Tutti gli articoli con tag etanolo

Dall'amazzonia una nuova specie di lievito

pubblicato da Luca in: Natura Parchi & aree protette Scienza Sud America Biotecnologie Rinnovabili

Cercano petrolio e trovano bioetilene. Foto di ReflexionesdeluzBioetanolo? Questo potrebbe essere uno dei primi pensieri di chi si è imbattuto nella nuova specie. La Candida carvajalis è stata ritrovata studiando legno marcio e resti vegetali e per questo, il processo di degradazione della lignina e della cellulosa, può rappresentare una possibile utilizzazione per il nuovo lievito, ma si aspettano ulteriori studi al riguardo.

Ancora una volta quindi capiamo che le risorse naturali vanno protette e tutelate perchè non abbiamo idea di quali tesori possono nascondere. La cosa che personalmente mi ha lasciato di stucco in tutta questa faccenda è stata un altra, ovvero il motivo che ha portato alla scoperta della C. carvajalis.

Enrique Carvajal ha scoperto la specie suddetta (da qui il nome della Candida carvajalis) mentre era alla ricerca di petrolio, cosa che personalmente intimorisce non poco! Pensate se dovessero trovare un bel giacimento per il quale valga la pena combattere tutti gli ambientalisti che immediatamente si smobiliterebbero a difesa dell’amazzonia, secondo voi chi l’avrebbe vinta?!

» Abstract e PDF dello studio

Via | Cordis
Foto | Reflexionesdeluz

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Svezia: stop al petrolio dal 2030

pubblicato da Marina in: Europa Carburanti Politica

la Svezia libera dal petrolio nel 2030 L’annuncio lascia perplessi, ma tantè: la Svezia dichiara che entro il 2030 la sua dipendenza dal petrolio sarà archiviata, per quanto riguarda i trasporti privati grazie ad uun più massiccio uso di biocarburanti: la nazione scandinava ha investito fortemente sul bioetanolo, tanto che oggi l’85% delle Volvo e delle Saab vendute in patria montano motori di tipo “flexfuel”.

Già in passato ci fu un annuncio del medesimo tenore e dava come data del distacco dal petrolio per l’alimentazione delle auto il 2020. Ma qualcosa, evidentemente non ha funzionato, forse la crisi, forse le ogettive difficoltà di produzione dei biocarburanti, forse le prospetive di chiusura per Saab e Volvo.

Via | autoblog
Foto | Flickr

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Islam, lo Sceicco al-Najimi proibisce i biocarburanti

pubblicato da Marina in: Persone Carburanti Asia

L'Islam vieter�  i biocarburanti? Secondo lo Sceicco Mohammed al-Najimi, i biocarburanti non sono consoni alla religione islamica. Dice infatti il religioso:

sono essenzialmente composti da alcol

Ma ha anche precisato che il suo parere non deve essere considerato una fatwa o un pronunciamento giuridico dell’Islam, ma deve indurre i leader islamici a studiare il problema.

Al-Najimi ha detto che il divieto dell’uso dei biocarburanti dovrebbe essere esteso a tutti i Paesi islamici ( tra cui l’Indonesia la cui popolazione è per 86% musulmana NdR) e dovrebbe toccare anche quei musulmani che vivono e studiano all’estero e che potrebbero usare veicoli che vanno a biocarburanti o che usano miscele addizionate.

Infatti, ha specificato lo Sceicco allo Shams, giornale arabo, che il Profeta Maometto ha proibito tutto ciò che ha a che fare con l’alcol, inclusa la vendita, l’acquisto, il trasporto, il berlo, il servirlo e il produrlo.

Via| cleantech
Foto |Musibrasil

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Crisi del petrolio: negli USA la CO2 diventerà benzina

pubblicato da Marina in: Clima Tecnologia Scienza Carburanti Nord America


L’annuncio è di quelli che fa un po’ tremare: trasformare la CO2 in carburante su scala industriale e a basso costo. Lo promette (e speriamo che lo mantenga) una società californiana di Santa Barbara che ha l’emblematico nome di Carbon Sciences.

Di certo con tutta l’anidride carbonica presente nell’aria non potrebbe che essere una delle soluzioni più geniali di questo secolo. E ecco cosa propone in dettaglio la Carbon Sciences: il procedimento chimico presentato trasforma la CO2 in precipitato di carbonato di calcio (PPC, già usato per la produzione di carta, prodotti farmaceutici, plastiche) viene trasformato in carbonato basso (C1-C3) per essere poi ritrasformato in benzina o carburante per aerei.

