Tutto ha un costo, anche ecologico. I cellulari, ad esempio, ne hanno uno in termini di emissioni di CO2 non indifferente: ogni anno il loro utilizzo in tutto il pianeta comporta l’immissione in atmosfera di circa 125 milioni di tonnellate di CO2.
Un solo minuto di telefonata con il cellulare, infatti, causa in media la produzione di 57 grammi di anidride carbonica. In confronto gli sms sono molto più ecologici e ancor di più lo sono le telefonate su linea fissa. Questo perchè, in realtà, non è la telefonata in sé a consumare energia, e quindi a produrre CO2, bensì l’esercizio e il mantenimento della rete telefonica stessa.
La rete mobile, infatti, è abbastanza avida di energia: ripetitori e centraline sono sparsi praticamente ovunque e consumano anche quando nessuno chiama. Succede anche per la rete fissa, ma i consumi sono assai inferiori: circa un terzo della rete cellulare.
La Helix Wind Corporation, una multinazionale dell’energia rinnovabile, ha rilasciato ieri alcune notizie sul suo progetto dedicato alle aziende di telecomunicazione, una turbina eolica che alimenta i ripetitori in zone remote del mondo e fa risparmiare sui consumi e sulle spese.
Le prime turbine di Helix saranno istallate negli USA e in Nigeria da Novembre 2009 in prova, ma l’azienda spera poi di poter espandere il progetto nei prossimi anni in altre nazioni africane.
Per conoscere il funzionamento delle turbine per i ripetitori di cellulari, ed ammirarne il design e la tecnologia, potete scorrere la gallery di foto.
via | designboom
Un gruppo di ricercatori del Disney’s Animal Kingdom in Florida ha studiato per la prima volta in maniera sistematica alcuni borbottii emessi dagli elefanti. Sono chiamate in infrasuoni, non udibili dall’orecchio umano, con frequenze tra i 13 e i 35 Hz che possono essere trasmessi ed uditi ad oltre un miglio e mezzo di distanza.
La scoperta di questo scambio di informazioni tra membri di un branco aiuta a comprendere meglio il motivo per cui riescono sempre a ritrovare la loro strada verso casa . Si conosceva la loro capacità di osservare e di ‘odorare’ i propri compagni anche da lunghissime distanze. Tuttavia sembra proprio essere questo sistema di comunicazione a far sì che gli elefanti sappiano con estrema facilita’ identificare il luogo di origine e riconoscere gli altri membri del branco.
Gli studiosi hanno seguito per alcuni mesi , utilizzando il GPS, cinque maschi adulti applicando loro un registratore e hanno potuto verificare che come una persona risponde ad una chiamata in entrata sul proprio cellulare, così gli elefanti che ascoltano un borbottio in distanza sono stimolati a rispondere con un suono simile, e lo sono ancora di più se c’e’ una parentela o amicizia con chi chiama. E’ stato anche scoperto che in diversi casi gli elefanti volontariamente non rispondono ad alcune chiamate, forse provenienti da interlocutori non proprio benaccetti e gli studi futuri del team di ricercatori verteranno proprio nel cercare di capire perche’ gli elefanti non rispondono ad alcune ‘noiose’ chiamate …In attesa dell’esito della ricerca, chi puo’ biasimarli?
Foto|Flickr.com
Via|Dsc.discovery.com

Questa tenda che vedete qui sopra, rechargepod, è in realtà una stazione per ricaricare cellulari, (ma anche tutti quegli apparecchi elettrici che ci portiamo dietro per ogni comodità). E debutta tra poche ore al Festival di Glastonbury (dal 27 al 29 giugno) e sarà in grado di ricaricare 100 cellulari all’ora. La stazione di ricarica funziona grazie ad un mulino a vento e a pannelli solari che catturano tutta l’energia possibile.
Foto | gotowind
Non è la prima volta che parliamo di come riciclare i telefonini. Grazie all’operazione “Il tuo telefonino ha ancora tanta energia”, i cellulari più vecchi che magari non utilizziamo più, verranno riciclati e rigenerati.
Il ricavato del progetto, promosso da Vodafone, Enel e Legambiente, verrà utilizzato per realizzare impianti fotovoltaici nelle scuole italiane.
Come essere parti attive dell’iniziativa? Se avete un telefonino che non utilizzate, portatelo in uno dei negozi Vodafone One oppure in una delle tappe del Vodafone Recycling Tour: vi verranno date in cambio 3 lampadine Enel.si a basso consumo.
Dal comunicato stampa:
La raccolta e la rigenerazione dei telefoni sono a cura di Primatech Service mentre Enel si occuperà dell’installazione dei pannelli fotovoltaici con Enel.si. Ogni impianto fotovoltaico installato produrrà mediamente oltre 7 mila kilowattora all’anno, consentendo quindi alla scuola di risparmiare sulla bolletta e riducendo l’emissione in atmosfera di circa 5 tonnellate di CO2 all’anno (pari all’anidride carbonica emessa da un’auto che percorre 1100 km o dal consumo di 3 barili di petrolio).
Foto | Flickr
In seguito alle numerose critiche di Greenpeace, Steve Jobs decide di mantenere le promesse: la Apple ha annunciato che smaltirà gratuitamente i nostri vecchi telefonini, facendosene carico al 100% e rispettando tutte le norme di legge.
