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Tutti gli articoli con tag argentina

Il WWf chiede più azione all’Italia contro la deforestazione

pubblicato da alessandra

Il XIII congresso mondiale delle foreste si è chiuso con un clamoroso successo, in parte prevedibile: la volontà di azzerare la deforestazione della Mata Atlantica – oggi ridotta ad appena il 7,4% del totale originario - da parte di Brasile, Argentina e Paraguay attraverso un pacchetto di misure legislative nazionali e di cooperazione transnazionale tali da permettere il raggiungimento dell’obiettivo, seppure in tempi non ben precisati. E’ chiara per tutti, però, l’urgenza dell’attuazione delle misure, soprattutto considerando l’ubicazione della foresta atlantica stessa, pericolosamente vicina a città in rapidissima espansione come Rio de Janeiro e San Paolo.

Nonostante la bella notizia, tuttavia, il WWF rimane all’erta e ne approfitta per sostenere una richiesta di impegno all’implementazione degli sforzi da parte di tutti gli Stati, allo scopo di contrastare il fenomeno della deforestazione. Tra i primi ad essere chiamati in causa svetta proprio il Bel Paese che rappresenta uno dei mercati del legname tropicale più importanti e redditizi al mondo. Tra lavorazione e trasformazione, in Italia, vanno in fumo migliaia e migliaia di ettari di foresta.
Sottolinea Massimiliano Rocco, il responsabile TRAFFIC e Timber Trade del WWF Italia:

I Paesi in via di Sviluppo hanno mostrato il loro impegno ma è dai paesi come l’Italia che ora più che mai devono attendersi misure serie e responsabili

Da qui la richiesta, maturata già da alcuni anni, di imporre una certificazione di sostenibilità per il legname che arriva nel nostro paese, seguita da un misurabile ed effettivo impegno a contrastarne il commercio illegale promuovendo la diffusione dei soli prodotti certificati. L’occasione per l’Italia di mostrarsi virtuosa è imminente e quanto mai delicata: a metà novembre, infatti si riunirà la plenaria della Partnership Internazionale per la salvaguardia delle foreste del Bacino del Congo (CBPF), una delle zone più martoriate dalla deforestazione, complice anche la terribile instabilità politica di questa regione. Intanto, gni anno scompaiono 13 milioni di ettari di foresta, ovvero 36 campi di calcio al minuto, fermati tristemente in un rotolo di carta igienica, di carta assorbente, mobili o parquet…

Foto | Flickr

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L'Irlanda mette al bando i cibi geneticamente modificati

pubblicato da missunderstanding

irlanda ogm freeMentre da una parte il Principe Carlo li ha definiti come il disastro ambientale più grande di tutti i tempi, e dall’altra Monsanto & co. continuano a proclamarli innocui per gli esseri umani, l’Irlanda prende posizione, e bandisce dal suo territorio i cibi geneticamente modificati.

Via le produzioni OGM dall’Irlanda, e benvenuta l’etichetta che lo segnala su tutte le produzioni animali e derivati come carne, uova, pesce, crostacei, così come sui prodotti agricoli, con l’approvazione degli allevatori irlandesi, che non potevano più competere con i giganti dei cibi geneticamente modificati, che producono in territori in cui non vigono le restrizioni EU, come il Brasile e l’Argentina, per poi esportare in Europa.

Questa importante decisione farà sì che le produzioni agricole e animali irlandesi possano essere riconosciute come frutto di un processo di produzione più ecologico e naturale, favorendo lo sviluppo delle esportazioni di prodotti irlandesi verso gli USA, con esiti positivi anche sul turismo dell’isola verde, ora non più solo di nome.

via | Treehugger

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Il ghiacciaio argentino di Perito Moreno continua a crescere

pubblicato da missunderstanding

ghiacciaio perito moreno

Non tutti i ghiacciai reagiscono allo stesso modo ai cambiamenti climatici, e per fortuna ce n’è qualcuno che continua a crescere. E’ il caso del ghiacciaio di Perito Moreno in Argentina, che da cento anni mantiene un equilibrio perfetto.

