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Tutti gli articoli con tag acqua del rubinetto

Scoppia la guerra tra l'acqua in bottiglia e l'acqua di rubinetto: pubblicità comparativa corretta?

pubblicato da Marina

Acque minerali contro acqua di rubinetto Grazie alla segnalazione di un lettore scopro che è appena scoppiata la guerra tra l’acqua in bottiglia e l’acqua di rubinetto. Già da qualche settimana la Coop ha reso noto attraverso uno spot che è meglio bere acqua del rubinetto; ma se proprio si vuole bere acqua in bottiglia allora nei loro supermercati si trova quelle delle fonti più vicine al punto vendita. Luciana Littizzetto testimonia dell’operazione (il video dopo il salto).

Scrive Coop per la presentazione della campagna Acqua di casa mia:

Invitiamo i nostri soci e consumatori a riflettere: è bene sapere che per l’imbottigliamento e il trasporto su gomma di 100 litri d’acqua che viaggiano per 100 km (ma mediamente ne fanno di più) si producono emissioni almeno pari a 10 kg di CO2. Se invece si sceglie l’acqua di rubinetto per ogni 100 litri erogati si emettono circa 0,04 kg di CO2.

Ebbene gli industriali delle minerali non ci stanno e hanno iniziato a diffondere sulla stampa nazionale (per ora) il messaggio che vedete accanto, e che recita le virtù dell’acqua minerale (imbottigliata, beninteso) messe a confronto con quelle dell’acqua potabile che sgorga dal rubinetto. Diciamo che si tratta di pubblicità comparativa, fatta però non su due prodotti di pari livello, ma su un prodotto industriale commerciabile contro un servizio e bene pubblico.

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Bere l'acqua del rubinetto come se fosse una fontanella

pubblicato da Gianluca Pezzi


Un’idea carina per tutti quelli come noi che si “ostinano” a voler bere l’acqua del rubinetto. Diciamo la verità, sopratutto d’estate è appagante bere “a canna”, sopratutto se anche il vostro rubinetto offre acqua fresca. Per tutti quelli che vorrebbero bere dal rubinetto dall’alto al basso, ecco Tapi, un oggetto di gomma che lo trasforma in piccola fontanella. Non sarà il massimo ma è sempre meglio delle antipatiche bottiglie di plastica, vero?

Via | Laughingsquid.com

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Qualità dell'acqua potabile: a Ferrara, Lecce e Reggio Calabria situazioni critiche

pubblicato da missunderstanding

qaulitÃ�  acqua cittÃ�  italianeL’ultimo rapporto di Altroconsumo ha censito 35 città italiane sulla qualità dell’acqua potabile e in fondo alla classifica si sono piazzate a pari merito al penultimo posto Ferrara e Lecce, all’ultimo Reggio Calabria.

Ferrara è preoccupata, perché la qualità della sua acqua, definita buona nei controlli del 1998 e del 2003, è definita mediocre secondo i dati del 2009. A Lecce, alla qualità dell’acqua non proprio ottima, si aggiunge il prezzo della bolletta, che si aggira intorno ai 300 euro e costa ad una famiglia salentina quasi quanto alla carissima Firenze, e quasi il triplo di una famiglia di Milano.

In generale l’acqua delle città appare abbastanza buona, eccellente a Potenza e a Campobasso, bocciata soltanto a Reggio Calabria, per la presenza si sale oltre i limiti consentiti dalla legge. Ad ogni modo, queste sono le conclusioni riportate dal report di Altroconsumo sulla qualità dell’acqua nelle città italiane e sull’importanza di bere l’acqua del rubinetto invece di quella in bottiglia, che è il più grande nemico dell’ambiente:

I risultati dell’inchiesta che abbiamo realizzato nei capoluoghi di regione e provincia in giro per lo Stivale (isole comprese) sono cristallini. Non bere l’acqua di casa significa rinunciare a un prodotto buono, equilibrato perché oligominerale e super-economico: costa 250 volte meno che l’acqua griffata e venduta in bottiglia.

Foto | Flickr

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Il gas naturale rende l'acqua del rubinetto infiammabile

pubblicato da giovanni de stefano

Secondo uno sconcertante video girato e postato su YouTube da una coppia del Colorado, gli Ellsworths, fra il gas naturale e le loro tubature dell’acqua potabile c’è una tale forma di comunicazione - ovvero una tale perdita - che l’acqua del rubinetto è letteralmente infiammabile. Guardare per credere.

