Tutti gli articoli con tag estinzione

A scuola dagli sciamani per salvarne la cultura

pubblicato da missunderstanding in: Animali Natura Scienza Persone

sciamano

In Amazzonia, al fianco delle associazioni che cercano di salvare la foresta pluviale dalla deforestazione, c’è una scuola speciale, nella quale si cerca di preservare l’antica cultura degli sciamani, perché la loro sapienza non si estingua. Per le tribù native dell’Amazzonia Nord Occidentale gli sciamani hanno sempre avuto un ruolo fondamentale come leader spirituali e come esperti di medicina naturale.

Nella scuola Malikai Depan, nel villaggio di Cachoeira Uapui, nella parte amazzonica del Brasile, si tramandano le antiche arti sciamaniche, con il supporto della Fondazione per gli Studi Sciamanici della California, interessata alla studio e alle tradizioni degli sciamani. Il percorso di studi è volto a tramandare i principi della medicina naturale e ad istruire gli studenti su come coltivare piante ed erbe officinali.

Malikai Dapana ha per adesso soltanto 12 iscritti ai suoi corsi, ma i fondatori della scuola sperano che gli iscritti e gli studenti desiderosi di apprendere l’arte sciamanica possano crescere, di odo che le tradizioni, la cultura e gli antichi costumi locali possano essere preservati dall’estinzione.

via | Treehugger

Foto | Flickr

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La Bulgaria distrugge il Parco Nazionale di Rila per creare stazioni sciistiche

pubblicato da missunderstanding in: Animali Natura Parchi & aree protette Europa

parco nazionale di rila

Nel cuore del Parco Nazionale delle montagne di Rila, in Bulgaria, foreste ed animali spariranno presto per lasciare il posto ad impianti sciistici e strutture turistiche, con il consenso del governo che ne ha autorizzato la costruzione, permettendo ad investitori e società off-shore di distruggere il Parco.

Il Parco Nazionale delle montagne di Rila si trova sul Monte Mussla e si estende per circa 81.000 ettari di foreste, ospitando 24 specie in via d’estinzione, 121 specie rare in Bulgaria e 158 specie presenti nella Convenzione di Berna. Proprio qui il governo bulgaro ha approvato la costruzione del complesso sciistico Super Panichishte, scatenando polemiche e proteste.

Il progetto prevede che 240 ettari del Parco vengano destinati alla costruzione di piste, di 21 skilift e di altre diverse strutture per circa due terzi dell’intera estensione del complesso sciistico, mentre la restante parte interesserà l’area dei laghi di Rila. Il progetto è guidato dalla Rila Sport, un gruppo controllato dalla Realstone Trade Business Corporation, un’impresa fantasma, controllata a sua volta da misteriosi investitori russi.

Un’indagine del 2007 promossa dal Ministero dell’Ambiente ha portato alla luce che nessuno dei lavori intrapresi era dotato dei permessi e per la prima volta gli ambientalisti bulgari sono scesi in campo: hanno raccolto 180.000 firme per chiedere di fermare il progetto e salvare il Parco Nazionale delle montagne di Rila, intraprendendo la più grossa iniziativa ambientalista nella storia bulgara. La Commissione Europea ha a sua volta avviato un’indagine sul progetto Super Panichishte, che violerebbe i termini delle regole di Natura 2000.

via | salvaleforeste

Foto | Flickr

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Tonno rosso: approvata la riduzione del 40% delle catture

pubblicato da Simone Muscas in: Animali Associazioni Internazionale

Tonno rossoPiù volte abbiamo parlato su Ecoblog della questione relativa al tonno rosso e al fatto che la riduzione del suo stock stesse portando questa specie all’estinzione. Dopo numerosi tira e molla, nei quali anche il nostro Paese non si è certo distinto come leader per raggiungere il fermo della caccia, è finalmente arrivato un accordo importantissimo a livello planetario.

Infatti l’ICCAT, l’organizzazione internazionale che gestisce la pesca del tonno rosso nell’Atlantico e nel Mediterraneo, ha approvato all’unanimità una proposta dell’UE per ridurre già dall’anno prossimo del 40% le catture, passando quindi dalle attuali 22.000 a 13.500. L’assemblea generale ha preso altre misure per la protezione del tonno rosso.

In primo luogo la stagione di pesca sarà ridotta a un solo mese che andrà dal 15 maggio al 15 giugno senza alcuna possibilità di proroghe per il maltempo. Inoltre i Paesi membri dell’ICCAT si sarebbero impegnati a lavorare di comune accordo per la riduzione della capacità delle loro flotte, con l’obiettivo di dimezzarle entro il 2011.

