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Tutti gli articoli con tag energia elettrica

Algeria, si concretizza il DESERTEC con l'accordo con Sonelgaz

pubblicato da Marina

Sonelgaz

E’ stato firmato pochi giorni fa a Bruxelles un Mou, Memorandum d’intesa, per concretizzare ulteriormente il progetto DESERTEC che prevede l’esportazione di energia solare dall’Africa del Nord e Medio Oriente in Europa. A impianti completati, dall’altra sponda del Mediterraneo giungeranno in Ue 10giga watts di energia. L’accordo è stato raggiunto dalla Sonelgaz società statale in Algeria e già un pioniere nell’ibrido solare/gas nella regione MENA (Medio Oriente e Nord Africa) e DII Desertec Industrial Initiative

Ha detto Youcef Youfsi Ministro algerino per l’energia:

Entro il 2030, circa il 40 per cento della produzione di energia elettrica per il consumo nazionale verrà da energia rinnovabile.

Via | AlgerieCity, GreenProphet
Foto | GreenProphet

Breve guida all'illuminazione efficiente: lampade a risparmio energetico

pubblicato da Olivia

Lampade a fluorescenza compatta con differenti temperature

Dopo aver analizzato i criteri che ci consentono di avere un’illuminazione efficiente e dunque a basse emissioni di CO2 e con considerevole risparmio sulla bolletta energetica, passo ad analizzare le caratteristiche dei nuovi tipi di lampadine con i criteri per ottimizzare risparmi e emissioni.

Facciamo innanzitutto due brevi considerazioni:

  • L’illuminazione domestica ha un peso rilevante sui consumi energetici: la quota annua di energia elettrica consumata in Italia è superiore a 7 miliardi di chilowattora, corrispondente a circa il 13 % del consumo totale di energia elettrica nel settore domestico e l’80% dell’illuminazione è obsoleta e non efficiente.
  • I Paesi membri dell’Unione Europea, per ridurre impatto ambientale e consumo energetico, nel 2009 hanno messo al bando progressivamente i prodotti meno efficienti, imponendo il rispetto delle classi di efficienza energetica A, B e C, ove le vecchie lampadine a incandescenza sono classificate come D, E o F.

Uno dei parametri più importanti, nella scelta delle lampade a basso consumo è l’efficienza luminosa che è si esprime in lumen/watt: il parametro definito dal rapporto tra il flusso luminoso emesso (in lumen) e la potenza elettrica assorbita (in watt). Questo parametro definisce il rendimento e di seguito i consumi energetici. Ad esempio, le vecchie lampade ad incandescenza, le più diffuse nel civile hanno una bassissima efficienza: una lampadina da 150 watt emette circa 2.000 lumen, ovvero 2.000:150 = 13 lumen per ogni watt assorbito.

Dopo il salto i valori e l’analisi delle diverse lampadine.

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Nasce Metso, l'associazione delle reti del mediterraneo: una buona notizia per il futuro delle rinnovabili

pubblicato da Simone Muscas

Sole e fotovoltaicoBuone notizie per il futuro delle rinnovabili: nei giorni scorsi è nata infatti Metso (Mediterranean Trasmission System Operators) ovvero un’associazione che riunirà i gestori delle reti elettriche dei Paesi che si affacciano sul mediterraneo. A darne notizia in un comunicato è Terna, capofila dell’iniziativa. Ma perché la notizia è da considerarsi così importante? E soprattutto: perché a giovarsi di quest’iniziativa potrebbe essere il futuro delle rinnovabili? Ora, al di là degli inevitabili interessi economici che sempre gravitano attorno ad iniziative di una certa portata (come in questo caso), non si può mettere in dubbio che da un punto di vista tecnico questo rappresenti un passo molto importante.

Infatti, l’aumento nel nostro Paese del numero degli impianti rinnovabili aleatori (fotovoltaici ed eolici in primis), sta già determinando, e determinerà sempre più man mano che questi cresceranno ulteriormente (come in parte è già accaduto in Spagna), condizioni di instabilità per le reti; questo succede perché le stesse non hanno la capacità di rispondere ad esigenze di non programmabilità e soprattutto di trasporto per lunghissime distanze.