Le due compagnie rivali nella distribuzione del gas, in quella parte d’America, stanno facendo di tutto per trovare una soluzione al problema, ora che è di diventata dominio pubblico, dopo qualche giorno in cui hanno ignorato l’appello di aiuto che gli Ellsworths avevano emesso.

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Palla Linda, lava con meno detersivo

pubblicato da lumachina

palla per ridurre il detersivo per i panniCon Palla Linda si può ridurre la quantità di detersivo ad ogni lavaggio in lavatrice dal 70 al 90%. Prima di parlarvene l’ho provata per qualche mese e ho verificato che funziona: non scolorisce e non abrade i tessuti delicati e si può usare veramente pochissimo detersivo. Usare poco detersivo significa abbattere i costi ambientali della produzione e dello smaltimento dello stesso.

La palla abbina una buona azione meccanica all’azione chimica delle palline di zeolite ceramizzata contenute all’interno, che modificano il pH dell’acqua e impediscono al cloro di attaccare i colori. La palla costa 36 Euro e dura 1000 lavaggi. Se fate il conto di quante bottiglie del vostro solito detersivo utilizzate per 1000 lavaggi, potrete stimare anche il risparmio economico che ne avrete.

A proporre questo sistema e’ la Aqsystem, nata dall’esperienza di protezione dell’acqua in Africa e decisa a promuovere in Italia il consumo dell’acqua del rubinetto. Tra gli altri campi di azione di Aqystem c’è la riduzione degli imballaggi inutili (con i detersivi alla spina). Usare meno detersivo e’ utile in particolar modo alle persone allergiche o intolleranti, oltre che all’ambiente.

Acqua del rubinetto: problema sicurezza

pubblicato da Luca

Dall'acquedotto non sempre sgorga acqua potabile. Foto di ericskiffConosciamo ormai tutti quanti i vantaggi offerti dal punto di vista ambientale nel fare utilizzo dell’acqua del rubinetto rispetto all’acqua in bottiglia. Molti sono anche dell’idea che alle analisi fatte a monte non corrisponda poi la stessa acqua che ci arriva a casa. Oggi voglio invece puntare l’attenzione sulle analisi e sulla rapidità dei risultati ottenuti.

Recentemente a Tolentino (MC) delle persone hanno accusato dei malori utilizzando acqua del rubinetto. La causa sarebbe da imputare ad uno sversamento di sostanze di ignota composizione in un pozzo abusivo. Questo mi ha fatto riflettere sulle modalità e soprattutto sulle tempistiche delle analisi effettuate.

Per ovvie ragioni la determinazione della potabilità dell’acqua richiede del tempo. Presumibilmente passa almeno un giorno tra il campionamento ed i risultati definitivi (per le colture batteriche ci vuole anche di più). All’interno della giornata quante persone possono bere e consumare acqua sicuri della salubrità della stessa? È un problema non da poco a pensarci bene.

Facilmente risolvibile immagazzinando l’acqua per un paio di giorni, però quanti di voi lo fanno? Io sinceramente no. Ma credo che d’ora in poi darò più attenzione a questo aspetto. Se qualcuno avesse maggiori conoscenze sulle modalità con cui avvengono i campionamenti e le analisi diamo ampio spazio nei commenti.

Foto | ericskiff

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Acqua di rubinetto: agli italiani non va giù

pubblicato da Marina

Acqua di rubinetto: buona, sana e economica

Crisi o non crisi economica, per l’italiano consumatore, l’acqua minerale, naturale o gassata che sia, purché non di rubinetto, non si tocca. I dati raccolti dall’ultimo rapporto di Legambiente “Un Paese in bottiglia” parlano chiaro: “Il nostro, è il Paese in cui si ha il maggior consumo di acqua in bottiglia nel mondo, con 194 litri pro capite solo nel 2006 (oltre mezzo litro a testa al giorno) - si legge nel dossier- Un dato in costante aumento che si è triplicato in poco più di 20 anni (nel 1985 erano appena 65 litri) e con esso anche il volume di affari per i produttori di acqua minerale è aumentato e di molto.

