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Tutti gli articoli con tag AIAB

Mercati del contadino e agricoltura biologica: italiani poco informati

pubblicato da Marina

Consumo Alimentare Responsabile - L’inchiesta in Virgilio Video

Nel video in alto l’inchiesta condotta da Go Green il canale verde di Virgilio. Dalle domande effettuate al pubblico che frequenta un mercato rionale milanese viene fuori che i consumatori conoscono le virtù dei prodotti biologici ma non li sanno distinguere.

D’altronde l’Europa con il cambio del logo del biologico e la scarsa informazione in merito non è che sia stata molto d’aiuto.

Resto in attesa di conoscere le reazioni di AIAB e dui Coldiretti e in ogni caso conviene specificare che l‘ortofrutta da coltura biologica sembra essere più sano.

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BioDomenica: nelle piazze italiane prodotti biologici

pubblicato da Marina

biodomenica aiab Torna domani in moltissime piazze italiane BioDomenica (qui la lista degli eventi) giunto alla dodicesima edizione. Siamo il Paese leader del biologico e secondi in Europa alla Spagna. Dopo di noi Germania, Gran Bretagna e Francia. Il biologico da noi occupa 1milione di ettari e porta a un giro d’affari di 3 miliardi di euro. Dopo aver dato i numeri aggiungo che il settore del biologico sta superando senza colpi l’attuale crisi economica ed è cresciuto nel 2010 del 9%.

Dice Andrea Ferrante presidente AIAB:

Il biologico cresce, dà lavoro, difende la biodiversità e contrasta i cambiamenti climatici. Al contrario, gli Ogm, ovunque nel mondo, diminuiscono la biodiversità, accentuano le emissioni di Co2 nell’agricoltura e spopolano le campagne, espellendo i contadini a favore di grandi concentrazioni agroindustriali. Questa BioDomenica dimostra a tutti che il modello biotech è dannoso per il pianeta e impraticabile per il nostro paese, mentre il biologico si afferma come una delle risposte più innovative che il settore agricolo italiano, europeo e mondiale è in grado di dare alle sfide globali.

Quest’anno i produttori avranno per tema il “biologico glocal”, ossia la risposta locale all’economia globale tanto che la BioDomenica è divenuta un evento da esportare (con prodotti rigorosamente biologici Made in Italy) in Senegal, Bolivia, Spagna, Francia e Australia.

Via | Comunicato stampa
Foto | Aiab Fb

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EEA: l'agricoltura intensiva ammazza la biodiversità del paesaggio

pubblicato da Marina

l'agricoltura intensiva deframmente il suolo più delle rinnovabili e distrugge la biodiversità

E’ stato pubblicato da EEA (Agenzia europea per l’ambiente) e presentato un paio di giorni fa il Rapporto Landscape fragmentation in Europe studio redatto con l’Ufficio Federale dell’Ambiente Svizzero (UFAM). Le conclusioni a cui giungono gli studiosi sono strabilianti: a mettere a repentaglio biodiversità, paesaggio, suoli e territorio non sono (al momento) gli impianti delle rinnovabili bensì le tecniche dell’agricoltura intensiva e tutta la massiccia presenza di infrastrutture (strade, autostrade e ferrovie) atte a sostenerla.

Andrea Ferrante presidente nazionale dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (AIAB) lo spiega così:

I dati dello studio dell’EEA dimostrano una volta di più, qualora ce ne fosse bisogno, l’insostenibilità del modello agroindustriale un modello che ha distrutto il paesaggio europeo e desertificato i nostri territori rurali, che è totalmente dipendente dall’energia fossile e non ha futuro. Quanto emerso dallo studio Frammentazione del paesaggio in Europa impone di scegliere una nuova PAC che rimetta al centro un’agricoltura familiare e di piccola scala, sostenibile, basata sul metodo biologico.

Nel 2013 si andrà a ridiscutere la Politica agricola comunitaria che agli italiani non è mai piaciuta. E non ci ha neanche portato molti vantaggi, diciamolo. Si proverà a deframmentare quei grossi agglomerati della agricoltura intensiva che si trovano, causa caratteristiche morfologiche del territorio, proprio nel nord Europa.

Continua Ferrante:

Di fronte all’eccezionale crisi economica, ambientale e sociale in corso l’agricoltura basata sulla sovranità alimentare, caratterizzata da una nuova centralità per la figura dei contadini-produttori e da modelli di produzione ecosostenibili come l’agricoltura biologica, rappresenta un’opportunità unica per uscire da questo stato di crescente disfacimento. L’uso dei fondi della PAC deve immediatamente cambiare e smettere di tenere in vita un modello agroindustriale che non ha più ragione di esistere.

Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr

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Buon compleanno biologico: 20 anni in Europa

pubblicato da Marina

agricoltura biologica: 20 anni in europa

Era il 22 luglio 1991 quando in GU vide la luce il Regolamento CEE 2092/91 Regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio, del 24 giugno 1991 che metteva ordine nel sistema di produzione biologico dei prodotti agricoli e derrate alimentari e per la prima volta al mondo organizzava con metodo le regole dall’etichettatura alla certificazione.

Da allora la crescita del biologico è stata esponenziale. Dai pochi prodotti di nicchia si è passati a prodotti presenti nella Grande distribuzione e per tutte le tasche. In Italia siamo a oltre 1 milione di ettari coltivati a biologico e con oltre 47mila addetti il settore fa girare 3 miliardi di euro.

Scrive AIAB sul suo sito:

È venuto il momento di una profonda rivisitazione delle politiche per dare il giusto riconoscimento a queste persone che lavorano principalmente per la collettività. È anche il momento di rivedere completamente il sistema di certificazione che è nato per un settore piccolo fatto da pochi attori, ma che non ha avuto la capacità di aggiornarsi per rispondere alle sfide che vengono dalle importazioni extra UE sempre più massicce e di trovare risposte adeguate alle richieste delle agricolture europee (dalle micro aziende in vendita diretta alla certificazione di interi territori).

Appuntamento dunque alla PAC 2012.

Via | AIAB
Foto | Flickr

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Aiab delusa da Sana: "La Fiera del biologico simulacro dei successi del passato"

pubblicato da Marina

per l'aiaba il sana di bologna è stata una delusione L’Aiab, l’Associazione Italiana per l’agricoltura biologica boccia SANA la Fiera che si è tenuta a Bologna e dedicata al biologico e all’alimentazione naturale.
Scrive Aiab:

Il Salone di Bologna ormai è ridotto al simulacro della fiera nazionale del biologico che è stata nel passato, diventando una fiera di importanza regionale con la partecipazione anche di operatori ben lontano dal bio. E’ venuto il momento di rilanciare la promozione del bio italiano in termini di presenza sul mercato nazionale ed estero. In questo senso l’Associazione Italiana Agricoltura Biologica saluta come una grande occasione il lancio della fiera “B to bio” che si svolgerà il prossimo maggio a Milano. Il bio italiano ha infatti bisogno di una nuova fiera che sappia rilanciare la sua immagine e parlare con nuovi attori commerciali, sempre più interessati al nostro settore. L’accoppiamento di B to bio alla fiera Tuttofood, che ormai si è affermata come principale piazza espositiva per compratori nazionali ed esteri dell’agroalimentare italiano, è una grandissima occasione per esplorare e sondare nuovi mercati. Una grande sfida che Aiab appoggerà facilitando la partecipazione delle sue aziende che continuano a rappresentare l’eccellenza della produzione bio italiana.

Non sembri una querelle senza senso. Il Biologico muove in Italia interessi enormi. Secondo l’ultimo rapporto SINAB 2009 nel nostro paese ci sono 1.106mila 684 ettari coltivati a biologico il che ha fatto registrare una crescita rispetto al 2008 del 10%.

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Francia: è boom per l'agricoltura biologica

pubblicato da Marina

Francia e boom per l'agricoltura biologica

Grazie agli accordi con la Grande distribuzione in Francia si sta assistendo a un vero e proprio boom di prodotti biologici a prezzi competitivi. Il mercato evidentemente è maturo per accogliere un modo diverso di fare la spesa, non solo alimentare. In Italia, invece, rischiamo di perdere quel primato che in Europa ci vedeva ai primi posti per acquisto di prodotti biologici.

Riferisce AgenceBio, l’agenzia d’oltralpe che monitora e controlla le aziende che producono biologico che:

Nel 2009, 3.769 nuove aziende sono state convertite, una media di più di 300 al mese. Verso la fine del 2009 sono state calcolate 16.446 aziende agricole biologiche un 23,7% in più rispetto al 2008 e 677.513 ettari di superfici coltivate, + 16% rispetto al 2008. Per quanto riguarda il consumo il valore delle vendite di prodotti alimentari è intorno ai 3 miliardi di euro nel 2009 quasi raddoppiato se paragonato al 2005 (1,6 miliardo di euro) e un aumento sensibile di 4milioni di euro si registra in confronto al 2008. L’alimentazione biologica è inoltre sempre più presente anche nei settori della ristorazione collettiva apportando un guadagno di 92 milioni di euro nel 2009 rispetto ai 44 del 2008.

