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Tutti gli articoli con tag coralli

Vivaio per coralli

pubblicato da Marina

Vivaio per coralli Per preservare i coralli corno di cervo dall’estinzione e per sostenerne, al contrario la ripopolazione, l’organizzazione TNC - The Nature Conservancy ha installato 14 vivai sottomarini.

Le nursery sono state poste a qualche metro sotto le acque oceaniche tra la Florida e le Isole Vergini e l’obiettivo è andare a ripiantare i coralli ottenuti nel reef delle barriere coralline. Il progetto è nato dalla collaborazione con la Nova Southeastern University, la Coral Restoration Foundation e la Florida Fish et la Wildlife Conservation Commission.

Vivaio per coralli
Vivaio per coralli Vivaio per coralli Vivaio per coralli

Via | MaxiSciences
Foto | Crédit : Liz Larson /Nova Southeastern University

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Partire dalla Calabria per riscrivere i libri di biologia marina

pubblicato da missunderstanding

corallo nero calabria
In seguito alle scoperte di nuove specie nei fondali calabresi, nell’ambito del progetto per la salvaguardia e la tutela della biodiversità marina, l’assessore regionale all’ambiente Greco ha sostenuto che:

I fondali del Mediterraneo sono tutti da scoprire. In particolare quelli della Calabria che presentano alcune varietà che ci inducono a riscrivere i libri di biologia marina.

Durante le ultime ricerche sui fondali calabresi sono stati ritrovati esemplari nuovi e sconosciuti di fauna marina, che portano a considerare con maggiore attenzione la qualità e la ricchezza del basso Tirreno. Tra Pizzo Calabro e Lamezia sono stati individuati banchi di corallo nero di una rarissima specie, la Antipathes dicotoma. Inoltre, è stata segnalata anche la presenza del corallo nero Parantipathes laryx, specie ancora più rara, mai vista nei mari della Calabria e segnalata raramente in tutto il Mediterraneo.

Nel corso delle ricerche, oltre ai coralli, sono stati scoperti spugne, molluschi e conchiglie, alcuni dei quali mai segnalati nei mari italiani. La campagna, promossa dall’Ispra, ha permesso l’esplorazione di 50 siti rocciosi da cui sono state tratte 5000 fotografie e circa 70 ore di filmati che illustrano la ricchezza in termini di biodiversità dei fondali calabresi.

Foto | Flickr

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Stop alla pesca a strascico in tutto il Salento

pubblicato da missunderstanding

pesca strascicoDa stamattina nelle acque del Salento vige il divieto di pescare a strascico o volante per tutti i pescherecci iscritti nei compartimenti marittimi di Taranto, Gallipoli e Brindisi, ovvero per tutta l’area del tacco d’Italia. La norma entra in vigore nello stesso giorno in cui tornano a pescare i pescherecci della parte Nord dell’Adriatico, quelli registrati nei compartimenti marittimi di Bari, Molfetta e Manfredonia.

L’ordinamento, firmato dal sottosegretario alle Politiche Agricole e Forestali Buonfiglio, è entrato in vigore per proteggere gli ecosistemi dell’ambiente marino, delicati e indispensabili per il patrimonio biologico del basso Adriatico e dello Ionio, della cui fragilità avevamo già parlato.

La pesca a strascico è particolarmente invasiva nei confronti dell’ambiente marino: le reti distruggono e asportano qualsiasi cosa incontrino, tra cui pesci, coralli, invertebrati, alghe, e la pratica è dannosa nei confronti di ecosistemi complessi, che difficilmente possono essere reimpiantati. Anche se l’interruzione di un mese non sembra abbastanza per compensare tutto ciò che viene distrutto nei restanti undici.

Foto | Flickr

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Record di alte temperature per gli Oceani a luglio

pubblicato da missunderstanding

ocean warming

Environment360, la rivista dell’Università di Yale ci riporta i tristi dati circa il record delle temperature toccate dagli oceani nel mese di luglio, le più alte che 130 anni di dati abbiano registrato secondo l’agenzia statunitense sul Clima.

Le temperature degli oceani del mese di luglio - di media 17°C - sono state di 1,1°F più calde rispetto alla media di tutto il XX secolo. L’innalzamento è dovuto al riscaldamento globale e al ciclo climatico di El Nino nel Pacifico.

