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Tutti gli articoli con tag carbone pulito

L'energia elettrica di Sorgenia è veramente "sensibile" come raccontano?

pubblicato da Peppe Croce

L'energia elettrica di Sorgenia �¨ veramente "sensibile" come raccontano?

Il greenwashing, si sa, è sempre dietro l’angolo. E di solito rende abbastanza bene. Il caso di Sorgenia è emblematico: una campagna pubblicitaria tutta impregnata sullo slogan “energia sensibile” e sulla produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile.

E, allo stesso tempo, manovre di mercato che con le rinnovabili non hanno nulla a che vedere. Come l’acquisto della Tirreno Power che gestisce (e sta per “ristrutturare”) la centrale a carbone di Vado Ligure. Una centrale che ha recentemente ottenuto l’Aia dal Ministero dell’Ambiente ma che, giura l’azienda, verrà riconvertita ancora più pesantemente di quanto l’Autorizzazione integrata ambientale imporrebbe.

Mezzo impianto, infatti, verrà trasformato a carbone con tecnologia “USC”, ultra super critica. Che sta, più o meno, per “supercalifragilistichespiralidoso” visto che carbone era e carbone resta, con tutto il contorno di emissioni di CO2 e polveri sottili.

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Sciopero a Fiumesanto per le perdite di petrolio dalla centrale E.ON

pubblicato da Peppe Croce

Sono in sciopero da tre giorni gli operai della centrale termoelettrica E.ON di Fiumesanto, in provincia di Sassari. Chiedono all’azienda di chiudere per sempre i due gruppi a olio combustibile della centrale e di convertirli a carbone. Dicono, ovviamente, “carbone pulito“. Con gli operai ci sono tutti i sindacati maggiori: Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uilcem-Uil.

La richiesta di riconversione della centrale non è di questi giorni, ma si è fatta molto più pressante dopo il disastro ambientale causato dallo sversamento in mare di una gran quantità di combustibile destinato alla centrale, che ha causato una piccola marea nera con ripercussioni molto serie anche sull’economia locale, la pesca e (tra qualche mese) il turismo.

Buona parte della politica locale è concorde con l’ipotesi di riconversione: la presidente della Provincia Alessandra Giudici e i sindaci di Sassari e Porto Torres, Gianfranco Ganau e Beniamino Scarpa, hanno inviato una lettera al ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani per chiedere l’immediato avvio della realizzazione dei gruppi a carbone da parte della multinazionale tedesca E.On.

Dalla loro parte, però, politici operai e sindacalisti non avranno certamente gli ambientalisti: l’opzione del carbone non è percorribile sia per via del pulviscolo che per l’impatto sul clima di questo combustibile fossile. La centrale di Fiumesanto, infatti, è stata già oggetto di un blitz di Greenpeace nel 2008.

Via | Ventirighe
Video | Youtube

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La Prestigiacomo ha deciso: la centrale a carbone di Saline Joniche si farà

pubblicato da Peppe Croce

La Prestigiacomo ha deciso: la centrale a carbone di Saline Joniche si farà

Il Ministero dell’Ambiente, guidato da Stefania Prestigiacomo, alla fine ha deciso di concedere la Via alla centrale termoelettrica a carbone di Saline Joniche, in Calabria. Il progetto, proposto dalla Sei (una controllata della svizzera Repower) aveva avuto qualche difficoltà durante la prima analisi al Ministero tanto che, nel febbraio scorso, la Commissione Via chiese tempo per decidere.

Qualche mese è passato e, adesso, la Sei intasca il risultato e si dichiara soddisfatta. In una nota riportata da Energia24 l’azienda ribadisce la bontà del suo progetto:

Riteniamo che tale approvazione confermi la validità del progetto Sei e ne sancisca definitivamente la piena sostenibilità dal punto di vista del rispetto dell’ambiente e della salute. Questo passaggio premia la scrupolosità e la serietà con cui la centrale è stata progettata, nel pieno rispetto dei vincoli ambientali e con un deciso orientamento all’utilizzo delle tecnologie più all’avanguardia nel settore

La centrale, a regime, emetterà qualcosa come 7 milioni e mezzo di tonnellate di CO2 all’anno nonostante le roboanti affermazioni sul “carbone pulito” pervenute, negli scorsi mesi, dall’azienda. L’impianto, infatti, è “predisposto” per essere affiancato da un sistema di Carbon Capture and Storage (CCS), cioè da un sistema che sequestra la CO2 prima di mandarla al camino.

