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Tutti gli articoli con tag biologico

Mobilità e crisi: un pieno è più caro del pranzo di Natale

pubblicato da Marina

pagheremo di più un pieno di benzina e meno il pranzo di Natale

Per questo Natale spenderemo di più per un pieno di benzina o per il classico pranzo natalizio, magari a Km0 o con prodotti biologici? La risposta non è scontata perché spenderemo di più per la benzina e la stima la fa Coldiretti:

Fare il pieno ad un’auto di media cilindrata con un serbatoio di 50 litri costa ben 85 euro, un importo leggermente superiore a quello che destineranno in media le famiglie italiane per la preparazione del pranzo di Natale.

La manovra Salva Italia perciò potrebbe essere l’occasione giusta per portare un po’ di sobrietà nei consumi di carburante e non solo per l’economia. Roma e Milano hanno già sforato più volte i limiti consentiti di PM10 con le conseguenti giornate interdette al traffico dei veicoli.

Il prezzo della benzina è alle stelle (qui la classifica di petrolio il blog di Debora Billi) causa accise. Peraltro dal 2012 le Regioni potranno destinare una delle accise del valore di 1 centesimo per litro al sostegno del trasporto pubblico. E io continuo a chiedermi: perché non si riprende a usare massicciamente la bicicletta? perché non si ritorna a camminare a piedi?

Via | Teatro Naturale
Foto | Flickr

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BtoBio, il biologico professionale a Milano

pubblicato da Barbara Arlati

BtoBio

Il BtoBio è una fiera internazionale e professionale che si svolge ogni due anni. Quest’anno si terrà dall’8 all’11 maggio nella nuova fiera Milano di Rho-Pero, insieme a Tutto food, grande rassegna dell’agroalimentare.

Una serie di eventi e iniziative saranno organizzate a favore di espositori, operatori e stampa. Appuntamenti che vanno dall’allevamento zoologico alla cura con gli alimenti, dall’acquacoltura bio al vino, alla soia libera da OGM.

Molto interessante la collaborazione tra BtoBio e Chic, l’associazione Charming italian chef, che organizzerà stage di alta cucina e incontri formativi con noti cuochi, anche stellati guida Michelin, per uno showcooking continuo durante le giornate di fiera, a beneficio di espositori, visitatori, stampa e studenti di istituti professionali.

Via | Aiol

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Limoni argentini trattati spacciati per siciliani "bio": i Nas ne sequestrano 150 tonnellate a Siracusa

pubblicato da Peppe Croce

Limoni argentini trattati spacciati per siciliani "bio": i Nas ne sequestrano 150 tonnellate a SiracusaTrasformavano limoni importati dall’Argentina e trattati chimicamente in pregiati limoni siciliani biologici. Tutto questo nel modo più antico e semplice del mondo: lavandoli e cambiandone il contenitore. La truffa è stata scoperta dai Carabinieri di Cassibile e dal Nas di Ragusa che hanno messo sott’occhio un magazzino di trasformazione agroalimentare dopo aver notato movimenti sospetti.

Perché vedere file di camion che scaricano casse di limoni importati in una terra, come la Sicilia, dove i limoni locali di certo non mancano, non poteva non dare nell’occhio. I Carabinieri, per questo, si sono appostati in attesa dell’arrivo della merce sospetta e, arrivati i camion, sono entrati dal retro beccando i truffatori con le mani nel sacco. O meglio, nella cassetta.

I limoni argentini venivano tolti dalle confezioni originali, sulle quali era chiaramente scritto in spagnolo che non erano biologici e men che meno siciliani, e lavati e confezionati in cassette indicanti l’origine siciliana e l’assoluta mancanza di trattamenti chimici. Una truffa alimentare bella e buona e che doveva rendere parecchio.

I militari, infatti, hanno sequestrato circa 150 tonnellate di limoni taroccati conservati nelle celle frigorifere del magazzino, per un valore stimato di oltre 300.000 euro.

Via | Siracusa News
Foto | Flickr

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L'ortofrutta made in Italy è sano al 99%

pubblicato da Peppe Croce

L'ortofrutta made in Italy �¨ sano al 99%

Buone notizie da Coldiretti: il 99% dei controlli attuati dalle autorità sui residui di fitofarmaci e pesticidi su frutta, verdura e sugli alimenti di origine vegetale non ha riscontrato concentrazioni di prodotti chimici sopra i limiti consentiti dalla legge.