Inusuali innalzamenti delle temperature sono stati registrati dal Golfo del Messico all’Artico, dove la temperatura in certe zone è stata trovata anche di 10°F superiore alla media. Il Mar Mediterraneo è stato di 3 gradi più caldo rispetto alla norma, così come l’Oceano Indiano. La preoccupazione, oltre che per gli oceani e le conseguenze che l’innalzamento della temperatura delle acque ha sul riscaldamento globale, è rivolta all’ecosistema marino e all’imminente scomparsa dei coralli.

Foto | Flickr

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Il Cimitero dei Coralli

pubblicato da missunderstanding

cimitero coralli

Il Cimitero dei Coralli è una campagna pubblicitaria che mira a salvare la barriera corallina del Mar Rosso, a partire dall’elenco delle barriere coralline distrutte, rappresentate dalle lapidi galleggianti.

Settantacinque lapidi galleggianti nel mare, ognuna con il nome della barriera distrutta, sono lo spettacolo che i turisti della spiaggia Nord del Mar Rosso si sono trovati di fronte. La campagna è diretta a loro, perché prendano coscienza del patrimonio che hanno sotto le pinne e contribuiscano a non fare altri morti.

La barriera corallina del Mar Rosso viene distrutta a velocità impressionante e il 70% è ormai morto, senza che né l’opinione pubblica né i turisti se ne rendano conto. L’israeliano Green Party e l’agenzia DraftFcb mostrano al mondo quanti sono stati i morti, sperando che i vivi salvino i vivi.

via | scaryideas

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Nasce il centro recupero animali marini dell'Adriatico

pubblicato da missunderstanding

cetacei tartarughe adriatico

Mentre nel mar Ionio si scoprono banchi di coralli bianchi, nell’Adriatico ci si occupa della salvaguardia e della tutela degli animali marini, dando vita ad un centro di recupero e divulgazione specializzato. Ad opera della Fondazione Cetacea nasce a Rimini Adria, uno spazio dedicato al mare Adriatico ed ai suoi abitanti, aperto al pubblico.

Il centro Adria ospita al suo interno l’Ospedale delle Tartarughe, un’area del centro di recupero con una vasca di riabilitazione da 15.000 litri e sviluppa progetti di monitoraggio sui cetacei già avviati dalla fondazione Cetacea in collaborazione con Università italiane e straniere. L’Adriatico e i suoi abitanti sono in mostra nell’esposizione “Vita in Adriatico”, dedicata alle diverse specie e nel percorso fotografico “I Colori dell’Adriatico”.

Interessante è anche l’allestimento “Un mare da salvare” che espone coralli, affidati al centro Adria a scopo didattico, dopo essere stati sequestrati dal Corpo Forestale dello Stato.

Foto | Flickr

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I coralli di Tahiti testimoniano l'aumento della velocità di scioglimento dei ghiacci

pubblicato da missunderstanding

barriera corallina innalzamento dei mariL’analisi dei coralli fossili di Tahiti dimostra che le lastre di ghiaccio si sciolgono molto più velocemnente di quanto ipotizzato e fornisce una valutazione delle variazioni dell’innalzamento dei mari avvenute alla fine dell’ultima glaciazione. Perchè un’isola tropicale? Tahiti è un’isola vulcanica che si trova nell’Oceano Pacifico, distante da regioni che hanno subito glaciazioni in epoche passate e l’analisi della barriera corallina fornisce un archivio delle variazioni del livello del mare degli ultimi 20.000 anni, perchè i coralli sono sensibili ai cambiamenti climatici.

Lo studio, guidato dall’Università di Oxford, pubblicato su Science di Aprile, mostra come lo scioglimento dei ghiacci sia avvenuto a ritmi più veloci di quanto fino ad oggi supposto. Anche lo stupore di Alex Thomas, del Dipartimento di Scienze della Terra di Oxford, conferma la scoperta: “La velocità con cui lo scioglimento è avvenuto è stupefacente e altrettanto incredibile è la quantità di ghiacci implicata. Stiamo parlando di lastre di ghiaccio che più di 137.000 anni fa ricoprivano la superficie di Canada e USA, spessi più di 5km, che sono semplicemente scomparsi”.