Di anno in anno, il ghiacciaio si espande un po’, fino a toccare un lembo di terra sul lago Argentin, tagliando a metà uno dei laghi più grandi dell’Argentina. L’acqua del lago emerge di 60 metri sul livello normale del lago, fino a rompere il muro-ponte di ghiaccio, lasciando a bocca aperta centinaia di turisti giunti in Patagonia per osservare il fenomeno.

“E’ come se un edificio immenso crollasse all’improvviso”, così Javier D’Angelo, ranger del parco Los Glaciares, descrive il fenomeno, da lui osservato nel 1998 e nel 2008. Il fenomeno della rottura del muro di ghiaccio, per quanto spettacolare, è comunque un segno che il ghiacciaio di Perito Moreno è un ghiacciaio dinamico, che si muove e si rompe inaspettatamente, sebbene non reagisca ai cambiamenti climatici come tutti gli altri.

Via | msnbc
Foto | Flickr

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Campagna per la riduzione della plastica: tu sei innocente o colpevole?

pubblicato da missunderstanding

“Siamo tutti innocenti. Siamo tutti colpevoli”. Così l’agenzia Kepel y Mata chiude Revenge, questo spot destinato al mercato argentino, commissionato dai supermarket Jumbo, Vea e Disco e destinato ai clienti dei tre giganti del mercato argentino con la chiamata all’azione finale: porta la tua borsa per far la spesa. E voi, come andate a far la spesa? Portate la vostra borsa o riciclate e riusate le buste di plastica del supermercato?

via | lalumaca

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Come misurare le emissioni di gas serra prodotte dalle mucche

pubblicato da viviana


A pensarci la cosa fa sorridere, ma i ruminanti sono tra le cause di emissioni di metano in atmosfera, gas serra altamente climalterante. Ovvero i gas corporei che emettono dalla digestione delle fibre vegetali (che contengono metano) fanno male al clima. In Argentina, tra i paesi al mondo in cui questo problema è particolarmente sentito vista l’elevata presenza di allevamenti di bovini, stanno sperimentando dei sistemi per studiare in modo più preciso l’entità del problema. Come? con un bel serbatoio gonfiabile attaccato all’animale che raccoglie le “emissioni corporee” climalteranti (rutti, feci e flatulenze). Il risultato visivo dell’operazione fa decisamente sorridere, ma il problema è serio. Un giorno si spera si riuscirà a coinvogliare i gas prodotti in modo poco invasivo per l’animale, e usarli poi per gli usi umani consueti.

Il video qui sopra è in spagnolo, oppure date un’occhiata alla galleria fotografica che oggi si trova su Repubblica.it.

Mappa mondiale della fine delle lampadine ad incandescenza

pubblicato da PiccoloSocrate

Addio Lampadine ad incandescenza

La lampadina ad incandescenza con la crisi energetica ed i prezzi alle stelle è stata dichiarata tecnologia obsoleta e “sprecona”. In tutto il mondo sono stati avviati i procedimenti legislativi al fine di ridurne l’utilizzo e in molti paesi addirittura a vietarlo in nome del risparmio energetico.L’Italia risparmierà ben 3 milioni di tonnellate di Co2 immesse nell’aria dal 2011 (in viola), quando insieme ad Olanda, Spagna e Gran Bretagna metterà definitivamente al bando le lampadine a bulbo mentre già dal 2010 (in rosso) Argentina, Filippine, Francia, e Nuova Zelanda hanno dichiarato e legiferato in materia.

Nel gruppo purtroppo non si vedono alcune nazioni europee fortemente sviluppate come la Germania, la Danimarca o i paesi scandinavi o alcuni colossi mondiali in espansione come Cina e India o le economie emergenti dell’Est Europa. La domanda energetica mondiale è aumentata e continuerà a crescere: non possiamo prevedere quando queste nazioni legifereranno seriamente in materia.

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Argentina, il Governo cede agli agricoltori

pubblicato da Marina

La skyline affumicata di Buenos Aires- Foto scattata il 19 aprile 2008

Cristina Kirchner, la Presidente argentina cede alle proteste degli agricoltori e ritira per circa 62.500 produttori l’aumento delle tasse sulle esportazioni di granaglie. Secondo le confederazioni degli agricoltori “siamo solo a metà strada”. Una strada che lascia dietro di sè la scia del fumo degli oltre 400 incendi appiccati a 70.000 ettari di campi. Un disastro ecologico di cui non si hanno ancora che le stime parziali.