Questi dati, diffusi dall’organizzazione di categoria agricola, provengono dal rapporto ufficiale annuale del Ministero della Salute che a breve verrà trasmesso all’Autorità Europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Nel dettaglio, le percentuali di regolarità ai controlli sono:

98,85% per la frutta
98,76% per le verdure
99,4% per cereali, vino e olio

La cosa molto incoraggiante, oltre alla percentuale assoluta, è che negli ultimi quindici anni i numeri sono andati sempre a migliorare. Come riporta Coldiretti, infatti

la presenza di frutta e verdura irregolare sul mercato nazionale che si è ridotta di quasi cinque volte in poco piu’ di quindici anni passando dal 5,56 per cento del 1993 all’1,2 per cento dell’ultima rilevazione ufficiale. Un obiettivo raggiunto grazie all’intensificarsi dell’attività di controllo ma anche per l’impegno degli imprenditori agricoli per un uso responsabile dei fitofarmaci con la crescita esponenziale di sistemi di coltivazione ecocompatibili che hanno fatto conquistare all’Italia la leadership in Europa nel numero di imprese impegnate nel biologico

Insomma, controlli di Agenzie delle Dogane, Nas, Istituto Controllo Qualità, Capitanerie di Porto, Corpo Forestale, Carabinieri delle Politiche Agricole e Asl, da una parte, ma anche un gran lavoro dei contadini dall’altra. Un segno importante, che dimostra come le coltivazioni biologiche sono ormai una realtà e che, anche quelle non biologiche, sono ormai orientate verso la riduzione massiccia dell’uso dei prodotti chimici.

Via | Coldiretti
Foto | Flickr

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GAS Italiani, intervista esclusiva a Andrea Saroldi: "Alimentazione sana a piccoli prezzi"

pubblicato da Peppe Croce

In occasione della seconda festa regionale dei Gruppi di Acquisto Solidale (Gas) della Sicilia abbiamo incontrato Andrea Saroldi, referente nazionale della rete dei Gas italiani. A lui abbiamo chiesto cosa sono i Gas e come possono influire sul rapporto tra produttore, consumatore e ambiente.

La risposta è positiva: i Gas, infatti, tendono a mettere in contatto i vari agenti economici su una scala più piccola possibile. Nel senso che produttore e consumatore devono essere più vicini possibile in modo da mantenere una relazione di fiducia che permette, negli anni, di ottenere vantaggi economici reciproci.

La conseguenza di questo rapporto di vicinanza è un maggior tutela del territorio e dell’ambiente: i consumatori scelgono prodotti a filiera corta, spesso tradizionali o “in via d’estinzione”, molte volte da filiera biologica.

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Guida tascabile alla scelta di frutta e verdura in base alla quantità di pesticidi

pubblicato da missunderstanding

guida tascabile cibi biologici

Se non si ha la fortuna di avere un proprio orto o di poter disporre del servizio di consegna di cibo biologico a domicilio e si deve fare una scelta, non potendo comprare tutto bio per motivi economici o di distanze, allora si deve sapere cosa, tra frutta e verdura, contiene livelli più bassi di pesticidi e cosa non si può far a meno di comprare biologico.

Quella che vedete nella foto è una pratica guida tascabile che ha appunto la funzione di consigliare a chi è costretto a scegliere solo alcuni prodotti biologici. Ideata e disegnata da Heidi Kenney, è divisa in due parti: The dirty dozen, ovvero gli alimenti con un alto livello di pesticidi - da comprare quindi solo bio - e The clean 15, quelli con un basso livello di pesticidi, tollerabile se si deve scegliere.

La classificazione nella guida si basa su una serie di test raccolti dall’organizzazione Environmental Working Group che ha schedato 47 alimenti diversi in base alla presenza di pesticidi e ha creato anche un’applicazione per iPhone con la lista completa. Chi non avesse l’iPhone, può sfruttare l’idea della guida tascabile, scaricabile tramite Papercrane , il sito della designer, per sapere se al supermercato è meglio rinunciare al cavolo o al peperone.

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Noma, il miglior ristorante al mondo che serve cibo a filiera corta

pubblicato da Peppe Croce

Noma, il miglior ristorante al mondo che serve cibo a filiera cortaSi chiama Noma, si trova a Copenaghen e secondo la classifica stilata ogni anno dalla rivista britannica Restaurant Magazine è il miglior ristorante al mondo. Il suo nome è un gioco di parole tra “nordisk” (Nordico) e “mad” (cibo) e il suo chef è René Redzepi.

Redzepi, a detta di chi si intende di slow food e difficilmente entra nei Mc Donald’s, ha fatto una piccola rivoluzione culinaria: ha preso l’antica cucina nordica, la ha ammodernata e ha realizzato un piccolo capolavoro per le papille gustative.

