Avete intenzione di acquistare una auto ibrida per ridurre le vostre emissioni di CO2 e rispettare l’ambiente? Non è detto che sia la soluzione ideale.
O almeno così la pensa l’Osservatorio Metanauto che ha commissionato uno studio all’Emap (ente parlamentare svizzero di ricerca scientifica e tecnologica) per mettere a confronto le emissioni di CO2 delle auto a metano e di quelle ibride.
Il risultato è che vince, anche se di poco, il metano. Sia che nell’extraurbano che in autostrada. Le emissioni sono state, però, calcolate in un modo diverso dal solito: in grammi di CO2 per KWh, cioè hanno misurato, durante la percorrenza dell’auto, quanta anidride carbonica emetteva il mezzo per ogni unità di potenza erogata dal motore.
Il risultato è di 0,9 grammi per i veicoli ibridi e 0,8 per quelli a metano nell’extraurbano. Che scendono, rispettivamente, a 0,8 grammi e 0,6 in autostrada. Il metano, quindi, a detta di chi lo vende è più ecologico.
Un solo dubbio: la strana unità di misura. Come mai non è stato usato il più classico rapporto tra emissioni e chilometri percorsi? Perchè, in sostanza, non parliamo di tot g/km? Il dubbio, infatti, è che i numeri nascondano il trucco: non è che l’ibrido, con la sua coppia decisamente maggiore, alla fine a parità di Km la vince?
Una cosa è parlare di potenza al motore, una cosa alla ruota. Ma per fare strada, oltre al motore, servono anche le ruote. Tanto è vero che le auto diesel, proprio grazie alla alta coppia ai bassi giri, consumano molto meno di quelle a benzina a parità di potenza erogata.
La notizia non è tanto che la Beetle Bio Bug, che è un automobile, è alimentata da metano ricavato dai liquami umani, ma che il biogas è disponibile in Inghilterra, a Bristol, per alimentare auto a metano.
Per alimentare un auto come la Bio Bug, e darle 10mila miglia di autosufficienza, occorrono i liquami prodotti da 70 famiglie di Bristol. Le acque reflue sono lavorate e trasformate nell’impianto della GENeco, società della Wessex Water specializzata proprio in questo genere di prodotto.
Mohammed Saddiq, direttore generale GENeco’s, si è detto fiducioso sul fatto che si possa ricavare metano in maniera industriale da fanghi di depurazione. L’obiettivo è usare il carburante come fonte di energia alternativa per i veicoli aziendali.
Il punto a sfavore, spiega Saddiq, è superare quella sensazione di schifo che hanno le persone che usano il biogas quando ne scoprono l’origine.
Secondo la classifica di Metanauto (su dati Ispra e Aci) spetta ad Ancona con il 7,5% il primato di città con il maggior numero di auto a metano, seguita da Parma con il 6,9%, Bologna con il 4,7%, Modena con il 4,4% e Foggia con il 4,3%.
Purtroppo Foggia, resta l’eccezione in un Meridione che non apprezza il metano. Spiega Dante Natali dell’Osservatorio Metanauto e presidente di Federmetano:
Le prime città di questa classifica sono tutte del centro-nord Italia, area in cui storicamente è più diffuso l’utilizzo del metano per autotrazione. La presenza di una città del meridione come Foggia in una posizione così alta di questa graduatoria, però, segnala come l’uso del metano si stia diffondendo anche oltre il suo tradizionale bacino d’utenza.
Colpa della ancora scarsa presenza di distributori o è diffidenza rispetto all’alimentazione a metano?
Via | Quattroruote
Foto | Flickr
Proprietari di iPhone e auto a metano dell’italica nazione, unitevi! Infatti, se avete sia un auto a metano sia un iPhone non dovrete più impazzire per cercare il distributore. Con Imetanoauto, applicazione per iPhone sarà facile scovare anche la pompa più nascosta.
Spiega la nota, che annuncia la disponibilità del nuovo servizio:
iMetanoauto sfrutta la funzione satellitare GPS di iPhone per fornire una soluzione immediata, semplice e innovativa al problema del rifornimento di metano per la propria auto e permette di localizzare, in un qualsiasi punto del territorio di Italia, Svizzera ed Austria, i distributori di carburante più vicini, ricevendo informazioni relative alla loro posizione nonché al percorso per raggiungere quello preferito.
L’applicazione si scarica qui e riporta il database di metanoauto. com, la community di proprietari di auto a metano, che scrivono sul loro sito:
l’applicazione include posizione, orari, notizie e prezzi regolarmente aggiornati del carburante più ecologico attualmente sul mercato.
Il prezzo dell’applicazione è di 2,39 euro.