E partendo da questi eventi che riprendo la questione “Argentina” considerati anche i commenti di due lettori: il primo Sandro Kensan scrive: “Ma non era il caso di dire nell’articolo che in Argentina c’è una protesta degli agricoltori ricchi che vogliono esportare la soia mentre i poveri sono senza cibo? Non sono informato dettagliatamente ma scommetto che le due cose, gli incendi e la fame, sono collegate” E il Monel ribadisce:” . Ottima osservazione. Le informazioni che vengono divulgate sono sempre manipolate,e mirano a disorientare chi le legge. loro interessa solo vendere la notizia e se ne guardano bene di arricchirla e completarla. Il retroscena e l’approfondimento viene spesso occultato. La notizia in questione non ha nessun significato se non illustra , anche minimamente, il problema politico che sotto intende”.

Dico immediatamente che quanto riporta Sandro Kensan corrisponde alla versione ufficiale dichiarata dalla Presidente Cristina Kirchner mentre montava la protesta a Buenos Aires e Santa Fè. Dichiarazione ripresa e ribattuta dalla nostra stampa. Mentre sulle nostre Tv le notizie dei disordini di marzo sono state accuratamente glissate (potevano dare buone idee agli italiani?). Rispetto alle attuali notizie degli incendi delle pampas, ne hanno parlato alcuni Tg (Rai Tg1 e Rai Tg2) della notte. Su Ecoblog non solo ne abbiamo parlato, ma abbiamo fornito anche tutti i riferimenti per approfondire la questione.

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Argentina, gli agricoltori incendiano i campi

pubblicato da Marina

La rivolta degli agricoltori a 2 settimane dalla tregua degli scioperi, è ripresa in queste ore, in maniera più dura e drammatica: bruciano i campi intorno Buenos Aires e spargono nell’aria fumi nefasti.

“La situazione è fuori controllo - ammette pubblicamente Romina Picolotti sottosegretario all’Ambiente al quotidiano “La nacion”- e il loro spegnimento dipenderà dalle condizioni meteoreologiche. E sappiamo che non pioverà nella regione almeno fino a martedì”.

La densa nube di fumo ricopre un’area di circa 500 Kmq e sono circa 70.000 ettari di campi che stanno bruciando in tutta la zona del delta del fiume Parana, a nord di Buenos Aires. Il ministro degli Interni, Florencio Randazzo, accusa gli allevatori di bestiame di esserne i responsabili e annuncia che presto saranno perseguiti dalla giustizia.

Buenos Aires di fatto è prigioniera nella morsa del fuoco con oltre 300 campi che bruciano. Tutte le vie di fuga dalla città sono paralizzate e a causa del fumo denso il governo ha disposto la chiusura di importanti arterie stradali, dell’aeroporto e delle stazioni ferroviarie.

Via | Elsigloweb

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Argentina, agricoltori sciopero ad oltranza

pubblicato da Marina

Supermercati vuoti, blocchi stradali, sospensione delle forniture. L’Argentina vive la sua nuova crisi economica. Questa volta sul piede di guerra gli agricoltori che protestano contro gli aumenti sui prodotti da esportazione, decisi dal decreto presidenziale dell’11 marzo, che fanno schizzare le tasse fino al 45% in più. Le associazioni degli agricoltori argentini hanno deciso di proseguire lo sciopero in atto da 19 giorni, a seguito della reticenza del governo a ritirare le sue proposte di stretta fiscale.

L’aumento della pressione fiscale colpisce soprattutto gli esportatori di soia, leguminosa di cui l’Argentina è il terzo produttore mondiale e che rende al Paese circa 12 miliardi di dollari all’anno. Secondo i sindacati l’aumento metterebbe in ginocchio soprattutto i piccoli e medi produttori, protagonisti, secondo molti analisti, della ripresa economica argentina dopo la crisi del 2001.

Aumenti simili, comunque, sono previsti anche sul granoturco e su molti altri prodotti agricoli.
La protesta degli agricoltori è stata sposata anche dagli autotrasportatori, che hanno bloccato buona parte delle principali arterie di comunicazione del paese. Sugli scaffali dei supermercati scarseggiano da tempo carne, latte e derivati.

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