I coralli fossili sensibili ai cambiamenti climatici sono stati analizzati e datati con una tecnica all’uranio: i dati relativi alle tempistiche mostrano che lo scioglimento di ghiacci è avvenuto in maniera più veloce di quanto fino ad oggi pensato relativamente all’ultima glaciazione e ciò significa che la Terra non è pronta, né preparata alla velocità di fluttuazione e scioglimento delle lastre di ghiaccio.

via | ScienceDaily

Foto | Flickr

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Scoperta a Scilla la più grande foresta di corallo nero

pubblicato da Marina

Corallo nero La più grande foresta al mondo di corallo nero composta da circa 30mila colonie ad una profondità tra i 50 e i 110 metri, si trova nel mare di Calabria, nei fondali di Scilla e la scoperta ha creato entusiami un po’ in tutto il mondo scentifico.

Infatti, mentre nel resto del mondo i coralli rischiano di scomparire a causa dei cambiamenti climatici, in Calabria sembrano aver trovato un habitat ideale.

La scoperta è emersa dopo un monitoraggio legato al progetto di ricerca sulla biodiversità marina ad opera degli studiosi dell’ Ispra -Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ex Icram) mentre i fondali sono stati sondati grazie a “Rov”, un robot sottomarino in grado di eseguire analisi, foto e video.

Continua a leggere: Scoperta a Scilla la più grande foresta di corallo nero

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Barriere coralline a rischio per l'acidità delle acqua

pubblicato da PiccoloSocrate

Coral Reef

Spettacoli della natura creati con il passare del tempo, i coralli sono tanto colorati quanto a rischio d’estinzione per l’acidità delle acque: questo è quanto emerge dalla Dichiarazione di Honululu della settimana scorsa. Dopo il problema del riscladamento terrestre i delicatissimi ecosistemi delle barriere coralline, già ampiamente devastati dall’uomo, stanno morendo perchè cambiano le caratteristiche del loro habitat naturale.

La composizione dell’acqua degli oceani sta cambiando troppo velocemente a causa dell’eccessivo diossido di carbonio presente nell’atmosfera e i coralli, sentinelle dell’ecosistema sono i primi ad avvertirci del problema. Negli ultimi due secoli gli oceani hanno inghiottito qualcosa come 525 mila miliardi di tonnellate di carbonio, che combinate con l’aumento delle temperature hanno comportato seri cambiamenti per l’acqua.

L’acidità corrode le formazioni di coralli e ne pregiudica l’esistenza. L’obiettivo di lungo periodo per salvaguardarli è quindi stabilizzare le emissioni e ridurle costantemente mentre nel breve/brevissimo trovare e alimentare i coralli più resistenti per permetterne la sopravvivenza.

Le barriere coralline sono da preservare non solo per i loro “abitanti”: non dimentichiamoci che svolgono un servizio di protezione costiera dalle onde e dalle tempeste, forniscono cibo, materie prime per i prodotti farmaceutici e considerevoli opportunità di lavoro per le popolazioni locali.

Via | Enn

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Buone notizie per la riserva Dry Tortugas

pubblicato da simona

Un team di 38 ricercatori subacquei provenienti da vari istituti quali l’Università di Miami, Rosenstiel School of Marine and Atmospheric Science, NOAA Fisheries Service, Florida Fish and Wildlife Conservation Commission, il National Park Service, REEF e l’Università del North Carolina a Wilmington, ha recentemente completato con successo un censimento biennale per misurare come le condizioni di protezione adottate dalla Florida Keys National Marine Sanctuary’s Tortugas Ecological Reserve e Dry Tortugas National Park’s Research Natural Area stiano effettivamente aiutando l’ecosistema regionale a venir fuori da decenni di pesca spropositata e cambiamenti ambientali.

L’area interessata ricopre dal 2001 ben 151 miglia quadrate nautiche, zona conosciuta per le sue barriere coralline, pesci, squali, aragoste e altre forme di vita marine.

Fortunatamente il rapporto consegnato quest’anno dal team ha potuto documentare cambiamenti positivi nella qualità dell’habitat di questa regione ed inoltre un abbondanza di pesce che non si vedeva dal 2004 (periodo successivo al passaggio dei 6 più potenti uragani). Il rapporto completo della spedizione si avrà a settembre 2008.

Via | ScienceDaily.com
Foto | Flickr

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