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Tutti gli articoli con tag balene

Regali di Natale 2011: adotta una balena

pubblicato da Marina

adotta una balena Mi scrive l’Istituto Tethys per annunciare l’iniziativa Adotta una Balena. L’appello merita di essere ascoltato. Thethys da 25 anni fa ricerche sugli ambienti marini sopratutto nel Mediterraneo e nel Santuario Pelagos. Propone perciò di adottare a distanza alcuni dei capodogli che lo frequentano.

Leggo dal comunicato stampa:

Chi vuole l’”amicizia” di un capodoglio del Santuario può scegliere - per sé, o come regalo, o come originale biglietto d’auguri - tra sei individui, riconoscibili dalla coda e dalla particolare pigmentazione sulla pelle; la donazione minima è di 5 euro e l’invio del materiale è per email: un regalo che contribuisce realmente alla salvaguardia degli animali e del loro ambiente.

Via | Comunicato stampa

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Greenpeace Vs. Sea Shepherd: "Violenti". Il Capitano Watson: "Il grande non fare niente verde"

pubblicato da Marina

paul watson attacca Greenpeacea

Scende in campo per difendersi dalle accuse di Greenpeace il capitano Paul Watson anima e energia del movimento Sea Shepherd, associazione che si batte contro la caccia alle balene e a tutela degli ecosistemi marini.

Il fuoco è stato aperto dalle pagine dell’Huffington Post e per bocca di John Sauven, Direttore Esecutivo di Greenpeace allorché è stato presentato il tour della nave Rainbow Warrior III. Sauven ha dichiarato:

Greenpeace ha dovuto adattarsi negli ultimi 40 anni al nuovo mondo dell’attivismo ambientale. Ma molti dei problemi sono rimasti una costante, come il cambiamento climatico, la deforestazione e la pesca sostenibile. I nuovi arrivati come Sea Shepherd ora adottano un approccio più violento. Greenpeace, tuttavia, resta legata all’azione non violenta. A ciascuno le proprie tattiche. Pensiamo le strategie delle nostre battaglie e sentiamo di poter vincere la battaglia contro la caccia alle balene parlando con i giapponesi. Sea Shepherd affronta aggressivamente i giapponesi aggravando il loro nazionalismo e rendendo la situazione molto più difficile

La replica non si è fatta attendere e nel giro di poche ore la risposta è stata pubblicata su tutti i siti di Sea Shepherd a firma proprio del Capitano Paul Watson, tra l’altro uno dei fondatori di Greenpeace, che scrive:

Fammi capire John… Greenpeace costruisce una nave da 33 milioni di Euro per fare tour di raccolta fondi mentre noi interveniamo direttamente contro la caccia illegale alle balene nell’Oceano del Sud. Mentre voi ragazzi spedite balene origami al Presidente Obama per protestare contro la caccia alle balene da parte dei Giapponesi, noi rispediamo la flotta Giapponese a casa con solo il 17% della loro quota di balene uccise. Sea Shepherd ha impedito il massacro di circa 3.000 balene, mentre quelli di Greenpeace stavano seduti a tavola a mangiare carne di balena con i Giapponesi, per dimostrare la loro cosiddetta sensibilità verso la cultura Giapponese. Gli inviati per strada di Greenpeace dicono alle persone che loro mandano le navi in Oceano Meridionale, nonostante non lo facciano più dal 2006. Mentono spudoratamente per raccogliere fondi.

Dopo il salto la risposta integrale di Watson.