In sostanza la rete elettrica tradizionale (presente in tutti i Paesi, non soltanto in Italia) non è concepita per sopportare un numero consistente di fonti energetiche discontinue, come lo sono appunto il sole e il vento. L’obiettivo della nascita di Metso è quindi quello di gettare le basi per uno sviluppo concreto di un piano di miglioramento delle rete elettrica internazionale. Il primo passo sarà perciò quello dell’apertura di un nuovo corridoio elettrico tra il Nord Africa e l’Europa, tramite Tunisia e Algeria, che andrà ad aggiungersi alle già presenti linee di interconnessione con l’estero; successivamente si cercherà di mettere a punto la tanto agognata super smart grid europea che, almeno negli intenti di programma, dovrebbe interconnettere tutti i Paesi del Mediterraneo.

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Poligenerazione domestica: a Aversa la casa produce energia e calore

pubblicato da Marina

poligenerazione domestica il progetto a aversa

La microgenerazione è una tecnologia acquisita. La poligenerazione domestica, invece è una pagina ancora tutta da scrivere. Ma cos’è la poligenerezione? Ecco la definizione:

Predisposizione di centrali strutturate, per la produzione di diverse forme di energia (termica, frigorifera, elettrica) tramite un’unica macchina.

Ci lavorano in Campania i ricercatori Benecon il Centro regionale di competenza per beni culturali e ecologia assieme al Sun, Facoltà di Architettura Luigi Vanvitelli della Seconda Università di Napoli. Il prototipo di casa che genera in maniera combinata energia elettrica e calore interessa a mezzo mondo. Infatti il progetto è in fase di presentazione agli scienziati IEA del gruppo Annex 54 fino a domani al Chiostro di San Lorenzo a Aversa, sede del Benecon, riuniti qui per la prima volta.

Veniamo alla poligenerazione domestica che di fatto resta un sistema unico di produzione a cascata di energia elettrica e calore. Il Benecon-Sun ha introdotto la novità della taglia dell’impianto che diviene più piccolo tanto da essere utilizzato per utenze domestiche. L’impianto di poligenerazione domestica è stato fisicamente installato a Frignano nei locali dell’Ars Laboratorio Ambiente-Rappresentazione-Strutture, il laboratorio del Benecon. In cosa consiste? Leggo da Il Mattino (pag. 35 20 settembre 2011) :

L’impianto è basato su un motore a combustione interna alimentato a gas naturale capace di erogare in condizioni nominali 6kW eltterici e 12 kW termici per il riscaldamento e per l’acqua calda sanitaria.

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Secondo l'EPIA nel 2013 l'energia solare può costare già come quella convenzionale

pubblicato da Nestor Carnevali


Già nel 2013 l’energia fotovoltaica potrebbe costare quanto quella prodotta da fonti convenzionali, con l’Italia in testa. La conclusione di uno studio sui mercati dei principali paesi europei pubblicato dalla EPIA (Associazione europea delle industrie del fotovoltaico) è convinto che l’energia solare sia già oggi più conveniente di quanto pensano in molti, troppi, compresi alcuni dei leader politici più influenti del vecchio continente.

Il traguardo della piena parità di costi di produzione dell’energia fra i combustibili fossili e il solare nel 2020 sarebbe più a portata di mano di quanto immaginato. Negli ultimi 20 i costi di produzioni del fotovoltaico sono diminuiti costantemente, ma hanno la potenzialità di scendere di un altro 50% entro la fine del decennio, ma secondo l’EPIA l’energia elettrica fotovoltaica potrebbe costare dagli 8 ai 18 cent per KWh entro il 2020.

Già oggi in Germania produce dal carbone a 9 cent di euro e questo costo è previsto in salita grazie alle normative ambientali più stringenti e ai costi per le emissioni di CO2. Il presidente di Epia, Ingmar Wilhelm, è convinto e parla di “esempio italiano da seguire“:

Già oggi, l’elettricità fotovoltaica è più conveniente di quanto molti pensino. Nei prossimi anni lo sarà ancora di più grazie alla tecnologia in costante miglioramento e le economie di scala. Il prezzo di energia elettrica da fonti convenzionali aumenta, solare fotovoltaico diventerà parte pienamente concorrenziale del mix energetico. Il passaggio all’energia solare fotovoltaica non è solo un’opzione auspicabile per il raggiungimento dei nostri obiettivi energetici e ambientali, è anche un obiettivo realistico e competitivo, creando oggi le condizioni per lo sviluppo del fotovoltaico, possiamo garantire che rispetti la sua promessa di un ambiente pulito, fonte di energia sicura e infinitamente rinnovabile e una parte importante del mix energetico europeo.

