Presentazione libro la peste intervento Tommaso Sodano from napolionline.org on Vimeo.
Ho letto il libro di Tommaso Sodano, La Peste (ed. Rizzoli euro 18,50) e sono stata male per due giorni. Intendiamoci: è ben scritto e ben documentato dallo stesso Sodano con Nello Trocchia giornalista de Il Fatto. Il punto è che è simile a una fotografia e documenta una foto dell’orrore: un disastro ambientale di proporzioni immani per lo più impunito. E lo stiamo andando a consegnare nelle mani dei nostri figli e nipoti.
Sodano con Trocchia, fa i nomi e cognomi dei responsabili (cari lettori di Ecoblog andateli a leggere quei nomi e poi tornate a commentare qui le vostre opinioni in merito all’emergenza rifiuti, all’inceneritore di Acerra, alle ecoballe, alle soluzioni di SuperGuido Bertolaso). Anzi di più: attribuisce a ogni nome e cognome il carico di responsabilità, spesso senza neanche parlare di reati perché la magistratura è impegnata a indagare e dunque vale il principio di presunzione di innocenza. E questi signori del crimine (una marmellata di politici, amministratori, imprenditori, camorristi, magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine che si intrecciano tanto al nord quanto al sud) sono più veloci di Fregoli, cambiano abito e identità alla velocità della luce. Il libro, perciò, sarebbe da diffondere come una vaccinazione e a dosi massicce.
Sodano, infine, avvisa che il disastro ambientale non riguarda solo la Campania, ma che tutte le regioni (ma proprio tutte) sono e saranno inquinate; che chi non partecipa al gioco del magna magna multimilionario è sbattuto fuori a colpi di calunnie e insulti; che se da un lato la magistratura pulita cerca di acciuffare i responsabili, dall’altro la politica collusa fornisce resurrezioni linde e pinte ai trasformisti signori del crimine; che il prossimo disastro, trasversale da Nord a Sud riguarderà il terreno delle bonifiche. Siamo stati avvisati, perciò.
Continua a leggere: La Peste di Tommaso Sodano: ovvero la storia del disastro ambientale in Campania
Emergenza rifiuti in Campania. Quasi due anni fa le foto di Napoli stuprata dai sacchetti dell’immondizia fecero il giro del mondo. Napoli, O’paese do sole, era diventato d’improvviso o’paese da munnezza. Dunque le immagini turistiche di una Campania fatta di soli napoletani che passano le loro giornate tra canti, balli, pizza, mandolini e sfogliatelle fu sgretolata sotto il peso devastante dei rifiuti che per settimane non solo intasavano strade e vicoli, ma che venivano bruciati ogni sera diffondendo nell’aria diossina.
Il premier Berlusconi con la scopa in mano volle dimostrare al mondo di essere in grado di risolvere tutti i problemi nazionali, inclusa la gestione dei rifiuti. Detto fatto con il Generale Giannini e Guido Bertolaso capo della Protezione civile fu proclamato lo stato di emergenza gestito in meno di 6 mesi a colpi di DDl, ordinanze e espropri. Risultato? I rifiuti tolti dalle strade sono finiti parte in ecoballe
che di eco non hanno nulla, ma sono solo gigantesche alle di talquale depositate in giro per la Campania; parte interrati in diverse discariche tra cui quella di Chiaiano, la meno idonea a ospitare il talquale causa presenza di falda acquifera.
I cittadini hanno protestato ma nessuno li ha ascoltati. Nel docufilm Una cosa importante da dire, di Raffaele Manco è presentata la storia della Selva di Chiaiano e della discarica e di come si sia voluto soddisfare un capriccio. La proiezione stasera a Napoli, a Castel sant’Elmo per il Napoli Film Festival.
Via | Chiaiano discarica
La Corte di Giustizia europea ha condannato l’Italia per non aver saputo gestire l’emergenza rifiuti in Campania. Il ricorso fu presentato dalla Commissione europea che già valutò il mal governo di quella emergenza.
In pratica, dice la Corte di Giustizia europea:
Nella regione Campania, i quantitativi ingenti di rifiuti ammassati nelle strade, nonostante l’assistenza di altre regioni italiane e delle autorità tedesche, dimostrano un deficit strutturale di impianti, cui non è stato possibile rimediare. L’Italia ha peraltro ammesso che, alla scadenza del termine stabilito nel parere motivato, gli impianti esistenti e in funzione nella regione erano ben lontani dal soddisfare le sue esigenze reali.