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Kenya, sul fiume Tana al via progetto per la produzione di biocombustibili

pubblicato da silvia in: Energia Africa

Fiume Tana Il Kenya come l’Amazzonia. Via le popolazioni locali e le specie animali autoctone e largo ai campi coltivati a canna da zucchero per la produzione di biocombustile. La scorsa settimana la Nema (National Environmental Management Authority) ha infatti dato il via libera al Tana Integrated Sugar Project-TISP: ovvero la messa a coltivazione di ben 20mila ettari di terra per fini energetici. La zona interessata è quella delle aree paludose della costa a circa 100 chimolometri a nord di Mombasa.

”E’ un importante progetto che si sta sviluppando con tutto il supporto del governo e che andrà a beneficio delle popolazioni locali”, ha detto il ministro dello Sviluppo Regionale Fred Gumo. Secondo i finanziatori il TIPS consentirà infatti la creazione di migliaia di posti di lavoro.

In particolare, il progetto ha come obiettivo quello di produrre 23 milioni di litri di etanolo all’anno. Un impianto da 369 milioni di dollari trasformerà in biocombustibile 8mila tonnellate di canna da zucchero per generare 34 megawatts di elettricità.

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Il distributore di bioetanolo a La Spezia: una buona notizia?

pubblicato da Gianluca Pezzi in: Carburanti Rinnovabili

e85Avrete sentito sicuramente parlare del primo distributore di bioetanolo in Italia. Il distributore si trova a La Spezia presso il distributore Centro Gas degli Stagnoni in via della Concia e fa parte del progetto BeST (Bioetanolo per la Sostenibilità del Trasporto) .

Buona o cattiva notizia? Partiamo dai vantaggi in termini ambientali. Le emissioni inquinanti rispetto alla benzina si attestano su questi valori: monossido di carbonio (-20/25%), COV e HC (-10/15%), benzene (-20/30%), ossidi di azoto (-5%).

Non sono necessarie modifiche sostanziali ai motori a benzina:

Inoltre il bioetanolo è un carburante affine alle benzine per cui non richiede modifiche rilevanti nè ai distributori nè ai motori dei veicoli (può essere usato in miscela al 5 % su tutte le auto e in miscele più elevate sui modelli più nuovi).

Per quanto riguarda la sua produzione, a quanto pare non vengono sottratti all’alimentazione terreni o prodotti agricoli:

Il bioetanolo utilizzato alla Spezia è di seconda generazione: proviene dalla Sicilia ed è prodotto dalle eccedenze alimentari dell’industria vinicola.

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Vertice Fao- Frattini, sì a biocarburanti e OGM

pubblicato da Marina in: Inquinamento Clima Eventi Agricoltura Alimentazione

La conferenza Fao

La giornata di lavori odierna del vertice FAO, prosegue spedita dopo le apparizioni stellari di ieri che hanno visto in prima linea il Presidente dell’Iran Ahmadinejad con tutto il carico di polemiche che si è tirato dietro, monopolizzando l’attenzione sul nucleare e sugli incontri con le aziende italiane che lo stanno seguendo nella costruzione della centrale. Facendo, probabilmente perdere di mira l’obiettivo della conferenza: la fame, i cambiamenti climatici e l’energia.

Stamattina Franco Bassanini Frattini, Ministro degli esteri, ha chiarito nel suo discorso, che per quanto riguarda l’Italia non bisogna chiudersi a dogma sui biocarburanti e OGM. Cioè, ha chiarito, che va bene usare le produzioni OGM per produrre biocarburanti e sentendosi in sintonia per questo con il Presidente brasiliano Lula, che pure ieri ha ripetuto la sua litania: il Brasile vuole l’etanolo, non coltiva su terreni nella foresta amazzonica, anzi la difende e che loro hanno bisogno di questa risorsa per crescere.

Da questa conferenza, vale la pena chiarirlo, nessuno si aspetta la soluzione miracolosa o la trovata geniale che possa portare nell’immediato sollievo alla fame per almeno 800milioni di persone. Quello che vale sono gli incontri bilaterali, più o meno ufficiali, spesso con contorno di conferenze stampa che fanno chiudere ai rispettivi governi interessanti accordi o chiarimenti.

