Nonostante la loro natura virtuale, i Social Network servono anche ad aiutare chi ha realmente bisogno, ed in questo caso il bisogno è tanto concreto quanto solo l’acqua può esserlo. Dall’idea di supportare chi non ha accesso all’acqua è nato Jointhepipe, un Social Network che connette insieme chi beve acqua dal rubinetto.
Proprio come una grande rete cittadina, che porta l’acqua direttamente ai nostri rubinetti, Jointhepipe diffonde il messaggio a favore dell’acqua pubblica e contro l’acqua in bottiglia. Ognuno può connettersi ai propri amici tramite contenitori riusabili, con lo scopo di creare la tubatura più grande al mondo, l’unica capace di portare l’acqua dovunque.
Grazie al supporto di ognuno di noi la tubatura può arrivare là dove la gente muore per mancanza d’acqua, partendo dalle zone del mondo che hanno acqua in abbondanza. E dal simbolismo della rete, l’organizzazione olandese che sta dietro Jointhepipe lavora nella realtà, sviluppando progetti che rendono l’acqua una risorsa accessibile alle comunità più deboli.
via | Treehugger
Il WWF elenca in 10 gesti le azioni che contribuirebbero a salvare il Pianeta. Devo dire che sono sostanzialmente d’accordo e per molti di essi si tratta di gesti che oramai appartengono alla mia quotidianità. Lo sconforto però mi assale lo stesso.
Oggi, ad esempio, nel mio giro per la spesa quotidiana: al mercato ad avere la bici eravamo in 4 o 5; sono stata l’unica per la mezz’ora che ho frequentato i banchi a rifiutare le buste di plastica e a riempire le mie sporte con gli ortaggi acquistati; gli ipermercati sono pieni di gente che acquista cibo che nella migliore delle ipotesi è stato prodotto con materie prime che arrivano dall’altra parte del Pianeta.
Avete mai letto le etichette sulle buste incellophanate al banco carne? Vitelli nati in Polonia o Francia ma macellati in Italia… ; la maggior parte della gente che frequento non conosce soia o seitan come sostituiti delle proteine animali.
Comunque, dopo il salto le 10 azioni per voler concretamente bene al Pianeta.
Continua a leggere: Earth Day: le 10 piccole azioni per salvare il Pianeta. Basteranno?
In occasione della 22esima Giornata Mondiale dell’Acqua, mentre alcuni hanno donato il proprio status su Facebook e Twitter, Annie Leonard ha raccontato The Story of Bottled Water, la Storia dell’acqua in bottiglia, ovvero la storia di un bisogno costruito che distrugge quello di cui abbiamo più bisogno, l’acqua potabile.
La storia dell’acqua in bottiglia è raccontata in modo chiaro in inglese da Annie Leonard attraverso l’uso di illustrazioni stilizzate che spiegano come e perché il bussiness dell’acqua in bottiglia sia un inganno vero e proprio, a partire dal racconto dell’acqua Fiji nella città di Cleveland.
L’acqua in bottiglia spesso è meno controllata di quella potabile, meno buona, più costosa e molto più inquinante, ma sono ancora milioni le persone nel mondo che continuano a berla.
via | inhabitat
Ricordate la pubblicità dello scorso anno dell’acqua San Benedetto? Quella che diceva “– plastica + natura”? Ebbene l’ Autorità garante per la Concorrenza e il Mercato ha comminato una multa da 70mila euro per pubblicità ingannevole. San Benedetto, intanto, ha presentato ricorso al TAR.
In pratica secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato le pubblicità diffuse durante la primavera 2009 con lo slogan “– plastica + natura”, non fornivano prove rispetto alla riduzione di peso delle bottiglie, che avrebbero dovuto avere un 30% in meno di plastica né se ci sia stata sulla produzione dei nuovi contenitori un risparmio energetico:
equivalente all’anidride carbonica fissata da 16000 ettari di nuovo bosco impiantato.