Via | BusinessGreen

USA: Contatori elettrici intelligenti possono mandare in crisi la rete

pubblicato da Nestor Carnevali


I contatori elettrici “intelligenti” di cui sono dotati alcune centinaia di milioni di americani potrebbero teoricamente mandare in crisi la rete distributiva. Negli USA, dove la battaglia per un consumo sostenibile dell’energia elettrica con comportamenti virtuosi è ancora tutta da combattere, gli utenti sono stati dotati di nuovo contatori elettrici che hanno una significativa novità decisamente più avanzata delle nostre tariffe biorarie.

In qualsiasi momento sull’apparecchio il cliente visualizza il prezzo reale del Kwh in quel momento a seconda della domanda e dell’offerta di energia elettrica. I ritmi sono quelli, simili in tutta Europa, prezzo di punta nei giorni feriali estivi con le fabbriche al lavoro e i condizionatori accesi, ma con questi nuovi apparecchi il consumatore ha la possibilità di decidere il minuto esatto in cui conviene avviare la lavatrice o un altro elettrodomestico dai consumi elevati.

Il problema è che secondo una ricerca dell’MIT di Boston se gli americani divenissero tutti contemporaneamente sensibili alla variazione dei costi rischierebbero di mandare in tilt la rete con una domanda improvvisa di energia non prevista dei normali ritmi di produzione. Lo studio indica, ancora una volta, la fragilità del nostro modello di sviluppo e di sfruttamento energetico, anche quando accompagnato dall’uso delle più sofisticate tecnologie.

Via | MIT News

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Elettricità dal whisky: in Scozia biomasse dagli scarti della distillazione

pubblicato da Marina

distillerie le biomasse producono energia

Ottenere elettricità da whisky. Effettivamente scritto così sembra alquanto strano poiché dal whisky in genere si ottiene altro. Comunque, il progetto della costruzione di un impianto per le biomasse a Rothes nello Speyside è molto serio e sensato e lo presenta The Guardian.

L’idea è di ottenere energia elettrica dagli scarti di lavorazione del whisky e nasce in collaborazione con Helius energy. Ma gli ambientalisti hanno espresso alcune riserve, sostengono che nella centrale di trasformazione non ci finirà solo lo scarto del malto ma più generico legname di cui si ignora la provenienza. Comunque, al di la di ogni polemica, pretestuosa o meno, l’impianto dovrebbe produrre a regime 7,2 WM di potenza istallata per un impianto CHP e costerà circa 70milioni di euro.

Delle 100 distillerie presenti in Scozia la metà è concentrata a Speyside e il nuovo impianto dovrebbe raccogliere i rifiuti prodotti da 16 distillerie della zona, tra cui quelli di alcuni marchi molto noti di whishy come Glenlivet, Chivas Regal, Macallan, e Famous Grouse. Le biomasse viaggeranno al massimo per 25 miglia.

Foto | Flickr

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Forse possibile avere elettricità senza celle solari

pubblicato da Marina

energia solare senza celle fotovoltaiche

Potrebbe essere possibile, in un non precisato futuro, ottenere energia elettrica dalla luce senza usare le celle solari. E’ questa la strada della ricerca scientifica che stanno seguendo all’Università del Michigan. Lo studio condotto da Stephen Rand docente al Departments of Electrical Engineering and Computer Science, Physics and Applied Physics, si sta concentrando nello sviluppare una “optical battery”.

La ricerca pubblicata sul Journal of applied physics ha il titolo di Optically-induced charge separation and terahertz emission in unbiased dielectrics e gli autori sono il prof. Rand e il ricercatore William Fisher. Detto in maniera molto brutale e semplicistica: si fa passare la luce attraverso un materiale che non conduca elettricità, come il vetro, il che crea un campo magnetico 100milioni di volte più potente di quanto creduto. L’energia magnetica viene perciò trasformata in energia elettrica.

Spiegano i due studiosi che la luce ha componenti sia elettrici sia magnetici.Finora, gli scienziati hanno sostenuto che gli effetti magnetici potevano anche essere ignorati perché troppo deboli. Rand e colleghi, invece, hanno scoperto che quando la luce viaggia attraverso materiali che non conducono elettricità genera un campo magnetico anche 100milioni di volte superiore a quello fin oggi stimato. In queste circostanze, gli effetti magnetici consentono di sviluppare una consistenze forza elettrica.

