Ospitiamo post e video di Stefano Marzola, appassionato di motori (anche quelli più eco-friendly), nonché collega di Autoblog e Motoblog, che ha partecipato per Ecoblog all’inaugurazione dell’impianto fotovoltaico nel centro di assemblamento Lamborghini di Sant’Agata Bolognese.
Al di sotto di quel tetto, si assemblano supercar fra le più blasonate al mondo. Al di sopra di quel tetto si produce energia elettrica. Ecco l’impianto fotovoltaico installato presso la sede di Lamborghini Automobili di Sant’Agata Bolognese, il più grande tetto a pannelli solari di tutta la regione Emilia Romagna. Insieme ad altri interventi (coibentazione del tetto, domotica, etc) consentirà una riduzione delle emissioni di CO2 del 30%, pari a oltre 1067 tonnellate all’anno. Oltre all’avvio dell’impianto fotovoltaico, che fruisce degli incentivi del 55%, la giornata di ieri (giorno dell’inaugurazione) è servita anche per consegnare una promessa, un’ulteriore riduzione del 20% delle emissioni di CO2.
L’impianto è stato realizzato da Gestamp Asetym Solar sl,Sinergia Sistemi SpA e ha una potenza complessiva di 1,4 Megawatt (MW) con una produzione di energia per 1.582 Megawattora (MWh) per anno, equivalenti a una riduzione del 20% delle emissioni di CO2.
Un altro 10% di riduzione delle emissioni è ottenuto tramite l’isolamento termico dell’intera copertura dello stabilimento produttivo, l’introduzione della domotica per gli impianti di illuminazione e riscaldamento, e per finire, l’utilizzo di destratificatori per aria calda. Un counter, posizionato all’ingresso dell’azienda, riporterà in tempo reale i kilowattora di energia elettrica prodotti ed il risparmio effettivo di kilogrammi di CO2.
Per ora niente ibride anche se in Lamborghini stanno lavorando alla riduzione delle emissioni per le supercar (motori a 10 e 12 cilindri con potenze fino a 670 cavalli e fino a 480 g/km di CO2) e tutt’al più si potranno avere miglioramenti nel rapporto peso-potenza grazie allo studio sui materiali.
La Provincia di Ascoli Piceno, l’APA (Associazione Provinciale Allevatori) e l’azienda “Isolana” di Prato sono tra i promotori di una iniziativa interessante dal punto di vista energetico, utilizzando la lana prodotta nell’ascolano come materiale isolante. Insomma un vero e proprio cappotto per coibentare le nostre case.
L’uso di questo materiale non è nuovo, tuttavia l’assessore provinciale alle Attività Produttive Avelio Marini sostiene l’iniziativa anche perchè quel prodotto così nobile e dalle importanti caratteristiche andrebbe perduto; in questo modo invece si recupera una risorsa e si da’ respiro ai produttori che possono continuare con attività tradizionali del luogo.
I pannelli prodotti hanno ottime caratteristiche: oltre alla coibentazione sono infatti impermeabili, poco soggetti alla formazione di muffe, microorganismi e roditori, presentano una buona capacità fonoassorbente e sono resistenti al fuoco; il prezzo infine è basso e tale da rendere questo prodotto competitivo con altri materiali impiegati.
Via | GoMarche.it
Foto | thingermejig
Recentemente l’Australia prima e l’Inghilterra poi hanno emanato delle norme volte al risparmio energetico ed alla coibentazione degli edifici per cercare di risollevare da un lato la crisi economica imperante e dall’altro il raggiungimento degli impegni presi a Kyoto.
In Australia è stato previsto l’isolamento gratuito per 2,2 milioni di case con una riduzione di gas pari a quasi 50 milioni di tonnellate al 2020. In Inghilterra invece il numero delle case sarebbe ancora maggiore, raggiungendo quota 7 milioni di abitazioni, azione che è stata comparata con la storica riconversione degli anni 60-70 in cui si passò al riscaldamento a gas.
Imbarazzante provare a paragonare la situazione italiana in materia: un paese costretto a manifestare affinchè i precedenti impegni venissero rispettati e per cancellare il silenzio-diniego. Imbarazzante anche se parliamo del protocollo di Kyoto e del punto in cui il paese si trova. La buona notizia è che si stanno finanziando azioni volte al risparmio energetico; ci vogliono anni, ma spesso e volentieri il tempo ci da ragione.
Via | The Canberra Times e guardian.co.uk
Foto | thingermejig
Abbiamo parlato qualche giorno fa dell’isolamento termico e acustico degli edifici come azione buona e giusta per aiutare il clima e le nostre tasche in occasione del lancio della Settimana Amica del Clima (che vede oggi la Giornata dell’isolamento termico con più di 200 banchetti informativi in tutta Italia).
Vediamo ora nel dettaglio cosa la Campagna Isolando ci suggerisce di fare e i passi da compiere per arrivare a sistemare come si deve la nostra casa. Niente di trascendentale, sono pochi semplici passi.
Si comincia, come quando si affronta una “malattia”, da un check up dello stato di salute della nostra casa. Ovvero, chiamate un professionista specializzato (architetto, ingegnere, geometra o termotecnico qualificato in materia e iscritto all’albo di competenza) che venga con tutte le strumentazioni adatte a fare il bilancio energetico di casa, per individuare i consumi, le dispersioni, infiltrazioni, spifferi, fonti di calore, esposizioni al sole etc.
Continua a leggere: Giornata dell'isolamento termico degli edifici: come fare?
Ricorda un po’ la soluzione che adottavano i nostri nonni durante l’inverno, quando usavano la bici per andare a lavorare: mettere un giornale sotto il giubbotto per isolarsi dal freddo. Medesima soluzione ideata per coibentare le case anche in fase di ristrutturazione: insufflare nelle pareti cellulosa.
E’ questa, in pratica, la soluzione adottata da Piero e Carla che grazie ad una ditta specializzata hanno coibentato le pareti di casa con la cellulosa derivata da carta riciclicata e trattata con sali di boro che la rendono inattaccabile da insetti, muffe e topi e ininfiammabile; è igroscopica (assorbe fino al 30% di umidità restituendola poi lentamente all’ambiente) , non produce fumi tossici in caso di incendio, è elettricamente neutra ed anche isolante acustico.
La posa del materiale isolante è avvenuta, a casa di Piero e Carla, in 4 ore circa ad un costo ragionevole. E voi avete esperienza di coibentazione ecologica ed efficiente?