Ecco quanto scrive l’Autorità garante nella sua valutazione conclusiva pubblicata sul Bollettino 52 dell’Agcm, 18 gennaio 2010):
L’accresciuta sensibilità ambientale dei consumatori ha indotto i professionisti a conferire sempre maggior risalto, nella pianificazione delle proprie campagne pubblicitarie, alle caratteristiche di compatibilità ambientale dei prodotti o servizi offerti. I cosiddetti claim ambientali […] sono, quindi, diventati un potente strumento di marketing in grado di incidere significativamente sulle scelte di acquisto dei consumatori […] costituisce onere informativo minimo imprescindibile a carico dei professionisti che intendono utilizzare tali vanti nelle proprie politiche di marketing quello di presentarli in modo chiaro, veritiero, accurato, non ambiguo né ingannevole.
Via | SoldiBlog
Foto | Roberto La pira
Le Olimpiadi di Vancouver lanciano un messaggio ambientalista attraverso la Metro, società che gestisce le acque pubbliche nella città canadese, e invitano tutti, residenti e atleti a bere l’acqua del rubinetto.
Ha aderito all’appello uno degli alberghi per turisti delle olimpiadi invernali, il Fairmont Pacific Rim Hotel che ha smesso di vendere acqua in bottiglia e ha fornito ai suoi ospiti bottiglie in acciaio da riempire ogni volta che serve. Randy Zupansky il manager dell’hotel ha spiegato che all’inizio era un po’ preoccupato per il fatto che gli ospiti non trovassero le classiche bottigliette di plastica nel mini-bar in camera e sopratutto era in ambasce per il possibile conflitto con Coca Cola LTD sponsor dei giochi invernali.
Ma Coca Cola ha fatto sapere attraverso il suo portavoce Nicola Kettlitz che:
La nostra acqua in bottiglia non è in concorrenza con l’acqua del rubinetto. Si tratta di avere acqua pulita a disposizione in un luogo comodo, e l’acqua del rubinetto non è sempre disponibile in un luogo comodo.
Via | CBC
La Svezia fa ancora un passo nella direzione della sostenibilità, lanciando sul mercato la certificazione a marchio Climate friendly per tutti i cibi che rispettano l’ambiente nel processo di produzione, dal produttore fino alla tavola dei consumatori.
Il protocollo nasce da un’iniziativa degli agricoltori svedesi, capitanati da Anna Richert, intenzionati a far coincidere i bisogni dei consumatori con quelli dei produttori, per offrire un mercato qualitativamente più competitivo, cibo più sano e allo stesso tempo ridurre le emissioni. Da una parte i consumatori potranno fare delle scelte consapevoli, dall’altra le aziende si accaparreranno il target di nicchia dei consumatori attenti e sostenibili.
A ciò si aggiungano le linee guida emesse parallelamente all’iniziativa del marchio Climate Friendly dall’agenzia svedese per la protezione ambientale, affinchè i consumatori abbiano un riferimento da cui partire prima di fare la spesa. La guida consiglia di sostituire la carne con i vegetali, di diminuire il consumo del riso perchè il processo produttivo libera metano, di preferire i cibi a km zero e di evitare l’acqua in bottiglia.
Riusciranno, anche questa volta, gli svedesi a mantenere il primato di paese più ecologico d’Europa anche nei consumi alimentari, distanziando di almeno un anno luce il nostro bel paese?
Foto | Flickr
Continua a leggere: Climate Friendly, dalla Svezia il cibo amico dell'ambiente
Le pellicole come Tapped sono ancora troppo poche, e troppi coloro che consumano acqua in bottiglia. Alcuni tra i consumatori d’acqua in bottiglia forse apprezzeranno il fatto che il marchio Levissima sta lavorando ad alcune ricerche per immettere sul mercato una bottiglia fabbricata con una percentuale di RPET, ovvero il PET riciclato, proveniente dalla raccolta differenziata di bottiglie di plastica.
Dal 1989, anno in cui ha iniziato ad usare per le sue bottiglie il PET, ad oggi, Levissima ha ridotto il proprio impatto ambientale, portando le bottiglie di acqua da 1,5 litri da 42 a 26,5g. Con questa nuova bottiglia si dice pronta a garantire la sicurezza del prodotto e a ridurre il proprio impatto ambientale.
