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Tutti gli articoli con tag desertec

Algeria, si concretizza il DESERTEC con l'accordo con Sonelgaz

pubblicato da Marina

Sonelgaz

E’ stato firmato pochi giorni fa a Bruxelles un Mou, Memorandum d’intesa, per concretizzare ulteriormente il progetto DESERTEC che prevede l’esportazione di energia solare dall’Africa del Nord e Medio Oriente in Europa. A impianti completati, dall’altra sponda del Mediterraneo giungeranno in Ue 10giga watts di energia. L’accordo è stato raggiunto dalla Sonelgaz società statale in Algeria e già un pioniere nell’ibrido solare/gas nella regione MENA (Medio Oriente e Nord Africa) e DII Desertec Industrial Initiative

Ha detto Youcef Youfsi Ministro algerino per l’energia:

Entro il 2030, circa il 40 per cento della produzione di energia elettrica per il consumo nazionale verrà da energia rinnovabile.

Via | AlgerieCity, GreenProphet
Foto | GreenProphet

Alla Banca Mondiale non piace l'energia nucleare

pubblicato da Marina

Energia, alla banca mondiale piacciono le rinnovabili

La Banca Mondiale esprime tutto il suo interesse per le energie rinnovabili. Almeno in Africa e Arabia Saudita. E annuncia che non finanzierà centrali nucleari. Ma andiamo per tappe e partiamo dalla conferenza stampa tenuta lo scorso 25 dicembre a Il Cairo.

Come riporta Fastcompany:

Alla conferenza stampa nella sede del Cairo della Banca Mondiale di sabato 25 dicembre Mohie Eddin ha detto che la banca sta valutando il finanziamento di un una rete per l’energia elettrica che colleghi i paesi dell’est dell’UAE nonché di progetti che colleghino Egitto, Arabia Saudita e Sudan, forse anche l’Etiopia, o il resto dei paesi occidentali. La Banca non finanzierà le centrali nucleari poiché non rientrano nelle politiche di finanziamento che sono rivolte alle energie rinnovabili come energia solare e energia eolica.

Ma si dice pure che la Banca Mondiale finanzi centrali a carbone . Però l’idea di puntare su fotovoltaico e eolico fa venire in mente, almeno riferito a quelle zone, un altro progetto simile, di cui spesso abbiamo parlato: DESERTEC. Che la Banca Mondiale, in qualche maniera ci stia facendo un pensierino?

Via | GreenProphet
Foto | World Bank-Flickr

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Desertec: entra pure Terna. E l'Africa potrebbe essere più avanti dell'Italia

pubblicato da Peppe Croce

Il nucleare ucciderà il progetto desertec? Primi problemi in Algeria e GermaniaTerna ha annunciato, a fine settembre, di essere entrata nel progetto Desertec con quote paritetiche rispetto agli altri partner europei ed africani.

Il progetto, come ormai i lettori sanno bene, prevede l’installazione nel deserto nordafricano di centinaia di megawatt di pannelli solari termodinamici per produrre energia elettrica per la riva sud del Mediterraneo come anche per quella nord: è previsto, infatti, anche il collegamento elettrico con l’Europa.

Collegamento che dovrebbe essere doppio: uno dalla Spagna e uno dal medio oriente attraverso la Turchia. E, a questo punto con l’interessamento di Terna, anche triplo con un terzo cavo che parte dalla Tunisia e arriva in Italia.

Non per niente l’Amministratore Delegato della Desertec Industrial Initiative, Paul Van Son, ha dichiarato:

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Il nucleare ucciderà il progetto Desertec? Primi problemi in Algeria e Germania

pubblicato da Peppe Croce

Il nucleare ucciderà il progetto desertec? Primi problemi in Algeria e Germania

Brutte notizie per il progetto Desertec, il grande (forse troppo) sogno di fornire il 15-20% dell’energia elettrica consumata dall’Europa tramite una immensa distesa di pannelli solari (in gran parte termodinamico collegato a centrali a ciclo combinato a gas o a carbone) installati in Nord Africa.