Leggendo bene il progetto, però, si apprende che “predisposizione” non vuol dire “adozione”: il CCS, infatti, se mai verrà installato sarà solo sperimentale e per una piccola parte dei fumi prodotti. Scontata, per questo, la reazione negativa alla Via da parte di numerose associazioni ambientaliste che, già a febbraio, avevano criticato aspramente il fatto che a concedere la Via alla centrale di Saline Joniche sarebbe stata la stessa commissione già indagata per la Via ad un altro impianto a carbone: quello di Porto Tolle in provincia di Rovigo.

Via | Sei, Energia24
Foto | Sei

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Il fascino del carbone: la strana riconversione della centrale Enel di Rossano

pubblicato da Peppe Croce

Il fascino del carbone: la strana riconversione della centrale Enel di Rossano

Mentre tutta Italia viaggia verso la conversione delle vecchie centrali elettriche, trasformandole in impianti a ciclo combinato a gas naturale, l’Enel in Calabria decide di puntare tutto sul carbone. Ma, poichè non ha il coraggio di dirlo, parla di “policombustibile”.

E, per policombustibile, Enel intende carbone (pulito, che te lo dico a fare…), gas naturale, biomassa e solare termodinamico. Tanta roba, per una centrale sola e, come al solito, il diavolo è nei dettagli: quanto carbone e quanto tutto il resto?

Secondo Legambiente e il comitato del no si parla di almeno l’80% di carbone. Poli mica tanto, quindi…

Ma la cosa più strana di questa faccenda è che la centrale di Rossano ha già subito una riconversione negli anni passati: nel 95-96, infatti, quattro degli otto gruppi produttivi (per un totale di circa 450 MW) sono stati convertiti a gas naturale. Con gli altri quattro gruppi già a metano si arriva ad un totale di 1.700 MW.

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Porto Tolle: firmato l'accordo per la conversione a carbone. Decine di milioni di euro in royalties per gli enti locali

pubblicato da Peppe Croce

Enel e Regione Veneto hanno firmato l'accordo per la conversione a carbone di Porto TolleEnel e Regione Veneto hanno trovato l’accordo: la centrale termoelettrica ad olio combustibile di Porto Tolle, in provincia di Rovigo, sarà convertita a carbone. L’intesa è stata trovata sabato scorso e i dettagli sono stati ampiamente illustrati dalla Regione in un articolato comunicato stampa.

La potenza della centrale verrà ridotta dagli attuali 2.640 megawatt a 1.980 (si elimina una sezione produttiva su quattro) con un investimento totale da parte di Enel di circa due miliardi e mezzo di euro per cinque anni di lavori. A parte il lato strettamente produttivo, però, è molto interessante mettere a confronto il modo in cui la Regione Veneto, da una parte, ed Enel, dall’altra, descrivono l’accordo. L’azienda punta tutto sulle tecnologie impiegate e sui posti di lavoro:

L’impianto sarà secondo le tecnologie più avanzate, che riducono le emissioni nocive ben al di sotto delle soglie di legge più severe, più di quelle già ridotte della centrale di Civitavecchia. Parallelamente sarà avviata la progettazione dello stoccaggio di anidride carbonica in impianti metaniferi dismessi, che rientra nei due progetti comunitari per cui l’Enel ha ricevuto un finanziamento Ue. Questo investimento di 2,5 miliardi di euro, con 700 posti di lavoro a regime e punte massime di 3.500 lavoratori in cantiere per 5 anni porterà anche opportunità per la ricettività e i servizi commerciali

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In Francia viene inaugurato un impianto per la cattura e il sequestro di CO2

pubblicato da Simone Muscas

Emissioni di CO2La cattura e il sequestro di CO2 diventano sempre più realtà. All’inaugurazione di uno di questi impianti in Germania (di cui Ecoblog riportò notizia qualche tempo fa) ne è infatti seguita un’altra nei giorni scorsi, questa volta in Francia. L’impianto transalpino, di proprietà del gruppo Total, è stato inaugurato tre giorni fa a Lacq, nella regione dei Pirenei, alla presenza di alcune fra le più importanti cariche del governo francese.