Insomma anche i comitati cittadini che spontaneamente sorsero per aiutare a gestire l’emergenza sostenevano che non era sufficiente né sano aprire discariche come quella di Chiaiano o Ferrandelle e andarci a seppellire i rifiuti tal quale. L’occasione, poi persa, poteva essere usata per costruire davvero una filiera per la gestione dei rifiuti in Campania.
La notizia per i napoletani è da incubo: nonostante un Sottosegretario come Guido Bertolaso con tutti i superpoteri del caso, si scopre che di fatto l’emergenza rifiuti non è mai finita e che i sacchetti, spariti dalle strade un anno fa (perché interrati in discariche prima esauste e poi riaperte o in depositi detti di ecoballe) potrebbero presto riapparire come nel peggiore degli incubi.
Bertolaso spiega che la nuova presenza di rifiuti è solo un disagio temporaneo e che bisogna lavorare sulla cultura e sulle multe. Ha detto a Il Mattino:
Gli sversamenti illegali di rifiuti affondano le radici in un problema culturale. È sulla coscienza e sulle abitudini dei napoletani che bisogna continuare a lavorare.
Non spiega però come sia possibile che nelle province campane continuino a bruciare ogni santo giorno rifiuti la cui natura è sconosciuta senza che vi sia alcun intervento, così come quotidianamente denuncia la Terradeifuochi.
Intanto oggi parte la vertenza di circa 2000 lavoratori, addetti alla raccolta differenziata, che si sono visti rinnegare, per una prima tranche di 221, il contratto di lavoro da una sentenza del Consiglio di Stato. I lavoratori li avrebbero dovuti assorbire i Consorzi di bacini, fatto che non è avvenuto. La differenziata di fatto non è si è mai consolidata e la raccolta attualmente si attesta al 20% con l’obiettivo del 30% da raggiungere nel 2010. Intanto la Regione Campania sbloccherà oggi i suoli nella ex zona industriale di Napoli Est, per la costruzione di un nuovo inceneritore che servirà Napoli. Il Sottosegretario Bertolaso spera che se ne possa costruire anche uno in provincia di Caserta, per smaltire i sei milioni di ecoballe stipati nella provincia.
Foto | Flickr
L’inceneritore di Acerra finisce sotto inchiesta. Un fascicolo di indagine su presunti illeciti all’interno dell’impianto che brucia rifiuti, è stato aperto dalla superProcura di Napoli come allegato alla più ampia inchiesta “Green” sugli impianti CDR, il cui titolare è il Pm Giandomenico Lepore, che ha fatto scattare gli arresti domiciliari una settimana fa per 15 persone tra docenti e amministratori, tra cui Vittorio Vacca direttore proprio dell’impianto di Acerra.
L’indagine è partita da un esposto presentato da Tommaso Sodano ex parlamentare di Rifondazione e ex Presidente commissione Ambiente al Senato.
Scrive Il Mattino:
Nel testo si accenna a una mancata bonifica ambientale del sito; ai primi monitoraggi Arpac che attestano «un superamento dei limiti di emissione di Pm10 in 17 giorni su 60 e di ben 11 volte negli ultimi 14 giorni»; alla «mancanza di un adeguato sistema di monitoraggio»; alla «esposizione della popolazione alla inalazione e all’assunzione con il ciclo alimentare di sostanze tossiche e nocive per la salute».
Le accuse ascritte protrebbero essere di disatro ambientale, falso ideologico e omissioni in atti d’ufficio
Via | Il Mattino
Grazie per il video a Fabio A.
E’ nel libro “Ecoballe” di Paolo Rabitti (Ed. Aliberti) la squallida verità sull’ emergenza rifiuti in Campania, che racconta la serie di inadempienze e passaggi di responsabilità che sino ad oggi hanno letteralmente sepolto la regione sotto l’immondizia. Precisamente, è la verità, in una lettera inviata nel 1998 da Giuseppe Zadra, Presidente dell’ ABI (Associazione bancaria italiana) all’allora commissario, nonché Presidente della Regione Campania, Antonio Rastrelli.
In sostanza l’ABI, come riferisce nel filmato sopra l’Ing. Rabitti, intromettendosi nella Gara d’appalto europea per la gestione dei rifiuti del 1998, chiede alla Campania di non avviare la raccolta differenziata perchè è più importante raccogliere rifiuti per la costituzione delle ecoballe. Inoltre, se i cittadini campani non avessero conferito la quantità di rifiuti prefissata avrebbero dovuto pagare due volte: sia per smaltirli, sia per non smaltirli.
Il che significa che i Comuni sono messi nella condizione di scegliere la raccolta indifferenziata, poichè sono obbligati a consegnare una determinata quantità di rifiuti che non potrà mai essere raggiunta se li differenziano.
Da quel momento in poi, la storia ha preso la piega che oggi tutti noi conosciamo.