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La lettera di Brigitte Bardot al Giappone contro la caccia alle balene

pubblicato da Marina

la firma di brigitte bardot a calce della lettera inviata al Giappone contro la caccia alle balene

Brigitte Bardot icona francese del cinema mondiale e animalista convinta a 77 anni scende ancora in campo in difesa delle balene e contro il Giappone. Questa volta lo fa con una lettera indirizzata al Primo Ministro Yoshihiko Noda. Annuncia che Sea Shepherd solcherà le acque del santuario australe per impedire la caccia alle balene. BB non usa giri di parole per affrontare l’argomento che le sta a cuore e scrive:

Voi potete chiamare la caccia “scientifica” ma non ingannate le persone: il Giappone fa una caccia commerciale in beffa alla moratoria adottata da oltre 30 anni e che viola il santuario australe voluto sin dall’inizio dalla Francia. Le balene sono in pericolo, ogni animale ucciso è un crimine contro la biodiversità. Contro le vostre navi da guerra sarà presente la flotta di Sea Shepherd con il mio amico il capitano Paul Watson a capo del trimarano Brigitte Bardot per combattere i briganti, gli assassini del mare. E’ indecente annunciare l’aumento del budget riservato alla caccia alle balene a 27 milioni di dollari in un momento in cui la comunità internazionale si mobilita per aiutare le vittime del disastro di Fukushima.

Giungono voci sull’incredibile avvelenamento causato da diverse sostanze chimiche, per sterminare gli animali ancora vivi nella zona di evacuazione. E vi chiedo conto a nome di questi animali e sul futuro a loro riservato che sembra essere la condanna a essere abbandonati.

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Tessa Gelisio con Sea Shepherd a bordo della Brigitte Bardot

pubblicato da Marina

tessa gelisio con gli animalisti della sea sheperd


Tessa Gelisio
sale a bordo del trimarano Brigitte Bardot, intercettatore di Sea Shepherd animalisti cazzuti che difendono in mare le balene (e non solo) dalla cattura. L’immagine arriva direttamente dal suo cellulare e lo ha postato sulla pagina Fb. La Nave è ancorata ancora per poche ore a Porto Lotti a La Spezia.

La visita della Gelisio ha dato vita a uno speciale che vedremo nella prossima edizione di Pianeta Mare.

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Per qualcuno tutelare gli ecosistemi significa sprecare

pubblicato da Marina

proteggere le balene

Proprio ieri scrivevo con entusiasmo del progetto Vento a favore, di Edo Ronchi e Pietro Colucci (uno politico l’altro imprenditore) a proposito dell’acchiappare al volo le occasioni di crescita del PIL offerte dalla green economy.

Oggi, zacchete, leggo su Il Giornale un libello contro gli sprechi in finanziaria a proposito dei fondi stanziati dal Ministero per l’Ambiente a protezione degli ecosistemi. Lo firma Gian Maria De Francesco che si diverte in questo tiro sulla “croce rossa”. Nel suo attacco mostra di non prendere in considerazione la necessità delle specie e il loro ruolo negli ecosistemi: non ha mai visto una puntata di Quark? Perché diversamente non riesco a spiegarmi l’accanimento contro una serie di spese che a lui sembrano sprechi ma che sono invece sostegni necessari all’Ambiente. Ossia a noi esseri umani abitanti di questo Pianeta che comunemente chiamiamo Ambiente. Non so, è come se un proprietario di casa sostenesse che è sprecato spendere soldi per la manutenzione della sua stessa abitazione. Ecco a me suona così.

Punta il dito ad esempio contro la tutela del Santuario delle balene o peggio contro il progetto Eurobats che studia i pipistrelli nostrani. Conosce il ruolo del pipistrello il sig. De Francesco? Ha la minima idea che quel che fa un pipistrello durante la sua vita in Natura è molto più importante di quanto facciamo tutti nelle nostre giornate? Sa che se spariscono le balene dai nostri mari rischiamo di sovvertire un equilibrio delicatissimo e di cui non conosciamo le conseguenze? Le piace rischiare senza conoscere i pericoli? Tra l’altro se si applicasse il whale watching, ossia consentire viaggi per vedere dal vivo le balene si entrerebbe nel circolo virtuoso del turismo sostenibile. Le spiacerebbe si guadagnasse in tal senso?