Due paesi cardine del progetto, l’Algeria e la Germania, potrebbero uscirne a breve. Ma con motivazioni diverse. La Germania non avrebbe un grande entusiasmo nel portare avanti il Desertec per questioni probabilmente economiche e non lo ha inserito nelle linee guida del proprio piano energetico nazionale, recentemente anticipate alla stampa e a agli addetti al settore energia. E, va detto, la Germania avrebbe dovuto essere uno dei maggiori contribuenti dal punto di vista economico.

L’Algeria, invece, farebbe resistenza sia dal punto di vista economico che politico perchè non si vuole trovare con una enorme distesa di pannelli solari di proprietà di investitori esteri sul proprio territorio, temendo di perderne in sovranità territoriale. Per quanto riguarda i costi, invece, a quanto pare preferisce spendere nel nucleare civile, tecnologia per la quale ha già stretto accordi di collaborazione con Francia, Stati Uniti, Cina e Argentina.

La defezione di due dei paesi più importanti del progetto Desertec, a questo punto, potrebbe letteralmente ammazzarlo nella culla. Forse, però, si tratta (o si trattava) di un progetto troppo grande e troppo complesso da gestire sia dal punto di vista economico che, soprattutto, politico.

Via | La Nuova Ecologia, Ecquo
Foto | Desertec Foundation

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Europa 100% rinnovabile? Si inizia con l'Authority unica

pubblicato da Peppe Croce

Il direttore europeo per l'energia Lowe vuole gettare le basi per il mercato unico dell'energia in EuropaGiusto ieri parlavamo della previsione, decisamente ambiziosa, di PricewaterhouseCoopers di un’Europa 100% rinnovabile nel 2050. Una previsione che, per divenire realtà, avrebbe bisogno di una fortissima integrazione dei mercati dell’energia di tutti gli stati europei e di quelli del nord Africa. A dare man forte a questa speranza arriva il direttore generale europeo per l’energia, Philip Lowe.

In una intervista al quotidiano inglese Guardian Lowe parla della futura Agenzia europea per la cooperazione dei regolatori nazionali, una sorta di authority delle authority. Tale agenzia, secondo le previsioni di Lowe, dovrebbe vedere la luce entro marzo dell’anno prossimo e avere una cinquantina di addetti alle sue dipendenze.

Scopo della super authority dovrebbe essere quello di armonizzare le regole sulla produzione e distribuzione di energia, specialmente da fonte rinnovabile, a livello europeo per favorire la nascita di una “supergrid” continentale capace di veicolare l’energia prodotta in tutti gli stati membri.

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Una Europa 100% rinnovabile? Per PricewaterhouseCoopers è possibile

pubblicato da Peppe Croce

E' possibile un'Europa 100% rinnovabile?

PricewaterhouseCoopers (PWC), colosso mondiale nel settore dei servizi professionali alle aziende del settore energetico, delle utilities e minerario, ha diffuso un report molto ottimistico sul futuro dell’energia in Europa. La previsione di PWC è che, nel 2050, il vecchio continente possa produrre il 100% di energia elettrica da fonte rinnovabile, senza utilizzare petrolio, gas naturale nè la fonte nucleare.

L’orizzonte temporale è decisamente vicino, mentre l’obbiettivo lontano. Eppure, con le giuste strategie, PWC è convinta che la cosa sia fattibile. Il punto cardine di tutta la strategia è l’integrazione totale del mercato elettrico europeo e la sua stretta simbiosi con quello nord africano. Lunga vita al Desertec, quindi. Per ottenere questi primi due risultati molto si dovrà lavorare per ottimizzare le reti di trasmissione dell’energia, creando quella che PWC definisce “supersmartgrid”. In pratica una smart grid intercontinentale, in grado di far viaggiare anche corrente in alta tensione.