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Il 36% delle specie di flora e fauna è a rischio estinzione

pubblicato da Simone Muscas in: Natura Internazionale

FarfallaE’ stata pubblicata dall’International Union for the Conservation of Nature and Natural Resources (IUCN) l’annuale Lista Rossa sulle specie animali ovvero il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il globo terrestre.

Il rapporto, com’era lecito aspettarsi, non è dei più confortanti. Secondo i dati più di un terzo delle specie di fauna e flora conosciute nel mondo sarebbe minacciata di estinzione. Questi i numeri: 17.291 specie su un totale di 47.677 studiate sarebbe in pericolo; si tratta in sostanza del 36% di tutte quelle monitorate. Nello specifico il 2% (quindi 875 specie) risulta estinto o estinto allo stato selvaggio in natura.

Queste invece le percentuali delle specie che rischiano l’estinzione per le diverse classi vegetali ed animali: il 21% di tutti i mammiferi conosciuti, il 30% di tutti gli anfibi noti, il 12% di tutti gli uccelli, il 28% dei rettili, il 37% dei pesci di acqua dolce, il 35% degli invertebrati, addirittura il 70% delle piante.

Via | Iucn.org
Foto | Flickr

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"Salviamo gli squali dall'estizione", a chiederlo sono le vittime

pubblicato da Puli in: Animali Informazione

blue sharkSalviamo gli squali dall’estinzione. Non si può non ascoltare questo appello, visto che a chiederlo sono proprio le stesse vittime degli attacchi, riunitesi a Washington per chiedere al Congresso americano di mettere in atto misure protettive a favore di questi animali.

Nove sopravvissuti hanno raccontato le loro storie, spiegando le ragioni di questa richiesta: chi meglio di loro può far capire che questi predatori agiscono solo seguendo il loro istinto? E soprattutto, chi meglio di loro può attirare l’attenzione sui rischio dell’estinzione degli squali? La loro scomparsa, infatti, avrebbe come conseguenza che molte altre specie si riprodurrebbero senza controllo.

Sono necessarie dunque azioni immediate per salvarli. Secondo le stime dello IUCN Shark Specialist Group, un terzo degli squali che vivono negli oceani sono già in pericolo di estinzione, sia perché restano incastrati nelle reti, sia perché vengono pescati e dalle loro pinne viene ricavata una zuppa, considerata una prelibatezza sul mercato asiatico.

Foto | StormyDog

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Tonno rosso: stop alla pesca per Francia e Gran Bretagna

pubblicato da Simone Muscas in: Animali Natura Associazioni Parchi & aree protette Internazionale EcoConsigli Politica

Tonno rossoDella questione del tonno rosso e dei seri problemi di estinzione a cui sta andando incontro questa specie abbiamo più volte parlato su Ecoblog. A tal proposito è notizia di questi giorni come la Gran Bretagna abbia preso la decisione di affiancare la Francia per porre un freno alla pesca di questa pregiata specie.

Il Regno Unito appoggerà infatti la proposta di divieto di pesca della Convenzione Cites (Convention on the International Trade in Endangered Species) ovvero l’associazione che regola il commercio internazionale di specie in pericolo. La decisione è stata presa dopo un lungo colloquio il cui obiettivo era quello di trovare soluzioni per impedire che la specie potesse andare incontro ad una diminuzione senza possibilità di ritorno del suo stock.

La soluzione trovata è stata ovviamente quella obbligata ovvero porre un fermo illimitato al tonno rosso ed evitare qualsiasi forma di pesca della specie. Il presidente francese Nicolas Sarkozy si è detto compiaciuto commentando come la presa di tale decisione non solo sia stata una scelta obbligata, ma soprattutto un importante segnale nel senso che o si sarebbe agito ora o sarebbe stato poi troppo tardi.

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Nunat: i nativi dell'Alaska usano Internet per segnalare gli effetti dei cambiamenti climatici

pubblicato da missunderstanding in: Animali Clima Artide e Antardide

alaska nunat

I nativi dell’Alaska, soprattutto coloro che vivono nella zona a Nord dove l’inverno si passa prevalentemente all’interno della propria comunità o del proprio villaggio senza contatti all’esterno, spesso sono a contatto con strani fenomeni naturali, mai osservati prima. Come confrontarsi per sapere se si è gli unici ad aver visto un orso polare steso sulla spiaggia?

I nativi dell’Alaska hanno dato vita a Nunat, un sito in cui è possibile informarsi circa gli strani fenomeni osservati in natura e condividere informazioni e foto. In più, per quanto riguarda la pesca, c’è un sistema di documenti uguale per tutti, in modo da catalogare le stranezze e le informazioni sulle conseguenze del cambiamento climatico, perché i nativi dei paesi del Nord sono i primi ad osservarle.