Da ieri il decreto sui rifiuti è diventato legge. E’ stato approvato in Senato con 166 sì, 14 no e 103 astenuti. L’opposizione, come d’altronde era accaduto alla Camera si è divisa tra Udc che ha votato a favore, il Pd si è astenuto e l’Italia dei Valori si è espressa contro. Il primo atto che attualmente sta facendo discutere opposizione e maggioranza è la “multa” voluta dalla Lega da applicare in forma di rimborso della Campania al Governo centrale dei soldi sin qui spesi nell’emergenza rifiuti a vuoto. sarà il Ministero del Tesoro a decidere tramite apposito decreto come e quanto la Campania pagherà.
Ma se lo Stato da una mano toglie, dall’altra finanzia la bonifica dei terreni e delle aree a rischio con 47 milioni di euro per gli anni 2008, 2009 e 2010. Soldi però che non si è capito se finiranno nelle voragini dei vari enti di bonifica o saranno gestiti direttamente dal sottosegretario all’emergenza rifiuti Guido Bertolaso, che tra l’altro ha il potere anche di gestire nuove assunzioni.

L’immagine che vi ho messo su è quella del volantino che è stato distribuito ieri ad Acerra dai ragazzi del Meetup Grilli acerrani che hanno atteso l’arrivo del Premier Berlusconi all’ingresso della strada che porta al termovalorizzatore. Come vi raccontavo nel post precedente le misure di sicurezza erano imponenti. Il Sindaco di Acerra, Espedito Marletta, però ha preparato una lettera che ha fatto consegnare al Premier proprio ieri. In molti speriamo che l’abbia almeno letta:
Nel ringraziarLa per l’invito all’incontro per il primo luglio, in occasione della quarta venuta a Napoli, e del sopralluogo presso il cantiere dell’inceneritore di Acerra, testimonianza di una forte preoccupazione e sentita discontinuità nell’affrontare l’emergenza rifiuti che vive il territorio della Regione Campania, sento il dovere istituzionale di segnalarLe l’opportunità di intraprendere con decisione un’altrettanta discontinuità rispetto al passato: riconciliare lo Stato e le sue articolazioni con il territorio e la comunità di Acerra.
Continua a leggere: La lettera a Berlusconi del Sindaco di Acerra
La soluzione ai rifiuti(e non solo campani) c’è . E’ sotto brevetto e l’hanno inventata gli israeliani e si chiama Arrow-Bio. Me lo segnala Fabio. A un nostro lettore e ne leggo anche i thread su il Meetup amici di Beppe Grillo di Napoli a cui ho chiesto di partecipare all’incontro con il responsabile italiano.
Segnalo questa soluzione non solo per l’emergenza Campania. Consideriamo che anche la Sicilia e il Lazio sono sull’orlo del collasso.
In pratica con questo sistema denominato ArrowBio e che funziona ad acqua, è possibile differenziare i rifiuti e separare la parte organica da quella inorganica grazie alla forza di gravità. La parte organica opportunamente trattata diviene una poltiglia che può essere usata oltre che per produrre metano, anche come fertilizzante naturale. Insomma, si tratterebbe dell’uovo di Colombo. Il sottosegretario Bertolaso è stato opportunamente informato di questa possibilità proprio dai media: è stato intervistato da Stefano Mensurati il 27 giugno per la puntata di Radiocity su RadioUno. Vi ho estrapolato la parte che riguarda proprio la chiacchierata tra Mensurati, Bertolaso e Doron Sapir vice sindaco di Tel-Aviv (e la traduttrice) che riporta la sua esperienza:
Intervista di Stefano Mensurati RadioCity- Rai RadioUno
Continua a leggere: Tel Aviv: ecco la soluzione rifiuti per la Campania. Ma Bertolaso non ci crede

Interviene la magistratura nella questione discariche e smaltimento rifiuti in Campania consegnando 25 ordini di custodia cautelare, che fanno scattare le manette per diversi manager, coinvolti a vario titolo e un avviso di garanzia diretto al Prefetto di Napoli, Alessandro Pansa. Al centro dell’inchiesta denominata “rompiballe”, coordinata dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara e dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo e materialmente condotta dai carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico), due filoni che toccano anche i treni per la Germania.
In pratica da un lato sono contestate agli indagati le irregolarità di smaltimento delle ecoballe che, secondo un intercettazione telefonica rilevata dagli stessi carabinieri, sarebbero state frantumate e seppellite in diverse discariche della regione. Il secondo filone di indagine riguarda le ecoballe inviate via treno in Germania per essere smaltite negli impianti CDR passando attraverso la società Ecolog.