Ma perché agli italiani non piace proprio l’acqua di rubinetto? Secondo Legambiente oltre ad una questione di gusto e sapore dell’acqua, viviamo una pressione continua dovuta ad una martellante campagna pubblicitaria (dai dati di Altreconomia risulta che in Italia nel 2005 le aziende hanno investito in pubblicità circa 124 milioni di euro, una cifra 4 volte maggiore rispetto al 1990, quando i consumi pro capite erano poco più della metà di quelli attuali) : “e sostanzialmente alla sfiducia nei confronti dell’acqua distribuita attraverso gli acquedotti piuttosto che al miglioramento delle condizioni di vita e ad una crescente ricerca di beni salutari, come invece sostenuto dalle industrie del settore”.

L’altra faccia della medaglia è che le industrie delle acque minerali godono di ottima salute: secondo Beverfood nel nostro Paese nel 2006 erano attive 189 fonti e 304 marche di acque minerali in grado di generare un volume di affari di 2,2 miliardi di euro, grazie all’imbottigliamento di 12 miliardi di litri di acqua, a fronte - come sottolinea il dossier - di investimenti molto bassi. Ad oggi sono solo 8 le Regioni in cui è previsto un pagamento proporzionale agli ettari in concessione e ai litri prelevati o imbottigliati: Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Umbria e Veneto.

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Acqua del rubinetto nei ristoranti: battaglia aperta in Gran Bretagna

pubblicato da Matteo Razzanelli

Campagna per l'acqua del rubinetto nei ristoranti, Gran Bretagna - Foto CCW

Un bollino per identificare immediatamente i ristoranti e gli alberghi che servono l’acqua del rubinetto senza bisogno di richiederla esplicitamente. Nel Regno Unito infatti, proprio come in Italia, i ristoranti solitamente servono solo la (ambientalmente ed economicamente costosa) acqua in bottiglia.

Ogni anno, nel solo Regno Unito, si consumano 3 miliardi di bottiglie d’acqua, di cui mezzo miliardo arrivano dall’estero. L’impronta ecologica del trasporto delle bottiglie in Gran Bretagna è stimata in circa 33′200 tonnellate di CO2, pari al consumo energetico annuale di 6′000 abitazioni.

Il problema è che se uno chiede “l’acqua del rubinetto” (o - come si dice in Toscana - “l’acqua di cannella”), viene fulminato dallo sguardo contrariato dei camerieri. Il Consumer Council for Water (CCW), un’associazione dei consumatori finanziata dallo Stato, si è alleata con la più grande impresa britannica di gestione degli acquedotti, la Thames Water, per promuovere una campagna che segni una rivoluzione culturale. L’obiettivo è far diventare “cosa normale” la caraffa di acqua del rubinetto sui tavoli dei ristoranti e far invece servire l’acqua imbottigliata solo se esplicitamente richiesta.

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Aprire il rubinetto per chiudere con la plastica

pubblicato da harlock

logo della campagna più acqua e meno plasticaLa plastica delle bottiglie, il famoso PET è sicuramente riciclabile e se ne possono ricavare molti nuovi oggetti ma credo di poter affermare senza essere smentito che la miglior soluzione al problema dei rifiuti sia la riduzione della loro produzione.
A questo deve aver pensato l’amministrazione provinciale del Trentino nell’ideare la campagna ”Apri il rubinetto e chiudi con la plastica” i cui cartelloni campeggiano nelle vie cittadine con lo scopo dichiarato di puntare ad un maggiore consumo di “acqua del popolo” a fronte di un atteso risultato di riduzione della percentuale di plastica gettata e quindi, di un minor costo di gestione della raccolta, naturalmente differenziata.

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Intervista doppia all'acqua

pubblicato da viviana

E’ meglio l’acqua del rubinetto o l’acqua in bottiglia? Qual’è più buona? Quale più pura? Chi è più amica dell’ambiente? E l’acqua venduta è sincera quando parla di se stessa in televisione? Chiediamolo direttamente all’acqua.
In questo video due gocce d’acqua, la signora “Acqua libera” e la signora “Acqua venduta”, sono state messe a confronto in una intervista doppia, si raccontano e danno la loro personale risposta all’annoso dibattito. Il video è stato fatto dal gruppo Meetup Amici di Beppe Grillo Napoli.

Via | antenneattive.org