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Tutti gli articoli con tag etanolo

A Reims l'autobus va a champagne

pubblicato da Marina

l'autobus omnia100 di Scania che va a etanolo ottenuto dagli scarti delle uve da champagne

A Reims città francese della regione Champagne-Ardenne testano per tre mesi OmniCity 100 autobus pubblico alimentato a etanolo ottenuto dagli acini delle uve usate per lo champagne. Il principio è usare carburante locale per il trasporto locale.

A effettuare l’esperimento assieme all’amministrazione di Reims la Veolia-Transdev e Scania. Le due aziende hanno avuto l’idea di iniziare a usare gli scarti delle uve da champagne per produrre bioetanolo. A gestirne la produzione la cooperativa locale Raisinor.

Grazie al bioetanolo si conta di ridurre del 70% le emissioni di C02 e si risparmiano soldi anche grazie alle detrazioni fiscali.

Qui il video del servizio di France3.

Via | Mobilité-durable
Foto | Scania

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Benzina E10 al bioetanolo, la tua auto è compatibile?

pubblicato da Peppe Croce

Benzina E10 al bioetanolo, la tua auto è compatibile

Con il decreto legislativo 55 del 31 marzo 2011 è stata recepita anche in Italia la direttiva europea 2009/30 che permette la commercializzazione della cosiddetta “benzina E10″. Si tratta di un carburante, attualmente molto poco diffuso nelle pompe italiane, contenente fino al 10% di etanolo.

L’idea che sta alla base della direttiva europea, e del decreto italiano che la recepisce, è quella di favorire l’utilizzo dell’etanolo perché è un combustibile meno inquinante e perché si può produrre da materia prima agricola.

Lasciando stare la mai sopita polemica sull’opportunità o meno di riservare terreni agricoli alle produzioni energetiche, il vero dubbio che si dovrebbero porre gli italiani in questo momento è: la mia auto è compatibile con l’etanolo?

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ActionAid contro i biocarburanti: affamano il mondo. Presentata la benzina "Fame"

pubblicato da Peppe Croce

ActionAid contro i biocarburanti: per fare 50 litri si usa il mais che sfama un bimbo per un anno

ActionAid, organizzazione internazionale no profit che si batte contro la fame nel mondo, l’Aids e per le adozioni a distanza, ha presentato ieri in piazza Cadorna a Milano la benzina “Fame”. Con il provocatorio slogan “Il pieno a stomaco vuoto” l’associazione ha sensibilizzato i passanti sul consumo di risorse alimentari dovuto alla produzione di biocarburanti.

Lo sviluppo dei carburanti ecologici, etanolo in primis, metterebbe secondo ActionAid a rischio il diritto al cibo dei popoli più poveri dove la fame è tutt’oggi una realtà quotidiana

Un pieno di carburante rischia di costare un prezzo altissimo, perché i prodotti agricoli destinati a diventare biocarburanti competono con quelli per il consumo alimentare, togliendo letteralmente il cibo alle persone del sud del mondo, che vedono le proprie terre espropriate dalle multinazionali.

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Aree protette, in Senato la nuova legge: privati nei parchi e yacht nelle riserve marine.

pubblicato da Peppe Croce

Il senatore D'Alì propone una nuova legge per le aree protette

Il senatore D’Alì, attualmente Presidente della Commissione Ambiente del Senato, dopo aver guidato la cordata dei senatori anti Kyoto ne prepara un’altra. E’ in fase di discussione in Commissione Ambiente il Disegno di Legge S.1820 “Nuove disposizioni in materia di aree protette” che si prefigge di riorganizzare parchi e riserve, in terra e in mare.

Accanto a proposte ragionevoli come l’accorpamento sotto un unico ente gestore delle aree protette marine prospicienti quelle terrestri, che dovrebbe razionalizzare di molto la gestione di parchi e riserve, ce ne sono alcune quanto meno preoccupanti. Due, in particolare, riguardano la gestione stessa delle aree protette.

D’Alì propone un consorzio al 70% pubblico (Regioni e altri enti locali) affiancato da “soci” privati. Statuto, obbiettivi e, soprattutto, confini dei parchi dovrebbero essere rivisti ogni tre anni, con la possibilità di creare zone protette a geometria variabile che crescono e si riducono in base alle “esigenze socioeconomiche del territorio”.

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Dall'amazzonia una nuova specie di lievito

pubblicato da Luca

Cercano petrolio e trovano bioetilene. Foto di ReflexionesdeluzBioetanolo? Questo potrebbe essere uno dei primi pensieri di chi si è imbattuto nella nuova specie. La Candida carvajalis è stata ritrovata studiando legno marcio e resti vegetali e per questo, il processo di degradazione della lignina e della cellulosa, può rappresentare una possibile utilizzazione per il nuovo lievito, ma si aspettano ulteriori studi al riguardo.

Ancora una volta quindi capiamo che le risorse naturali vanno protette e tutelate perchè non abbiamo idea di quali tesori possono nascondere. La cosa che personalmente mi ha lasciato di stucco in tutta questa faccenda è stata un altra, ovvero il motivo che ha portato alla scoperta della C. carvajalis.

Enrique Carvajal ha scoperto la specie suddetta (da qui il nome della Candida carvajalis) mentre era alla ricerca di petrolio, cosa che personalmente intimorisce non poco! Pensate se dovessero trovare un bel giacimento per il quale valga la pena combattere tutti gli ambientalisti che immediatamente si smobiliterebbero a difesa dell’amazzonia, secondo voi chi l’avrebbe vinta?!