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Nuova Zelanda, terremoto magnitudo 6.3 e 107 balene spiaggiate. Eventi correlati?

pubblicato da Marina

E’ notizia di ieri lo spiaggiamento di 107 balene sul bagnasciuga di Cavalier Creek, Isola di Stewart in Nuova Zelanda. Di oggi invece la notizia del terribile terremoto di magnitudo 6.3 che ha toccato Christchurch seconda città neozelandese. Se i due eventi possano essere o meno collegati sarà la scienza a dovercelo dire, di certo è una coincidenza.

Secondo Jim Berkland, geologo, gli spiaggiamenti delle balene sarebbero da correlarsi ai cambiamenti del campo magnetico, evento che si verificherebbe (gli studi sono ancora in corso) prima di un terremoto. A risentirne, fino a 1-2 giorni prima, sopratutto gli animali che si orientano per le loro migrazioni, ma anche cani e gatti.

Ha detto Brent Beaven responsabile del Department of Conservation che è giunto sulla spiaggia dopo essere stato allertato da due turisti:

Circa la metà delle balene erano ancora vive quando siamo arrivati. Tuttavia ci siamo subito resi conto che a causa della maea che stava calando, ci sarebbero servite 10-12 ore per rimetterle in mare. A causa del clima caldo e asciutto però i decessi sono stati più rapidi.

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Nuova strage di balene in Nuova Zelanda

pubblicato da Peppe Croce

Ennesima strage di balene sulle coste della Nuova Zelanda: circa 75 cetacei si sono spiaggiate sulla sabbia della Spirits Bay, come al solito per motivi tutti da capire. E, ancora una volta, si è scatenata una corsa contro il tempo per salvarle. Ma è difficilissimo e due terzi dei cetacei sono già deceduti.

Ci stanno lavorando in oltre 150: ranger, volontari e persino i maori si sono dati da fare per salvare le ultime 24 balene sopravvissute.

Ma non è affatto facile: oltre al peso degli animali, infatti, i volontari hanno contro un forte vento con raffiche a 100 km l’ora e il mare grosso che schiaffeggia la spiaggia. Si sta cercando di avvicinare le balene ad un fiume che sfocia proprio vicino al luogo dello spiaggiamento.

Non basterà di certo, ma servirà a prendere tempo e a guadagnare qualche ora in attesa che si riesca a spostarle con i mezzi pesanti. In ogni caso, con 24 balene vive su 75, è già una strage.

Via | Mare in Italy
Video | YouTube

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In carcere due attivisti giapponesi di Greenpeace che rubavano carne di balena

pubblicato da Simone Muscas

BalenaSe la notizia arrivasse da comuni cittadini non farebbe certo tanto clamore, tuttavia se ad essere coinvolti sono due membri attivisti di Greenpeace ecco che il discorso cambia. Nei giorni scorsi infatti due giapponesi, facenti parte dell’associazione ambientalista, sono stati dichiarati colpevoli per aver rubato della carne di balena.

Il tribunale ha condannato i due ecologisti, Junichi Sato e Toru Suzuki ad un anno di prigione, commutando comunque la condanna a tre anni di libertà vigilata. I fatti risalgono all’aprile 2008, quando i due attivisti, dopo aver sanzionato pesantemente l’equipaggio di una nave con l’accusa di praticare pesca di balena per fini commerciali e non scientifici, si sarebbero appropiati di una scatola da 23 chili di carne di balena custodita nella stiva della stessa nave.

Per Greenpeace, da tempo impegnata nella lotta alla pesca indiscriminata delle balene, si tratta di uno scacco alla propria immagine. Intanto, fanno sapere dall’associazione, sono previste ulteriori indagini per accertare che le due persone non siano state incastrate con il fine di creare un danno di credibilità all’associazione ecologista. Tuttavia, sottolineano da Greenpeace, qualora i sospetti di colpevolezza dovessero essere confermati, si provvederà alla rapida espulsione dei due.