Ha detto uno sconsolato Andrea Ferrante presidente dell’ AIAB-Associazione italiana agricoltura biologica:

In Italia invece si sceglie l’immobilismo e la penalizzazione dei produttori bio. Se non si cambia subito indirizzo, presto i prodotti bio sulle nostre tavole saranno per lo più di importazione.

Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr

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OGM: sentenza della Corte di Stato autorizza la coltivazione in Italia. Luca Zaia vuole il marchio etico

pubblicato da Marina

No OGM Tempo fa, a proposito di OGM diedi voce all’altra campana, cioè a quei coltivatori che vogliono introdurre in Italia semine da organismi geneticamente modificati. Una sentenza della Corte di Stato del 19 gennaio scorso e resa nota qualche giorno fa, dà loro ragione e dunque, se vorranno potranno coltivare sui loro campi, mais OGM.

Spiega Avvenire:

In pratica con la sentenza n.183 del 19 gennaio 2010 si stabilisce che il ministero delle Politiche agricole deve rilasciare l’autorizzazione alla semina di varietà iscritte al catalogo comune e ha fissato un termine di 90 giorni per il rilascio dell’autorizzazione.

Ha commentato Duilio Campagnolo Presidente di Futuragra, l’associazione che si batte da anni per l’introduzione degli OGM in Italia:

La sentenza è inequivocabile: seminare Ogm è un diritto degli agricoltori e le linee guida sulla coesistenza non sono e non potranno essere un ostacolo all’innovazione, afferma Duilio Campagnolo, Presidente di Futuragra. Gli agricoltori hanno deciso e andranno avanti. Le associazioni di categoria facciano adesso la loro parte.

Continua a leggere: OGM: sentenza della Corte di Stato autorizza la coltivazione in Italia. Luca Zaia vuole il marchio etico

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AIAB: "E' il marchio di garanzia Qualità-lavoro la nostra etichetta etica nel biologico"

pubblicato da Marina

L'aiab ha la sua etichetta etica:Qualità lavoro Dopo l’annuncio fatto ieri da Luca Zaia Ministro per l’agricoltura, a proposito dell’introduzione di etichette etiche per quei prodotti alimentari ottenuti con il rispetto dei lavoratori, l’AIAB, Associazione Italiana Agricoltura Biologica, mi ha inviato una mail in cui mi spiega che le aziende che producono secondo il metodo biologico già adottano le etichette etiche.

La proposta del Minisro Zaia è giunta a seguito degli scontri di Rosarno e della guerra civile che si è scatenata tra extracomunitari e cittadini calabresi facendo emergere una dura realtà, quella dello sfruttamento dei lavoratori agricoli, più spesso stagionali. Spiega AIAB:

A Rosarno, così come in tanti altri parti d’Italia, i prodotti della terra sono spesso pagati una miseria a chi li raccoglie: pochi centesimi al chilo per frutta e ortaggi che vengono venduti a prezzi maggiorati anche del 4-500%. A lavorare sui campi sono in gran parte immigrati clandestini, costretti a condizioni di vita indegne di uno stato civile.

Nel comparto biologico, invece, già da tempo esiste un’ autoregolamentazione che ha introdotto il marchio di garanzia “Qualità-lavoro”. Spiega Aiab:

Su questa strada, l’Associazione Italiana Agricoltura Biologica e la Uila, Unione Italiana Lavoratori Agroalimentari, hanno intrapreso i primi importanti passi già da alcuni anni, istituendo il marchio di garanzia Qualità-Lavoro. Uila e Aiab, infatti, hanno individuato un sistema volontario di certificazione aggiuntiva per le aziende agricole biologiche che pone al centro il rispetto dei diritti dei lavoratori, a partire dalla sicurezza e dalla regolarità del contratto, troppo spesso disattesi nel settore agricolo. Le aziende rispondono alla nuova richiesta che viene dal mondo del consumo, sempre più attento alla qualità del prodotto, ma anche agli aspetti relativi alla qualità del lavoro. Il marchio “Qualità Lavoro” è nato nell’aprile 2007 dalla sottoscrizione al Cnel del Protocollo d’intesa Uila-Aiab, con la finalità di promuovere il biologico e la qualità del lavoro nel settore. Le aziende che aderiscono al marchio si impegnano così a non utilizzare lavoro infantile, non attuare discriminazioni razziali, culturali o di genere, non praticare punizioni corporali o violenza verbale; inoltre garantiscono: luoghi e condizioni di lavoro salubri e sicure, il rispetto del diritto all’attività sindacale, l’osservanza degli orari di lavoro legali e un salario che soddisfi i bisogni essenziali del lavoratore.