Ne consegue la necessità di unificare i mercati europei e collegarli con un unico mercato dell’energia nord africano, creando un unico, gigantesco, sistema di dispacciamento internazionale e un sistema di prezzi in tempo reale. Per quanto riguarda gli impianti di produzione vera e propria dell’energia, PWC chiede che si spinga l’acceleratore sui piccoli impianti domestici senza dimenticare, però, i grossi impianti industriali che faranno il grosso del lavoro nella strategia di riduzione delle emissioni di CO2:

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Enel Green Power entra nel progetto Desertec

pubblicato da Peppe Croce

Anche l'italiana Enel dentro il progetto Desertec

Alla fine anche Enel ha deciso di entrare in Desertec, il mega progetto internazionale di produzione di energia rinnovabile nel deserto africano. Insieme all’italiana Enel aderiscono anche l’azienda francese Saint Gobain, l’americana First Solar, la spagnola Red Electrica, la marocchina Nareva. Così ha commentato l’ingresso di Enel Green Power il suo presidente, Francesco Starace:

Sosterremo fortemente l’iniziativa insieme ai nostri partner, potendo apportare la nostra expertise nel settore geotermico, la nostra capacita’ nel settore eolico nonche’ il nostro impegno nello sviluppo di nuove tecnologie sia nel fotovoltaico, sia nel solare termodinamico, in particolare con Archimede

In realtà il grosso dell’apporto di Enel verrà dal solare termodinamico a concentrazione, cioè dal progetto Archimede. Desertec, infatti, pur essendo un’iniziativa da 400 miliardi di euro di investimenti in 40 anni, in realtà si concentrerà su tecnologia a basso costo: più che fotovoltaico molto termodinamico, sfruttato su grande scala.

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DESERTEC, ratificato l'accordo tra 15 compagnie

pubblicato da Marina

Desertec

Ricordate DESERTEC (qui trovate il gruppo su facebook) il progetto che prevede un approvviogionamento di energia grazie a pannelli fotovoltaici installati nel deserto del Sahara? Ebbene qualche giorno fa i 15 partner partecipanti hanno approvato lo statuto della DII GmbH, società a responsabilità limitata con sede a Monaco di Baviera e eletto Paul Van Son amministratore delegato.

Prendono parte agli investimenti ABB, ABENGOA Solar, Cevital, la Fondation, DESERTEC, Deutsche Bank, E.ON, HSH Nordbank, AN Solar Millenium, Munich Re, M+W Zander, RWE, SCHOTT Solar et Siemens. La DII dopo una serie di analisi preparerà un quadro di investimenti per rifornire la regione EU-MENA Europa, Medio Oriente e Africa del nord fino a soddisfare il 15% del fabbisogno energetico entro il 2050 grazie anche a solare termodinamico, impianti eolici, idroelettrici e geotermici.

Leggo dal comunicato stampa:

La DII intende collaborare strettamente con il piano solare mediterraneo (MSP), un’iniziativa lanciata nel 2008 dalla presidenza francese del Consiglio dell’Unione europea nel quadro della “Unione per il Mediterraneo”. Il piano solare mediterraneo mira alla creazione di un nuovo equilibrio nord-sud relazione basata sulla promozione di progetti di energia sostenibile. Entrambe le iniziative - il MSP come iniziativa politica e il DII come iniziativa privata industria - condividono gli obiettivi simili e possono dunque si sostengono a vicenda.

Foto | DESERTEC Foundation

Desertec: energia dagli specchi nel deserto

pubblicato da lumachina

rete di distribuzione energia EUMENA

Riempire il deserto del Sahara di specchi solari e’ un vecchio sogno di Rubbia. Ora pare che tutto il Club di Roma si stia muovendo per lanciare il progetto Desertec.

La mappa della produzione e distribuzione di energia sostenibile EUMENA (EUrope, Middle East and North Africa) prevede un largo impiego del solare termodinamico nei deserti. Le cose atlantiche sono destinate all’eolico, le Alpi all’idroelettrico, la Germania al fotovoltaico. All’Italia resterebbe la produzione geotermica.

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