Via | Elmundo.es
Foto | Flickr

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Giappone: condannato attivista neozelandese che difende le balene

pubblicato da Peppe Croce

Giappone: condannato attivista neozelandese che difende le balene

Peter Bethune, attivista neozelandese dell’associazione Pastori del mare, è stato condannato dal tribunale di Tokyo a due anni di carcere con la condizionale per aver ostacolato le attività delle baleniere giapponesi nell’oceano Antartico. Bethune, però, grazie alla condizionale non sarà arrestato ma rimpatriato e la cosa non ha fatto per nulla piacere alla potente lobby giapponese della caccia alla balena che chiedeva, addirittura, la pena capitale.

Ieri mattina, per questo motivo, una dozzina di manifestanti in kimono ha protestato davanti al tribunale che stava per emettere la sentenza per gridare slogan pesanti come “dategli una vera punizione” e “merita la pena capitale”.

Bethune, in realtà, è uno tosto: a gennaio una scialuppa di una baleniera giapponese gli ha distrutto il catamarano e lui, per vendetta, il mese successivo ha assalito da solo la stessa baleniera con l’intento di spalmare del burro avariato sulla faccia del capitano.

Come riporta Asia News, Bethune voleva persino arrestare da solo il capitano della nave per tentato omicidio e chiedere il conto per i danni al catamarano, circa 3 milioni di dollari, ma ha fatto la fine opposta: appena salito a bordo della baleniera è stato arrestato e portato in Giappone per il processo.

Processo durante il quale Bethune non ha mai negato di lavorare quotidianamente per bloccare il commercio delle balene, di possedere illegalmente un coltello, di essere salito senza autorizzazione sulla baleniera e di aver ferito un marinaio lanciandogli contro una bottiglia contenente acido butirrico, cioè un acido non pericoloso normalmente presente nel burro avariato.

Via | Asia News
Foto | Flickr

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IWC: continua la moratoria per la caccia alle balene

pubblicato da alessandra

La Conferenza di Agadir, in Marocco, della Commissione baleniera Internazionale (IWC) d’importanza fondamentale per il destino della caccia alle balene, attende la sua conclusione domani. Eppure, già da questa mattina, è possibile ipotizzarne l’esito: presumibilmente, nessun accordo verrà raggiunto e la situazione rimarrà immutata con il mantenimento della moratoria e l’atteggiamento di Norvegia e Giappone immutato, con la sistematica elusione dei patti internazionali. Forse, un atteggiamento differente potremmo aspettarcelo dall’Islanda che dal 2009 sta portando avanti i necessari negoziati per entrare nell’UE. Esiste, però, tra i due, a questo proposito, un contrasto non trascurabile che riguarda proprio la caccia ai grandi cetacei. La Commissione europea, infatti, in più di una occassione ha proposto che

l’Unione europea e i suoi Stati membri adottino un approccio coordinato a livello internazionale al fine di garantire una protezione efficace delle balene, in particolare opponendosi alla caccia commerciale di queste ultime.

Intanto, all’IWC, la contrapposizione netta tra i due fronti - quelli a favore del mantenimento della moratoria (Stati Uniti, Brasile, Australia, Europa con Italia in testa e Nuova Zelanda) e quelli contro (Giappone e Norvegia) - continua a suscitare accese polemiche con il Paese del Sol Levante che ritiene non vi sia alcuna prospettiva di accordo, neanche futuro, nonostante la sua buona volontà manifestata attraverso la duplice offerta di dimezzare le quote di caccia “scientifica” nell’emisfero australe e di accettare la presenza di meccanismi di controllo internazionale a bordo dei suoi pescherecci. I Paesi contrari, invece, chiedono a gran voce solo la fine della caccia nell’Antartico, senza eccezioni o mediazioni di sorta, e accusano la parte avversa di “mancanza di maturità politica”. Intanto, dopo le rivelazioni sbattute in prima pagina dal Sunday Times sui tentativi di corruzione nipponici ai piccoli Stati aderenti all’IWC per indurli a votare contro la moratoria, molti Paesi - tra cui il governo di Palau, le isole del Pacifico note per aver avversato fortemente l’inerzia degli Stati Occidentali allo scorso vertice di Copenaghen - hanno deciso di ritirare l’appoggio alle proposte giapponesi.

Via | euronews
Foto | Flickr

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