A breve sentiremo quindi parlare della nuova acqua Levissima e della sua ecobottiglia in PET riciclato. Insomma, tra i due mali meglio scegliere il minore anche se sa di ossimoro?
Foto | Flickr
Continua a leggere: Levissima progetta una bottiglia a basso impatto
Tapped è un film sull’acqua in bottiglia, o meglio, un film a favore dell’acqua pura e naturale, contro la più grande operazione di marketing della storia che tutti ci beviamo, letteralmente: l’acqua in bottiglia.
Stephanie Soechtig, regista del documentario, indaga il business dell’acqua in bottiglia e ne denuncia scorrettezze e lati oscuri, dalla produzione della plastica destinata alle bottiglie, all’abbandono delle bottiglie che finiscono negli oceani, al diritto di accesso da parte dei cittadini all’acqua come risorsa pubblica, scuotendoci dal torpore che ci fa bere di tutto.
Continua a leggere: Tapped, l'acqua in bottiglia è il più grande nemico dell'ambiente

Non sparate sulla blogger: “Io amo il global warming” è il titolo di un documentario di Vanguard, canale di approfondimento giornalistico di Current Tv Italia su canale 130 di Sky, andato in onda il 31 marzo scorso (che sarà riproposto nei prossimi giorni, occhio al palinsesto), dove l’autore Adam Yamaguchi mostra l’altra faccia del Global warming e cioè quella della rinascita di una terra, la Groelandia, per secoli sepolta sotto il ghiaccio.
Un parte del documentario la potete seguire in inglese e dalle interviste viene fuori che la gente è entusiasta di questo riscaldamento improvviso: coltivano verdure mai mangiate prima, estraggono dal sottosuolo ricchissimo di giacimenti, ogni genere di metallo e non ultimo sembra ci siano nuovi giacimenti di petrolio.
Si legge nella presentazione del documentario:
Insomma la Groenlandia saluta il surriscaldamento della Terra come un’occasione irripetibile di espansione per la propria economia. Non solo greggio, gas e verdure, ma anche un fiorente mercato di acqua in bottiglia “direttamente” dai ghiacciai della Groenlandia e birra “Greenland”.
Dunque, in Groelandia guardano con stupore allo scioglimento del gigantesco ghiacciaio Russel, che porterà ad un riscaldamento e innalzamento degli oceani dai 7 ai 13 metri nei prossimi 500 anni.
Sono diventata da poco cittadina di Stop The Fever City, con tanto di attestato del sindaco Zero Ciodue. La città si trova su internet, è stata fondata da Legambiente, ed è abitata da cittadini, scuole, enti pubblici e aziende che si impegnano ad adottare comportamenti responsabili che in ultima analisi si traducono in risparmio di emissioni di CO2, e quindi che fanno bene al clima (e a noi).
Al momento, il mio risparmio è di 1.145,13 Kg di CO2 così distribuiti tra le 4 categorie di impegni:
* 208,13 Kg Riciclo e riduco
* 313,00 Kg Elettricità in casa
* 624,00 Kg Mi muovo
* 0,00 Kg Pianto nuovi alberi
Ahimè vivo in appartamento e non ho la libertà di piantare alberi in cortile, ma ci proverò alla prossima assemblea di condominio. L’obiettivo è di diventare bravissima come Mario Rossi, il cittadino modello di STF City che risparmia acqua, ricicla i rifiuti, usa molto il treno e lascia a casa la macchina, mangia meno carne e non beve acqua in bottiglia, e ha cambiato tutte le lampadine di casa, giusto per fare qualche esempio del suo perfetto comportamento ecovirtuoso.
Oltre alla giornata tipo di Mario, il sito ovviamente porta una serie di documenti e informazioni sul tema, segnala notizie, campagne e iniziative, ed è anche possibile caricare il proprio video con le proprie tue azioni virtuose, come hanno fatto alcuni testimonial come Piero Chiambretti, Stefano Accorsi, Maurizio Costanzo, e Sergio Muniz.
Via | Legambiente
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