» Abstract e PDF dello studio

Via | Cordis
Foto | Reflexionesdeluz

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Svezia: stop al petrolio dal 2030

pubblicato da Marina

la Svezia libera dal petrolio nel 2030 L’annuncio lascia perplessi, ma tantè: la Svezia dichiara che entro il 2030 la sua dipendenza dal petrolio sarà archiviata, per quanto riguarda i trasporti privati grazie ad uun più massiccio uso di biocarburanti: la nazione scandinava ha investito fortemente sul bioetanolo, tanto che oggi l’85% delle Volvo e delle Saab vendute in patria montano motori di tipo “flexfuel”.

Già in passato ci fu un annuncio del medesimo tenore e dava come data del distacco dal petrolio per l’alimentazione delle auto il 2020. Ma qualcosa, evidentemente non ha funzionato, forse la crisi, forse le ogettive difficoltà di produzione dei biocarburanti, forse le prospetive di chiusura per Saab e Volvo.

Via | autoblog
Foto | Flickr

Islam, lo Sceicco al-Najimi proibisce i biocarburanti

pubblicato da Marina

L'Islam vieter�  i biocarburanti? Secondo lo Sceicco Mohammed al-Najimi, i biocarburanti non sono consoni alla religione islamica. Dice infatti il religioso:

sono essenzialmente composti da alcol

Ma ha anche precisato che il suo parere non deve essere considerato una fatwa o un pronunciamento giuridico dell’Islam, ma deve indurre i leader islamici a studiare il problema.

Al-Najimi ha detto che il divieto dell’uso dei biocarburanti dovrebbe essere esteso a tutti i Paesi islamici ( tra cui l’Indonesia la cui popolazione è per 86% musulmana NdR) e dovrebbe toccare anche quei musulmani che vivono e studiano all’estero e che potrebbero usare veicoli che vanno a biocarburanti o che usano miscele addizionate.

Infatti, ha specificato lo Sceicco allo Shams, giornale arabo, che il Profeta Maometto ha proibito tutto ciò che ha a che fare con l’alcol, inclusa la vendita, l’acquisto, il trasporto, il berlo, il servirlo e il produrlo.

Via| cleantech
Foto |Musibrasil

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Crisi del petrolio: negli USA la CO2 diventerà benzina

pubblicato da Marina


L’annuncio è di quelli che fa un po’ tremare: trasformare la CO2 in carburante su scala industriale e a basso costo. Lo promette (e speriamo che lo mantenga) una società californiana di Santa Barbara che ha l’emblematico nome di Carbon Sciences.

Di certo con tutta l’anidride carbonica presente nell’aria non potrebbe che essere una delle soluzioni più geniali di questo secolo. E ecco cosa propone in dettaglio la Carbon Sciences: il procedimento chimico presentato trasforma la CO2 in precipitato di carbonato di calcio (PPC, già usato per la produzione di carta, prodotti farmaceutici, plastiche) viene trasformato in carbonato basso (C1-C3) per essere poi ritrasformato in benzina o carburante per aerei.

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Kenya, sul fiume Tana al via progetto per la produzione di biocombustibili

pubblicato da silvia

Fiume Tana Il Kenya come l’Amazzonia. Via le popolazioni locali e le specie animali autoctone e largo ai campi coltivati a canna da zucchero per la produzione di biocombustile. La scorsa settimana la Nema (National Environmental Management Authority) ha infatti dato il via libera al Tana Integrated Sugar Project-TISP: ovvero la messa a coltivazione di ben 20mila ettari di terra per fini energetici. La zona interessata è quella delle aree paludose della costa a circa 100 chimolometri a nord di Mombasa.

”E’ un importante progetto che si sta sviluppando con tutto il supporto del governo e che andrà a beneficio delle popolazioni locali”, ha detto il ministro dello Sviluppo Regionale Fred Gumo. Secondo i finanziatori il TIPS consentirà infatti la creazione di migliaia di posti di lavoro.

In particolare, il progetto ha come obiettivo quello di produrre 23 milioni di litri di etanolo all’anno. Un impianto da 369 milioni di dollari trasformerà in biocombustibile 8mila tonnellate di canna da zucchero per generare 34 megawatts di elettricità.

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Il distributore di bioetanolo a La Spezia: una buona notizia?

pubblicato da Gianluca Pezzi

e85Avrete sentito sicuramente parlare del primo distributore di bioetanolo in Italia. Il distributore si trova a La Spezia presso il distributore Centro Gas degli Stagnoni in via della Concia e fa parte del progetto BeST (Bioetanolo per la Sostenibilità del Trasporto) .

Buona o cattiva notizia? Partiamo dai vantaggi in termini ambientali. Le emissioni inquinanti rispetto alla benzina si attestano su questi valori: monossido di carbonio (-20/25%), COV e HC (-10/15%), benzene (-20/30%), ossidi di azoto (-5%).

Non sono necessarie modifiche sostanziali ai motori a benzina:

Inoltre il bioetanolo è un carburante affine alle benzine per cui non richiede modifiche rilevanti nè ai distributori nè ai motori dei veicoli (può essere usato in miscela al 5 % su tutte le auto e in miscele più elevate sui modelli più nuovi).

Per quanto riguarda la sua produzione, a quanto pare non vengono sottratti all’alimentazione terreni o prodotti agricoli:

Il bioetanolo utilizzato alla Spezia è di seconda generazione: proviene dalla Sicilia ed è prodotto dalle eccedenze alimentari dell’industria vinicola.

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