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Coltivare marijuana indoor non solo è illegale, ma inquina il Pianeta

pubblicato da Marina

coltivare marijuana fa male all'ambiente

In California, patria del referendum sulla legalizzazione della marijuana, poi perso, viene reso noto uno studio sugli effetti negativi della coltivazione indoor di questa canapa. Infatti, sebbene, non sia legale, i californiani amano coltivare indoor questa pianta il che però, non è proprio sostenibile come si crederebbe: viene usata troppa energia elettrica.

La ricerca ha il titolo di The Carboon footprint of indoor cannabis production ed è stato redatto dal prof. Evan Mills docente alla University of California a Berkeley e ricercatore per l’ U.S. Department of Energy, dove spiega che l’uso massiccio di lampade per favorire la crescita al chiuso della cannabis si rivela una potente bomba ecologica. Spiega Mills:

L’utilizzo di energia elettrica aggiunto è pari al consumo di circa 30 frigoriferi e dunque per far crescere una pianta si emette CO2 pari a 3000 volte il suo peso.

Infatti l’uso massivo di energia elettrica è dovuto alle lampade UV necessarie a far crescere la marijuana. Queste fonti producono circa 500 volte più luce di quanto necessario, ad esempio, per leggere un libro. Inoltre restano accese per moltissime ore. Considerando altri fattori, quali la ventilazione e l’uso di acqua, mediamente una pianta necessita, per crescere, di circa 13.000 chilowattora all’anno. In alcune case sono messe a disposizione della marijuana almeno 10 stanze, il che fornisce in parte la dimensione del problema.

In totale, conclude Mills, l’energia utilizzata per coltivare marijuana in casa è pari all’1% del consumo di elettricità della nazione e al 2% del consumo domestico di energia elettrica - paragonabile alla produzione di 7 grandi impianti di energia elettrica .

Via | News Discovery
Foto | DailyCal

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Inaugurato il Sapei: finalmente la rete elettrica della Sardegna si connette a quella della Penisola

pubblicato da Simone Muscas

Cavi elettriciIn un periodo in cui gli ideali federalisti balzano agli onori della cronaca e l’appuntamento con il 150° anniversario dell’unità di Italia è diventato spesso occasione per rimarcare un po’ di preoccupazione verso chi non sostiene uno Stato unitario, arriva finalmente una notizia positiva che unisce lo stivale più nei fatti che non nelle parole. Nei giorni scorsi infatti, seppur non se ne sia parlato tanto a livello nazionale, è stata inaugurata un’infrastruttura che l’Italia la unisce nel vero senso della parola.

Si tratta del Sapei (sigla di Sardegna-Penisola italiana) ovvero il cavo elettrico lungo 435 chilometri che collega il centro di Borgo Sabotino (Latina) a Fiumesanto (Sassari): finalmente quindi la rete elettrica della Penisola italiana sarà collegata a quella Sardegna. Si tratta del primo collegamento elettrico diretto tra la Sardegna e il continente, che era si attivo da qualche anno, ma soltanto in via sperimentale. Il cavo, che ha una potenza di 1.000 MW e un costo di 750 milioni di euro, è il più importante mai realizzato in Italia per una singola infrastruttura elettrica. Vantaggi? Sicuramente tantissimi e tutti estremamente importanti.

Innanzitutto la questione dell’approvvigionamento energetico della Sardegna: grazie al Sapei infatti l’isola non sarà più energeticamente slegata dalla rete nazionale e di conseguenza potrà contare sull’apporto della produzione nazionale, risparmiando così una marea di costi (si stima circa 70 milioni l’anno) che erano determinati dall’insularità di rete e dai maggiori costi che l’isolamento determinava. Ma c’è di più e quest’aspetto non può che far piacere a tutti i sostenitori delle energie rinnovabili: il surplus di energia prodotto potrà infatti essere esportata alla Penisola e per surplus intendo quella quota di energia generata dalle rinnovabili (in particolar modo dall’eolico e dal fotovoltaico) che in precedenza per problemi appunto di scarsa estensione della rete poteva essere utilizzata soltanto nei momenti di alta domanda energetica.

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