
Se la Renault lancia la sua offensiva al mercato delle auto promettendo per il 2011 la presentazione di auto elettriche come la Kangoo e la Zoé ZE anche i tedeschi sfoderano le unghie. Anzi batterie e motori elettrici e una piattaforma dedicata alla mobilità elettrica la NEMP, National Electric Mobility Platform con cui il Governo tedesco punta ad avere in circolazione un milione di auto elettriche entro il 2020. E per l’occasione è stata presentata da Volkswagen la concept car Golf blue-e-motion che sarà sul mercato nel 2013 dopo il debutto della Up blue-e-motion e contemporaneamente alla Jetta blue-e-motion e alla Lavida blue-e-motion (modello per il mercato cinese).
L’obiettivo di Volkswagen è arrivare a essere leader del mercato delle auto elettriche nel 2018, proprio in coincidenza all’obiettivo della NEMP del 2020. Intanto, su mercato arrivano le ibride: dal 2012 Jetta Hybrid; nel 2013 Golf Hybrid e Passat Hybrid.
Ecco alcuni dati tecnici della Golf blue-e-motion: motore elettrico da 115 CV; una coppia massima di 270 Nm immediatamente disponibili, caratteristica tipica di questi motori; batteria agli ioni di litio con capacità di 26,5 kWh con autonomia da 150 km anche se influiscono su questo dato sia lo stile di guida, sia l’uso dell’impianto di riscaldamento o condizionamento; velocità massima di 140 Km/h; sistema di recupero dell’energia cinetica che contribuisce a ricaricare le batterie; batterie collocate nel bagagliaio, sotto il sedile posteriore e nel tunnel centrale tra i sedili anteriori e raffreddate da un impianto di climatizzazione. Il peso è di 205 kg in più rispetto una Golf BlueMotion TDI con cambio DSG. I primi test partiranno il prossimo anno su una flotta di 500 autovetture.
Quella che avete appena visto è la nuova scoperta di un gruppo di ricercatori dell’Università di Stanford: una batteria fatta di carta e inchiostro, che potrebbe superare per conduttività e versatilità le batterie al solfato di litio e agli ioni di litio.
Grazie ad un inchiostro speciale fatto di nanotubi al carbonio e nanofili d’argento la carta, ricoperta dall’inchiostro e cotta in forno, si comporta come una batteria, senza perdere la carica se stropicciata, piegata o arrotolata.
La carta è stata scelta perché sopporta meglio le forze esterne, l’inchiostro fatto con i nanomateriali aderisce alla fibra della carta trasformandola in un superconduttore. Secondo i ricercatori che hanno creato la batteria, la tecnologia sperimentata potrebbe essere impiegata per creare dei muri conduttivi.
via | tomshw

Forse sarà proprio questo il futuro delle auto, proprio come lo immagina Volkswagen che ha introdotto un prototipo “VW plug-in” ibrido della serie Golf-TwinDrive con motore diciamo “tradizionale” più un motore elettrico che potrà essere alimentato anche da pannelli fotovoltaici o da torri eoliche. In pratica (se ho compreso bene il senso dell’articolo) avverrà il contrario di quello che accade attualmente alle auto ibride: non sarà più un motore a combustione ad alimentare il motore elettrico, ma sarà il motore elettrico a lavorare supportato da una piccola percentuale di energia ricavata dalla combustione. Il progetto è sostenuto dal Governo Federale tedesco e riguarderà una flotta di 20 auto.
Vi sono otto partner che partecipano alla “Flotta prova: guida di veicoli elettrici” (Flottenversuch Elektromobilität). Volkswagen AG è il leader del progetto, con E. ON (fornitore di energia) e LTC / Gaia e Evonik / Li-Tec (fornitore di batterie a ioni di litio) come principale partner. Contribuiscono alla ricerca anche il Fraunhofer Gesellschaft Heidelberg - Istituto per l’Energia e la ricerca ambientale (Ifeu)- il Centro tedesco per la Tecnologia aerospaziale (DLR), e la Vestfalia Wilhelms Università di Münster.
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