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Etanolo da cellulosa? Si se la pianta è OGM

pubblicato da Marina in: Carburanti Agricoltura Biotecnologie

Dalla cellulosa del riso il bioetanolo?Dopo le impennate dei prezzi delle materie prime alimentari (grano, riso,mais) gli scienziati si stanno orientando verso una ricerca che consenta una produzione di biocarburanti che non vadano ad intaccare né cereali, né il sistema agricoltura. E anche se gli Stati Uniti usassero tutta la produzione annuale di mais per produrre etanolo se ne produrrebbe appena il 15% della fornitura necessaria.

Un’idea è quella di usare le parte non commestibile delle piante che attualmente risulta essere particolarmente anti-economico.Vi è un solo impianto commerciale di etanolo da cellulosa, Iogen, a Ottawa in Canada, e deve essere sovvenzionato. Discorso che potrebbe cambiare se intervenissero nuove tecniche di ingegneria genetica che consentissero agli enzimi di pre-digerire la cellulosa delle piante. Una delle piante che meglio si presa a questo scopo è la jatropa originaria dell’India e che non è commestibile né per l’uomo né per gli animali. Ma il sogno è quello di ricavare etanolo dalla cellulosa, elemento che l’uomo non digerisce ( i ruminanti si!). Ogni anno si è stimato che restano inutilizzate circa 180 miliardi di tonnellate di cellulosa, ad esempio, la paglia del riso.

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MicroFueler: la macchina per l'etanolo fatto in casa

pubblicato da lumachina in: Carburanti

MicroFueler etanolo fatto in casaMicroFueler costa 10.000 dollari e permette di ricavare etanolo dalla fermentazione degli zuccheri. La spesa iniziale e’ notevole, ma i costi vengono ammortizzati utilizzando etanolo come carburante al prezzo di 15 centesimi al litro. (Ricordo che quando si autoproducono carburanti bisognerebbe pagarci le accise sui carburanti).

A mettere in commercio questo apparecchio e’ stata la statunitense E-Fuel Corporation, che ne ha annunciato la produzione negli USA, in Cina e nel Regno Unito. La E-Fuel promuove il suo prodotto facendo notare come partire dallo zucchero invece che dal grano per ottenere etanolo sia più “etico” visto che non si compete con la richiesta di un alimento indispensabile e come ci siano 126 nazioni in grado di produrre ed esportare zucchero, cosa che mette anche al riparo la sicurezza nazionale da forti dipendenze estere. Certo che coltivare campi per dar da mangiare alle auto, secondo me, resta un po’ assurdo.

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La benzina si può ottenere dagli alberi

pubblicato da PiccoloSocrate in: Scienza Carburanti

Ottenere benzina dalla cellulosa

Gli studiosi dell’Università Massachussets-Ahmerst hanno scoperto come ottenere del carburante dalla cellulosa. Lo studio è apparso sulla rivista Chemistry & Sustainability, Energy & Materials e dimostra la possibilità di ottenere carburante a partire da biomasse sostenibili. Non stiamo parlando dell’etanolo, ma delle due più importanti componenti della benzina finora ancora non replicate in laboratorio: toluene e naftalene.

Portando ad alta temperatura il legno tramite un catalizzatore e riportandolo velocemente a temperature molto basse, si ottiene un prezioso liquido che contiene toluene e naftalene, che da soli costituiscono un quarto dei componenti della benzina. Gli altri componenti della benzina sono già noti e ampiamente riproducibili. Questo processo è ben meno dispendioso di energia rispetto alla produzione di etanolo e ben più sostenibile dal punto di vista ambientale, visto che possono esser utilizzati tutti gli scarti della lavorazione del legno e dei suoi derivati.

Certo che se questo sistema fosse impiegato su scala mondiale non ci sarebbero i drammatici problemi dovuti agli aumenti ei prezzi degli alimenti che si traducono nel pericolo carestie per 100 milioni di persone, come la Fao ha annunciato nello scorso weekend. Questa pratica consentirebbe di destinare colture agricole alla sussistenza piuttosto che alla produzione di bioetanolo e allo stesso tempo permetterebbe la discesa del prezzo del petrolio, la cui recente impennata ha frenato l’economia mondiale.

Via | LaStampa.it

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