Foto | Flickr

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Roma, l'AIAB al controvertice Fao: "La Nestlé? una multinazionale arrogante"

pubblicato da Marina

Controvertice Fao Roma

Andrea Ferrante è presidente dell’AIAB - Associazione Italiana Agricoltura Biologica - e in queste ore, mentre si sta svolgendo il vertice Fao a Roma, va giù duro contro le multinazionali dell’alimentazione e in special modo contro la Nestlè. AIAB è al controvertice Fao, dove i protagonisti non sono i politici ma i piccoli contadini che con l’agricoltura sostenibile e biologica contribuiscono alla lotta alla fame e alla tutela ambientale.

Ferrante mi ha inviato un comunicato a proposito della dichiarazione fatta da Peter Brabecke-Letmathe presidente della Nestlè a proposito dell’incontro del 12 novembre tra la multinazionale e la Fao ha detto:

E’ sconfortante vedere con che semplicità un gruppo di benintenzionati e ben nutriti attivisti possa decidere sulle nuove tecnologie a scapito di chi sta morendo di fame.

Andrea Ferrante, in un comunicato stampa commenta così:

“La Nestlé dimostra ancora una volta la sua arroganza riguardo al problema della fame nel mondo. La Nestlé è uno degli attori principali del deprezzamento dei prodotti agricoli fatti dai contadini, e dunque uno dei responsabili dell’impossibilità dei produttori del Sud del mondo di commercializzare i loro prodotti sul mercato locale. Valga un esempio su tutti: il caso del latte in polvere venduto dalla multinazionale nei paesi in via di sviluppo. La multinazionale alimentare si permette di offendere le organizzazioni contadine di tutto il mondo che sono riunite in questi giorni a Roma per il Forum parallelo della società civile - Sovranità alimentare dei popoli ora! Ma in questo modo, la Nestlé dimostra ancora una volta l’incapacità totale di comprendere come il suo modello di produzione, che contribuisce a un sistema responsabile di obesità e cattiva alimentazione, sia anche un pezzo importante della cause dei cambiamenti climatici, della povertà e della fame nel mondo.

L’AIAB, è presente al controvertice Fao, che si tine fino a oggi e che è intitolato alla sovranità alimentare dei popoli. Appuntamenti e iniziative sul Forum.

Foto | Credits Peoplesforum 2009

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Borsabio.it, il portale per comprare e vendere bio

pubblicato da Marina

borsabio L’iniziativa è stata presentata ieri a Roma e riguarda i prodotti bilogici che potranno essere venduti e acquistati grazie al portale www.borsabio.it. Il servizio è una sinergia tra Amab (Associazione Mediterranea per l’Agricoltura Biologica), Aiab (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica), Consorzio Gusti del Lazio, e Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per il Piano d’Azione Nazionale per Agricoltura Biologica.

L’obiettivo di borsabio.it è di accorciare la filiera del biologico e di rendere trasparente il sistema prezzi tanto che un ampio spazio sarà riservato alla comunicazione e tra consumatori e operatori per rendere più fluide le inofrmazioni relative a eventuali aumenti oabbassamenti di prezzo dei prodotti. Molto utile anche le sezioni acquista on-line con una selezione di aziende che vendono sul web; GAS, riservata ai gruppi di acquisto solidale che finalmente sono riuniti sotto un unico elenco; negozi che vendono bio, la lista è in fase di costruzione; i ristoranti che usano prodotti biologici.

Ha detto Andrea Ferrante, presidente AIAB:

Finalmente aziende e consumatori avranno a disposizione uno strumento per accorciare la filiera. E altresi importante la rilevazione prezzi sui cereali, un settore che sta conoscendo dei problemi evidenti di concentrazione della domanda, meccanismo che tiene artificialmente bassi i prezzi di acquisto all’ingrosso. Borsabio è uno strumento di trasparenza ed accesso al mercato per tutti i produttori bio italiani.

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