Regno Unito potrebbe essere il primo Paese nel mondo a riuscire a porsi l’obiettivo di ridurre notevolmente le emissioni di gas a effetto serra.
In questi giorni infatti si inizierà a discutere, nelle aule del governo britannico, sulla cosiddetta “Legge sul Cambio Climatico”. Per capire di cosa si tratta è doverosa una premessa. Infatti è importante precisare che gli obblighi di riduzione delle emissioni per gli Stati ratificatori del Protocollo di Kyoto vengono imposti esclusivamente ai settori direttiva, pertanto “solamente” alle compagnie produttrici di elettricità e ad alcuni settori dell’industria.
La particolarità della proposta britannica sarà porsi come obiettivo quello di includere nei settori sotto controllo emissioni anche l’aviazione, il settore navale e i trasporti di terra. Di questo modo il Regno pianificherà la riduzione dell’80% delle sue emissioni, per intenderci un traguardo quattro volte più ambizioso rispetto a quello dell’Unione Europea per il 2020.
Continua a leggere: Nel Regno Unito nascerà la "Legge sul Cambio Climatico"

I colleghi di e-gazzette hanno pubblicato in esclusiva il documento riservato fatto girare tra gli italiani lunedì scorso al summit di Bruxelles per la definizione degli impegni sul pacchetto clima 20-20-20.
Si legge nel documento:
La stima riportata nella prima riga della tabella 1 - “proposta CE senza commercio di fonti rinnovabili” - rappresenta l’opzione che potrebbe consentire all’Italia di “avvicinarsi”, più di ogni altra, al raggiungimento degli obiettivi assegnatigli e, pertanto, sembrerebbe essere quella più rappresentativa per la valutazione di impatto economico. L’ipotesi selezionata prevede costi per investimenti addizionali, finalizzati alla riduzione di gas serra e allo sviluppo delle fonti rinnovabili, pari allo 1,14% del PIL al 2020, mentre il costo cumulato nell’intero periodo 2011-2020 è pari a 181,5 miliardi di euro, con una media annua di circa 18,2 miliardi di euro.
Continua a leggere: Pacchetto clima: conti italiani Vs conti europei
Niente da fare per la più glamour dei nostri Ministri: l’Europa ha detto no alle richieste avanzate da Stefania Prestigiacomo, e dunque dal Governo Italiano, di uno sconto ( ma lei parla di flessibilità) sul Pacchetto clima 20-20-20.
I francesi, si sa, sono sono molto malleabili su certe questioni, specie con chi vuole rompere le regole faticosamente messe assieme e in pieno accordo. Per cui il Ministro all’Ecologia Jean-Louis Borloo (nella foto) ha dichiarato:
Non abbiamo avuto indicazioni nel cambiare il Pacchetto clima.
Per cui la Presidenza francese dell’Unione europea ha respinto la richiesta italiana di rinviare l’adozione definitiva del piano europeo per la lotta contro il riscaldamento globale nel 2009, anziché entro la fine di questo anno, come previsto.
Continua a leggere: Pacchetto clima, la Ue rimanda l'Italia e la Prestigiacomo a dicembre
Qualche giorno fa Greenpeace e i Comitati cittadini (Comitato dei Cittadini Liberi e Movimento No Coke Alto Lazio) hanno manifestato alla centrale di Torrevaldaliga contro l’uso del carbone e la politica del Governo in merito al pacchetto clima e al Protocollo di Kyoto.
E in quell’occasione i comitati cittadini e il delegato all’ambiente dell’Amministrazione Comunale di Ladispoli, hanno presentato un esposto indirizzato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia , al Prefetto di Roma e ai Ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico, al Roan e al Noe in cui denunciano:
la centrale di Tvn è stata autorizzata dal decreto unico (55/2003) che non contiene in alcuna parte misure relative alla “fase di avvio” avvenuta lo scorso 26 giugno 2008.
All’indomani della conferma degli obiettivi contenuti nel pacchetto clima 20-20-20 Stravos Dimas, Commissario Ue all’Ambiente, non le manda a dire all’Italia che ancora una volta insiste con la richiesta di diminuzione e flessibilità degli obiettivi. E dichiara oggi:
Rimettere in discussione gli obiettivi sarebbe un colpo mortale. Non sono necessariamente ottimista, ma la mia convinzione è che si possa giungere a un accordo entro la fine dell ‘anno, se vi è buon senso. Sono allibito dalle argomentazioni avanzate dal Governo italiano e da Silvio Berlusconi, per contestare il piano, che hanno valutato in 25 miliardi di euro i costi, secondo lui “insopportabile per l’industria” italiana indebolita dalla crisi finanziaria e dal rallentamento dell’economia. Non so dove sono andati a cercare queste cifre.
Continua a leggere: Pacchetto Clima. L'Europa ammonisce l'Italia: "Deve rispettare gli obiettivi"

Non è andata bene a Silvio Berlusconi e a Emma Marcegaglia: l’Europa conferma il cosidetto pacchetto clima 20-20-20 (il post in proposito di qualche giorno fa). Gli impegni, dunque dovranno essere rispettati e infatti si legge nella dichiarazione finale:
che gli intendimenti del Consiglio d’Europa formano un insieme coerente, il cui equilibrio dei parametri di base deve essere preservato.
A proposito delle obiezioni sollevate da Italia (che aveva minacciato il veto) e Polonia il Consiglio europeo ha promesso che le valuterà. Intanto la Polonia per dicembre ha indetto una conferenza internazionale sul clima a Poznan.
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