Sette torce della raffineria di Brindisi, due della Basell Chimica e cinque della Polimeri Europa (Eni), sono state sequestrate dalla Digos che sospetta che siano state a lungo usate per smaltire illegalmente gas tossici.
Tutto inizia nel 2008 quando, a causa di ripetuti black out che fermarono la raffineria, i sistemi che mandano i gas di processo dell’impianto alle torce per bruciarli e limitare i pericoli entrarono più volte in funzione. Ciò attirò l’attenzione delle autorità e soprattutto causò l’ira del Comandante della Guardia di Finanza di Brindisi che ebbe ben 63 uomini intossicati durante una esercitazione nei pressi della raffineria proprio mentre le torce erano in funzione.
Dall’attenzione all’inchiesta delle forze dell’ordine non ci volle molto vista la frequenza con la quale si accendono (a dire il vero non solo a Brindisi ma in tutte le raffinerie del mondo) le torce. Questi camini, infatti, dovrebbero entrare in funzione solo in caso di pericolo e per evitare accumulo di gas pericolosi ed esplosioni ma, in realtà, non c’è skyline di raffineria che non vanti le sue torce accese.