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Stop al fracking in Bulgaria

pubblicato da AlterEco

fracking

Dopo un lungo dibattito scatenato dalle proteste di gruppi di ambientalisti e cittadini, il Parlamento bulgaro il 18 gennaio scorso si è espresso contro la fratturazione idraulica, mettendo al bando l’esplorazione e l’estrazione del gas di scisto nel Paese e nelle acque territoriali del Mar Nero con 116 voti a favore, sei contrari e 3 astenuti. Un brutto colpo per la Chevron già in possesso, dal giugno del 2011, delle autorizzazioni per la ricerca di nuovi giacimenti di gas di scisto nell’area Nord-orientale della Bulgaria.

La compagnia si vedeva già in tasca tra i 300 ed i mille miliardi di metri cubi di gas di scisto che secondo le stime erano stoccati sotto la catena montuosa, a Novi Pazar. Un portavoce della Chevron, Kurt Glaubitz, ha commentato la decisione del Parlamento bulgaro auspicando un ripensamento, alla luce di un’attenta analisi scientifica che dimostri ai cittadini ed al Governo che l’esplorazione e lo sviluppo possono essere compatibili con la salvaguardia della salute pubblica e dell’ambiente.

Dopo la Francia che sei mesi fa aveva bandito la tecnica del fracking sollecitata dai cittadini infuriati, la Bulgaria è il secondo Paese europeo ad imporre il divieto. Il Parlamento bulgaro ha introdotto pesanti sanzioni per le compagnie petrolifere che non rispettano il bando: si vedranno confiscare i mezzi e saranno costrette a pagare una multa di 50 mila euro.

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Eolico, per l'Ewea un 2010 da record in Italia e Francia

pubblicato da Peppe Croce

Eolico, per l'Ewea un 2010 da record in Italia e Francia

Giusto oggi l’European Wind Energy Association (Ewea) ha diffuso le sue previsioni per il 2010 sulle vendite di turbine eoliche nel vecchio continente. Dati positivi, che vedono una crescita complessiva per l’Europa di circa 10 GW di potenza installata entro la fine dell’anno.

Alcuni paesi salgono e altri scendono: Francia e Italia, in particolare, dovrebbero crescere di circa un GW ciascuna; buona la performance anche per Romania e Bulgaria e, infine, per l’Inghilterra anche se più off shore che on shore. Come era facile prevedere, la Germania sarà il mercato migliore per l’industria eolica nel 2010.

Diminuisce il trend, invece, la Spagna. Ma non è poi così strano pensando che negli anni passati tutta la penisola iberica è stata caratterizzata da uno sviluppo dell’eolico fin troppo repentino, culminato nel famoso black out dovuto ad un imprevisto (anche se prevedibilissimo) eccesso di produzione.

Via | Ewea
Foto | Flickr

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La Bulgaria distrugge il Parco Nazionale di Rila per creare stazioni sciistiche

pubblicato da missunderstanding

parco nazionale di rila

Nel cuore del Parco Nazionale delle montagne di Rila, in Bulgaria, foreste ed animali spariranno presto per lasciare il posto ad impianti sciistici e strutture turistiche, con il consenso del governo che ne ha autorizzato la costruzione, permettendo ad investitori e società off-shore di distruggere il Parco.

Il Parco Nazionale delle montagne di Rila si trova sul Monte Mussla e si estende per circa 81.000 ettari di foreste, ospitando 24 specie in via d’estinzione, 121 specie rare in Bulgaria e 158 specie presenti nella Convenzione di Berna. Proprio qui il governo bulgaro ha approvato la costruzione del complesso sciistico Super Panichishte, scatenando polemiche e proteste.

Il progetto prevede che 240 ettari del Parco vengano destinati alla costruzione di piste, di 21 skilift e di altre diverse strutture per circa due terzi dell’intera estensione del complesso sciistico, mentre la restante parte interesserà l’area dei laghi di Rila. Il progetto è guidato dalla Rila Sport, un gruppo controllato dalla Realstone Trade Business Corporation, un’impresa fantasma, controllata a sua volta da misteriosi investitori russi.

Un’indagine del 2007 promossa dal Ministero dell’Ambiente ha portato alla luce che nessuno dei lavori intrapresi era dotato dei permessi e per la prima volta gli ambientalisti bulgari sono scesi in campo: hanno raccolto 180.000 firme per chiedere di fermare il progetto e salvare il Parco Nazionale delle montagne di Rila, intraprendendo la più grossa iniziativa ambientalista nella storia bulgara. La Commissione Europea ha a sua volta avviato un’indagine sul progetto Super Panichishte, che violerebbe i termini delle regole di Natura 2000.

via | salvaleforeste

Foto | Flickr

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