Lo stabilimento pilota dal punto di vista tecnologico ha la capacità di stoccare a 4.500 metri di profondità (un giacimento di gas esurito) circa 150.000 tonnellate di CO2. I responsabili dell’iniziativa si affrettano a sottolineare come al momento si tratti di un impianto sperimentale, ma si dicono speranzosi sul fatto che questo possa poi rivelarsi un interessante banco di prova su cui costruire una soluzione per aprire nuovi scenari futuri.

Di questi scenari, metterei l’accento soprattutto su quello economico. Questo in considerazione delle dichiarazioni del Ministro francese Letard.il quale ha spiegato come il potenziale di mercato, per ciòo che lei stessa definisce uno “strumento ecologico”, possa rappresentare circa 600 miliardi di euro nel 2030.

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Lindsay Graham, senatore repubblicano dice a Obama:"Usiamo il carbone e io voterò per la legge sui cambiamenti climatici"

pubblicato da Marina

Lindsay Graham è un senatore repubblicano eletto in South Carolina che da almeno un paio di giorni sta tenendo banco sui media americani con una richiesta al Presidente Obama:

Non voterò per nessun progetto di legge sui cambiamenti climatici che non permetta un notevole aumento di potenza nucleare. Non ho intenzione di votare per qualsiasi progetto di legge sui cambiamenti climatici che non ci consente di utilizzare i nostri giacimenti di carbone.

Ebbene sì, il Senatore Graham pone un veto all’ammissione della Acesa - The American Clean Energy and Security Act anche conosciuta come Boxer-Kerry, legge che dovrebbe porre molti limiti all’uso del petrolio e introdurre fonti rinnovabili per l’approvvigionamento energetico. Vale la pena ricordare che tra le fonti rinnovabili viene inclusa anche l’energia nucleare e il carbone pulito anche se in percentuali abbastanza ridotte.

Mr. Obama è reduce da un Nobel per la pace ricevuto, diciamo così, sulla parola e la Legge Boxer-Kerry, avallata anche dal Segretario all’energia Steven Chu (Nobel per meriti assodati) per essere approvata necessiterebbe di oltre 60 voti su 100. Ebbene il senatore Graham fa sapere che probabilmente senza il suo voto questa soglia non potrà essere superata. Giochi di lobby, per carità, a cui l’America è abituata. Però l’uscita del senatore Graham è una bella gatta da pelare per Mr. Obama che a poche settimane dalla conferenza internazionale di Copenaghen sul clima contava di protare qualcosa in più che delle promesse.

Via | Rawstory

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Un minerale per assorbire le emissioni di anidride carbonica

pubblicato da eymerich

Se le emissioni di anidride carbonica fossero l’unico problema insito nel ricavare energia bruciando carbone, o altre fonti fossili, questa scoperta potrebbe portarci a un punto di svolta nelle tecnologie di riduzione e stoccaggio delle emissioni inquinanti (il cosiddetto “carbone pulito”).

Si dà il caso, infatti, che secondo uno studio pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences da dei ricercatori della Columbia University, un minerale chiamato Peridotite, che normalmente è situato nel mantello della crosta terrestre ma che talvolta si ritrova in superficie, potrebbe venire utilizzato per assorbire le emissioni da combustione di fonti fossili.

Che questa Peridotite assorbisse naturalmente CO2 quando esposta all’aria per qualche tempo, era cosa conosciuta, ma ciò che i ricercatori della Columbia University non sapevano erano gli altissimi livelli di assorbimento.

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Carbone Pulito

pubblicato da Gianluca Pezzi

carbone pulitoLa Regione Sardegna intende mantenere una quota di produzione di energia da carbone ma a “bassi costi di produzione, con l’utilizzo del carbone Sulcis e con l’ abbattimento delle emissioni inquinanti’’.

L’illustre comico genovese (Beppe Grillo n.d.r.) pur criticando come sempre l’Enel, sosteneva senza tante perifrasi: “Sono per il carbone che inquina meno del petrolio”. E all’allibito Severgnini che obiettava “A Londra è vietato bruciare carbone che aveva conciato la città da fare schifo”, replicava: “Perché non lo desolforavano”.

Basterebbe raddoppiare la quantità di energia elettrica generata con il carbone per ridurre la bolletta energetica di dieci miliardi di euro.

Queste sono solo alcune delle affermazioni contenute in Carbone Pulito, blog nel quale l’Enel cerca di chiarire il proprio punto di vista sulla questione.

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