Ci sono fenomeni dovuti ai cambiamenti climatici noti a tutti, come l’estinzione dei pinguini e degli orsi polari, ma ci sono piccoli fenomeni come la fioritura precoce di alcune specie di piante, l’adattamento degli animali a stagioni più brevi che passano inosservati: da oggi, per catalogarli e discuterne, c’è Nunat, terra nella lingua Yup’ik.

via | treehugger

Foto | Flickr

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I diavoli della Tasmania minacciati da una malattia

pubblicato da Luca in: Animali Parchi & aree protette Oceania

Diavolo della Tasmania rischia l'estinzione a causa di tumori faccialiNegli ultimi 10 anni i diavoli della Tasmania si sono ridotti del 60% e le proiezioni future non promettono nulla di buono. Gli esemplari rimasti sono a rischio soprattutto a causa della DFTD (Devil Face Tumor Disease) una malattia che colpisce il volto degli animali provocando tumori alla testa ed attorno alla bocca.

Una volta che è stato colpito, l’esemplare vive generalmente per 3 mesi. Il tumore appare prima intorno alla bocca per poi estendersi alla testa e al collo. La malattia è stata riscontrata per la prima volta 13 anni fa e si è scoperto che si diffonde da un individuo ad un altro attraverso i morsi.

Attualmente si sta cercando di arginare la situazione, analizzando gli individui e mettendo in quarantena quelli infetti. A tal fine il governo australiano ha disposto 10 milioni di dollari per i prossimi 5 anni nel tentativo di salvare il diavolo della Tasmania che altrimenti potrebbe estinguersi entro i prossimi 20-40 anni.

Via | The Mercury
Foto | A Writer afoot

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Save the frog day, oggi è la giornata mondiale della rana

pubblicato da Puli in: Animali Informazione Internazionale Acqua

green frogÈ oggi, 28 aprile 2009, la prima giornata mondiale della rana. Il “Save the frog day” ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sullo stato di questo anfibio, sui rischi che corre e sugli sforzi fatti per la sua conservazione.

Infatti, circa 1/3 della popolazione mondiale delle 6.468 specie di anfibi è a rischio di estinzione e, negli ultimi decenni, almeno 150 specie sono già scomparse. Secondo la Lista Rossa dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura, in Italia, l’11% delle specie rientra nella categoria “minacciato criticamente”, l’11% nella categoria “minacciato” ed il 21 % nella categoria “vulnerabile”.

Scarsità d’acqua, inquinamento ed uso dei pesticidi, scomparsa degli habitat, urbanizzazione, cambiamenti climatici e introduzione di specie aliene, queste alcune delle cause che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza delle rane.

Salvare questo anfibio è di fondamentale importanza per la biodiversità. Oltre pulire l’acqua dalle alghe, infatti, le rane mangiano diversi tipi di insetti e sono loro stesse un importante anello della catena alimentare. Grazie alle loro pelle, che assorbe facilmente sostanze chimiche potenzialmente dannose, sono inoltre degli ottimi bio indicatori degli equilibri dell’ambiente che le circonda.

Foto | dcysurfer

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Buone notizie per la lince iberica, nati 3 cuccioli in una riserva spagnola

pubblicato da Puli in: Animali Informazione Europa

lince ibericoCi arriva dalla Spagna la notizia della nascita di tre cuccioli di Lince iberica, il felino a maggiore rischio di estinzione nel mondo, il primo a rischiare di estinguersi dopo duemila anni. Per la lince si erano mobilitate persino personalità del mondo dello spettacolo, come Antonio Banderas, che ha prodotto un cartone animato dal titolo “la lince perduta”.

E rischiava proprio di perdersi questo felino, iscritto nella Lista Rossa della IUCN, almeno fino a quando nel centro di riproduzione di El Acebuche, nella riserva naturale di Coto Doñanaù, sono venuti alla luce i tre piccoli di Saliega, la prima lince a riprodursi in cattività.

Grazie al programma di ripopolamento ex-situ, realizzato dal Ministero dell’ambiente spagnolo, sono a 27 il numero dei nati dal 2003, anno d’inizio del progetto. Grazie al suo successo, il Ministero ha in programma di destinare oltre 5 milioni di euro per la costruzione di un nuovo centro di riproduzione nella zona occidentale del Paese. Dagli ultimi dati, sono 200 le linci iberiche che vivono in natura in Andalusia, mentre circa 50 si trovano in cattività.

Foto | :::LINCE:::

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