Tutto questo eliminando dal menù l’olio di oliva (sostituito con il locale olio di colza), il formaggio francese e italiano (sostituito con il locale skyr), le bistecche francesi o belghe (sostituite da quelle dei buoi muschiati danesi).

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In Inghilterra calano i consumi di alimenti biologici

pubblicato da missunderstanding

consumi cibo biologico

Quanto di quello che mangiamo è biologico e quanto possiamo permetterci di spendere per acquistare prodotti bio certificati? A queste e ad altre domande sui consumi di cibo bio ha cercato di dare risposta la Soil Association inglese, che con il report 2010 ha rivelato una triste verità: i consumi di alimenti biologici sono calati del 12, 9% circa.

I dati del report si riferiscono all’Inghilterra, ed i cali nei consumi di prodotti biologici certificati sono da attribuire alla crisi: nei supermercati si è registrato un calo del 12,2% nelle vendite e nelle consegne di frutta e verdura bio a domicilio il calo è stato del 9,8%. La buona notizia è che i consumi di latte biologico e di alimenti bio per i bambini sono aumentati del 20,8%.

La crisi si riflette sui consumi degli inglesi, che riservano i consumi di frutta fresca, verdura e carne bio per i bambini. Le tre categorie principali di alimenti bio scelti rimangono la carne, la frutta e la verdura, anche se molti sono tornati ad acquistare uova e pollo provenienti da produzioni ed allevamenti non certificati a causa della crisi. E voi, avete modificato i vostri consumi nel 2010 per colpa della crisi? Vi siete orientati di più verso il biologico o anche voi avete riservato il biologico solo per i più piccoli?

via | soilassociation

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Nonne inglesi creano deliziosi copriteiera per ridurre gli sprechi di ogni tazza di tè

pubblicato da missunderstanding

copriteiera

Come fate a prepararvi una tazza di , sia esso biologico, in bustina o aromatizzato con la frutta di stagione? La domanda può sembrare banale, ma non lo è affatto, perché la maggior parte delle persone prepara il tè tazza per tazza, inserendo una bustina per ogni tazza e versandovi l’acqua fatta bollire in un pentolino o nel bollitore, oppure accendendo il microonde per far scaldare l’acqua di ogni singola tazza, con un enorme spreco di energia.

In Inghilterra, dove si preparano milioni di tazze di tè al giorno, per ridurre gli sprechi consigliano di far bollire l’acqua tutta insieme e di mettere il tè in infusione nella teiera, invece che nelle tazze con la bustina o il filtro. E per evitare di accendere il bollitore diverse volte, le nonne di Grannies Inc hanno pensato ad un copriteiera di maglia, che tenga il té caldo il più a lungo possibile.

I copriteiera sono lavorati a maglia dalle nonne di Grannies, esperte di Maglia&Crochet, che oltre ai copriteiera realizzano cappellini ed accessori di lana. Ogni copriteiera si può acquistare online a circa 50 euro; in alternativa si può acquistare lo schema per lavorare a maglia a circa 2,70 euro .

via | hippyshopper

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Biobox, frutta e verdura biologica consegnate a domicilio

pubblicato da missunderstanding

biobox Chi sceglie di mangiare biologico incontra spesso difficoltà nel reperire prodotti biologici o viene fermato dai prezzi esosi di frutta e verdura bio nel reparto dedicato del supermercato. Il km zero ed i mercati non sempre garantiscono il biologico ed ecco quindi che scegliere prodotti biologici, soprattutto per chi vive in città, diventa un’impresa difficile.

Non per gli abitanti di Roma e Viterbo che possono usufruire di Biobox, un servizio di consegna di prodotti biologici a domicilio ogni settimana, grazie ad una formula abbonamento che consente prezzi contenuti e biologico assicurato. I prodotti vengono dall’azienda agricola Arvalia di Viterbo, azienda storica per quanto riguarda il biologico laziale. Arvalia confeziona i pacchi Biobox con frutta e verdura fresche, provenienti da aziende agricole certificate, la cui filiera di produzione completa è tracciabile e certificata.

Chi vuole abbonarsi al servizio che permette di ricevere prodotti biologici a domicilio non deve far altro che andare sul sito di Biobox e scegliere le dimensioni e la composizione del proprio cestino, per poi andarlo a ritirare presso il punto di consegna più vicino. Sul sito, aggiornato ogni settimana, ci sono anche offerte speciali, promozioni e novità della settimana, e oltre a frutta e verdura, si può scegliere di ricevere pasta, pane e caffè bio.

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