Dopo l’approvazione in manovra della possibilità di dotarsi in casa di un distributore per fare il pieno all’auto a metano, arriva anche la possibilità di ricaricare in casa l’auto elettrica. L’Autorità per l’energia ha eliminato i divieti che impedivano alle utenze domestiche di possedere un duplice punto di fornitura elettrica per stessa unità immobiliare.
La modifica introdotta nella delibera ARG/elt 56/10 risponde così, almeno parzialmente al Piano Cars 21 della Commissione europea con cui si cerca di incoraggiare la diffusione di auto elettriche. Dunque sarà ora possibile richiedere al fornitore di energia un nuovo contatore con relativo punto di ricarica da adibire all’alimentazione di un auto elettrica e la tariffa applicata sarà quella per “altri usi”.
Via | Autorità per l’energia
Foto | Flickr

La manovra appena licenziata dal Governo porta una novità, voluta dal Ministro Roberto Calderoli e molto attesa dai proprietari di auto a metano: la possibilità di installare un impianto casalingo, secondo norme di sicurezza molto rigorose, per:
piccoli impianti adibiti al rifornimento a carica lenta di gas naturale per autotrazione
Considerato il tipo di impianto sono evidentemente da escludere, per evidenti ragioni, gli appartamenti in condominio, mentre si aprono una serie di interessanti soluzioni per chi possiede appartamenti indipendenti, villette o garage.
Il pieno, essendo a carica lenta viene completato tra le 4 e le 8 ore e non sempre c’è risparmio, anzi! A causa dell’accisa più elevata su gas naturale per autotrazione piuttosto che sul gas per usi civili. In alcuni casi però l’impianto potrebbe rendersi necessario a causa della scarsa copertura in alcune zone di distributori di metano.
Via | BlitzQuotidiano
Foto| CNgaz

Grazie a un protocollo tra Regione Lombardia e Eni, dal 2012 saranno disponibili sul territorio 30 nuovi distributori di metano. L’intesa era stata siglata a febbraio ma oggi sono state rese note le localizzazioni, disponibili anche sul sito ecomotori.net:
1. Mariano Comense (Co) - V.le Lombardia, 72
2. Bergamo (Bg) - Via Mugazzone, 10
3. Crema (Cr) - Via Milano, 2
4. Trescore Cremasco (Cr) - SP per Pandino
5. Cremona (Cr) - Via Brescia
6. Sant’Angelo Lodigiano (Lo) - Via Trieste
7. San Giuliano Milanese (Mi) - Via Volturno
8. Guidizzolo (Mn) - SP 236
9. Meda (Mb) - Via Indipendenza
10. Osnago (Lc) - SS 36 km 30+0,83
11. Casazza (Bg) - SS del Tonale
12. Pero (Mi) - SS 33
13. Cassano Magnago (Va) - Via Quattro Novembre
14. Tradate (Va) - SP Abbiate Guazzone
15. Mozzate (Co) - SP Appiano
16. Pontirolo Nuovo (Bg) - SP 12
17. Gallarate (Va) - Via Varese
18. Olgiate Olona (Va) - SP per Fagnano
19. Lainate (Mi) - A8 Ads Villoresi Ovest
20. Caponago (Mb) - A4 Ads Brianza Nord
21. Piantedo (So)
22. Stradella (Pv) - A21 Ads Stradella Nord
23. Milano - A7 Ads Cantalupa Ovest
24. Milano - A51 Ads Cascina Gobba Ovest
25. Milano - A50 Ads San Giuliano Est
26. Milano - A50 Ads San Giuliano Ovest
27. Milano - A50 Ads Muggiano Est
28. Milano - A50 Ads Muggiano Ovest
29. San Donato Milanese (Mi) - A1 Ads San Donato Est
30. San Donato Milanese (Mi) - A1 Ads San Donato Ovest
Via | Quattroruote