L’iniziativa è valida solo negli Usa, ma bisogna rendere merito all’azienda di Cupertino che ha stabilito di non far distinzione di modello, marca e stato di conservazione. Sarà sufficiente che l’utente, dopo aver compilato questo modulo, si rechi nel più vicino ufficio postale e invii tutto a carico della Apple.
Nel 2008 Steve Jobs ha messo in campo diverse iniziative a favore dell’ambiente. Sarà sufficiente la riduzione degli imballaggi del Macbook Air per far stare tranquilli gli attivisti di Greenpeace? Ad ogni modo quest’iniziativa è una soluzione per rimediare (in parte) al problema del bromo nell’Iphone: se la Apple la diffonderà abbastanza smaltendo diverse tonnellate di cellulari, potrebbe facilmente esser co-finanziata da altri partner, visto il buon ritorno d’immagine, tutto a favore dell’ambiente.
Via | Melablog
Si chiama “remade” nasce in casa Nokia, ed è fatto di materiali interamente riciclati. Olli-Pekka Kallasvuo mobile’s chief executive del gigante finlandese di telefonia, durante il suo discorso al Congresso Mondiale a Barcellona, ha tirato fuori dalla sua tasca un telefono argentato, e ha detto: “Ecco cosa si può fare. Per il momento è solo un idea e non posso ancora telefonare, ma offre un quadro del nostro modo di pensare e di quanto siamo in grado di interpretare le nuove realtà.”
Nokia, che ha prodotto quattro su 10 dell’oltre miliardo di cellulari venduti in tutto il mondo l’anno scorso, crede nel progetto “Remade” che è stato presentato al mondo per la prima volta.
Il telefono si presenta con un involucro in metallo un po’ ondulato e un po’ liscio, realizzato da lattine riciclate, così come anche i componenti elettrici.
Via | The Guardian
Incorporare i telefonini dotati di GPS nei sistemi di controllo del traffico, questo l’obiettivo di un esperimento che ha coinvolto 100 auto sulla I-880 nei pressi dell’Università di Berkeley. I sistemi basati su GPS, con una precisione di metri ed una stima accurata di velocità anche molto basse, possono essere impiegati in modo molto diverso dai sistemi attuali, che necessitano di sensori, radar e videocamere, sono molto costosi e vengono usati solo per brevi tratte autostradali.
Incorporando l’informazione dei telefonini, secondo i ricercatori, diviene possibile misurare ben altro che non la velocità media in un tratto di strada, con applicazioni che spaziano dagli incroci strategici nelle città, alle condizioni di guida o agli incidenti sulle strade rurali. L’esperimento è servito a valutare non solo l’efficienza della raccolta dei dati, ma anche il giusto compromesso tra precisione di stima del traffico, privacy e costi.
La ricerca è appena iniziata, ma già si pensa ai prossimi esperimenti, che si estenderanno a migliaia di auto, non tutte simultaneamente sulla strada, e su tragitti reali. Per la privacy, non dovrebbero esserci problemi: il conducente può staccare il GPS del cellulare in ogni momento; inoltre, il sistema dissocia immediatamente il numero di telefono dal dato sulla posizione, che viene combinato col flusso di dati aggregati e criptati.
Via | UC Berkeley
Foto | Michael L
Da 200 cellulari si può recuperare abbastanza oro per farne un anello. La vita media di un telefono cellulare negli Stati Uniti e’ di 18 mesi, passati i quali il telefono (spesso ancora perfettamente funzionante) viene sostituito da un nuovo esemplare. Molti cellulari usati diventano RAEE, altri, per fortuna, vengono riciclati.
E’ partita una serie di filmati disponibili su YouTube sul ciclo di vita di alcuni beni di consumo come i cellulari. A produrla sono gli esperti di Inform, attivi da oltre 30 anni negli USA nel campo della comunicazione sociale e ambientale.
Via | The Secret Life series
“Non buttare il tuo vecchio cellulare, spediscilo gratuitamente e aiuti Medici senza frontiere” questo è lo slogan della CuorePhone, l’iniziativa per contribuire ai progetti di Medici Senza Frontiere, da sempre attiva a sostegno delle popolazioni in crisi.
L’operazione da compiere è semplice: si prende il vecchio cellulare (o al massimo 3), si imbusta in un’apposita confezione fornita dall’ente organizzatore dell’iniziativa e si spedisce (il caricabatteria non serve). I telefonini dovranno essere tutti usati ma funzionanti, oppure come spiegano nelle faq, dovranno presentarsi in buono stato esteriormente.
L’azienda austriaca Adler, specializzata nella raccolta e nel riciclaggio/ricondizionamento di cartucce esauste per stampanti e di vecchi cellulari, nel rispetto delle normative europee raccoglie, ripara e vende telefoni cellulari usati dei privati e devolverà come contributo di solidarietà a Medici Senza Frontiere da un minimo di 0.50 centesimi a 3 euro, a seconda del modello. Con 3 euro si aiuta MsF a somministrare del cibo iperproteico per la riabilitazione di un bambino dopo una malattia infettiva.
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