Legambiente ha stilato la classifica delle migliori auto a metano (in alto). Il dossier analizza consumi e emissioni di CO2 anche di auto di grossa, media e piccola cilindrata, nonché auto ibride dove si conferma leader la Toyota Prius.
Spiega Legambiente, a proposito delle auto a metano,
Il metano (e in misura minore il GPL) costa molto meno della benzina, ma purtroppo la rete dei distributori è poco estesa (circa 2000 i distributori GPL e circa 700 quelli per il metano, questi ultimi prevalentemente localizzati nella Pianura Padana). Per avere le mappe aggiornate dei distributori www.metanoauto.com oppure www.metanogpl.it . E’ dimostrato il minor inquinamento per le auto nuove a gas (quasi assenza di particolato, 20% in meno di emissioni di CO2).
Per la sua classifica, Legambiente con ATA Svizzera (Associazione traffico e ambiente) ha preso in esame 850 modelli di autovetture escludendo quelle con emissioni superiori a 180 grammi di CO2 per chilometro.

Secondo un recente studio Future of Mobility Roadmap condotto dal Dr Oliver Inderwildi e sotto la direzione di David King della The Smith School of Enterprise and the Environment dell’Università di Oxford, da qui al 2030 rischiamo di trovarci sulle strade del Pianeta 2 miliardi di veicoli a causa delle pressanti richieste di Cina e India, che inquineranno sempre più l’atmosfera.Il rapporto, dunque, fornisce quella che è un’istantanea dell’attuale situazione proiettandola fino al 2050, anno in cui è prevista una possibile diffusione dei veicoli a idrogeno se la tecnologia ci assiste.
Le case automobilistiche da un paio di anni lanciano novità ma solo sui media: auto elettriche e auto a idrogeno per ora sono ben lontane dai mercati; a essere apprezzate, per ora le auto a metano e le auto a GPL.
Sebbene lo scorso settembre sette produttori - Daimler, Ford, General Motors, Honda, Hyundai, Kia, Renault-Nissan e Toyota abbiano pubblicato una dichiarazione congiunta in cui si impegnano a partire dal 2015 a immettere sul mercato un numero consistente di veicoli elettrici e a idrogeno, per certo sappiamo che per ora si tratta di poche centinaia di pezzi. Secondo Oliver Inderwildi, le auto a idrogeno non sarebbero altro che un espediente di marketing:
Le aziende automobilistiche dovrebbero essere più oneste verso le scelte che adottano. La loro tesi è che la gente possa continuare a guidare un 4X4, perché in un paio di anni saranno in grado di passare a una cella a combustibile 4X4. Noi pensiamo che non accadrà e che bisogna invece ridurre il consumo di carburante con auto più piccole e più leggere.
Su Autoblog abbiamo provato la Grande Punto Natural Power. L’obiettivo era quello di capire l’autonomia reale di questa auto a metano nonchè se, e come, è possibile effettuare un viaggio lungo utilizzando l’alimentazione a gas naturale.
Possiamo dire che nella prova solo in due occasioni abbiamo esaurito completamente il metano, avendo quindi una autonomia per la Grande Punto Natural Power di 260 e 239 km/h su percorsi misti. Non si tratta ovviamente di un dato “universale”, ma che può essere interessante da valutare per chi fosse interessato all’acquisto.
Vi rimandiamo comunque ad Autoblog per la prova completa e le considerazioni sulla Grande Punto a metano.