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Tutti gli articoli con tag geotermia

Impianti geotermici e case sottoterra - Parte 3

pubblicato da Olivia

Il bacino di un geyser

Ieri scrivevo della villa The Hole sotto terra e del fatto che fosse alimentata grazie all’energia geotermica, notoriamente energia geotermica è energia pulita, sostenibile e a basso costo.

In questa ultima parte vi scrivo della produzione di energia a partire dalla risorsa geotermica con nuove tecnologie, fatto di sicuro interesse anche su scala mondiale. Lo è ancora di più per un paese come il nostro che compra energia dall’estero a caro prezzo. Attualmente in Toscana una centrale geotermoelettrica produce 5,5 Twh di energia. Numerosi enti, tra cui Agip ed Enel, consci del fatto che l’Italia è interessata da aree di elevata anomalia geotermica, hanno puntato la loro ricerca su Lazio, Campania e Sicilia, ma i problemi di natura geologica e fattori socio-economici hanno bloccato lo sfruttamento.

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Impianti geotermici e case sottoterra - Parte 1

pubblicato da Olivia

Villa a Vals, in Svizzera. Un progetto di Christian Müller Architects (CMA) SeARCH &

Migliaia di persone in Europa e in America stanno decidendo di vivere in case sotto terra. In Giappone ed in Cina è considerato un ottimo sistema salva spazio e sostenibile. Peccato che la convinzione che queste case possano essere buie, umide, claustrofobiche, o luoghi instabili dove vivere, diminuiscono il potenziale di sostenibilità legato a questa tipologia di edificio.

Ecco infatti i vantaggi di cui godono le case sotto terra rispetto all’edilizia convenzionale:

  1. possono essere costruite su superfici ripide
  2. possono massimizzare lo spazio nelle piccole aree, andando in profondità
  3. i materiali ottenuti dallo scavo possono essere riutilizzati nel processo di costruzione
  4. costi di manutenzione più bassi
  5. una superficie minore nel progetto che significa meno utilizzo di materiali
  6. isolamento dal rumore
  7. sicurezza contro terremoti e cattive condizioni atmosferiche
  8. preservazione del suolo esterno
  9. ridotte manutenzioni (facciata quasi inesistente)
  10. .

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Geotermico: in Toscana nasce il Comitato tecnico di esperti

pubblicato da Peppe Croce

In Toscana �¨ nato il Comitato Tecnico Regionale per il Geotermico

La Regione Toscana si dota di un Comitato a supporto dello sviluppo della fonte geotermica. Nella patria italiana di questa fonte, infatti, è stato appena costituito il Comitato tecnico per la geotermia dell’Amiata. Non solo Larderello: la nascita del pool di esperti deriva dall’Accordo volontario territoriale sottoscritto da Regione, Comuni, Comunità montane e Province di Pisa, Siena e Grosseto.

Il potenziale geotermico toscano, secondo le stime, è largamente sottoutilizzato: dal 1904 l’Enel è attiva nella regione con alcune centrali, per un totale di circa 800 MWe ma l’ingresso di altri attori nel mercato potrebbe far salire i numeri. Ruolo del Comitato tecnico regionale sarà quello di far sì che lo sviluppo di questa fonte sia compatibile con l’ambiente e, allo stesso tempo, capace di mettere a frutto le risorse del sottosuolo toscano. Sono molti, infatti, i comuni toscani potenzialmente interessati alla geotermia e il Comitato tecnico avrà, tra le altre, anche la funzione di fornire informazioni alle comunità locali.

Gli esperti chiamati dalla Regione sono sette: il francese Jacques Varet (Università di Orsay), esperto in tecnologie impiantistiche per la conversione di energia, Roberto Santacroce (Università di Pisa), esperto in vulcanologia e aree geotermiche, Angelo Minissale (Cnr), esperto di idrogeologia e vulnerabilità acquifere, Michele Marroni (Università di Pisa), esperto in geologia strutturale e vulcanologia, Giuseppe De Natale (INGV di Napoli), esperto in sistemi geotermici e misurazione dei flussi di calore, Domenico Liotta (Università di Bari), esperto in geologia strutturale e vulcanologia, Andrea Borgia (University Milton Keynes di Walton Hall, Gran Bretagna), esperto in vulcanologia delle aree geotermiche.

Via | Regione Toscana
Foto | Flickr

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L'Ikea si riscalda grazie al sottosuolo

pubblicato da Roberto Bosio

L’Ikea, grazie anche al contributo della provincia di Milano, ha costruito un impianto di geoscambio a bassa entalpia tra i più grandi in Europa nel suo negozio di Corsico. Questo progetto pilota è composto da un sistema di 302 sonde geotermiche, poste ad una profondità di 125 metri, che dovrebbero sfruttare il differenziale di temperatura tra il sottosuolo e la superficie terrestre per fornire aria calda d’inverno e fredda d’estate.

Uso il condizionale perché questo è il primo impianto di queste dimensioni in una zona densamente abitata come quella milanese. A regime, dovrebbe portare al dimezzamento dei costi per il riscaldamento ed il condizionamento dell’edificio, garantendo nel medio-lungo termine il ritorno dei capitali investiti dalla multinazionale svedese. L’Ikea dimostra di credere molto in questo tipo di progetti perché sta costruendo un impianto ancora più grande a Parma.

Via | Rinnovabili.it
Foto | Flickr

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Geotermico: negli USA oltre 12 gigawatt entro il 2025

pubblicato da eymerich

Centrale Geotermica vicino ReykjavikL’energia geotermica sembra finalmente iniziare ad ottenere l’attenzione che merita. Mentre rimane ancora una piccola percentuale nel complesso delle fonti energetiche rinnovabili della maggior parte delle nazioni, il potenziale geotermico in certe regioni del pianeta è enorme.

Negli ultimi mesi sia Google che il Dipartimento dell’Energia USA hanno impegnato risorse per ricavare ancora più energia geotermica da immettere in rete; in questi giorni il Dipartimento dell’Interno degli Stati Uniti, cui spetta il controllo e la conservazione della maggior parte delle terre appartenenti allo Stato, ha annunciato che aprirà una buona parte delle terre federali allo sviluppo geotermico.

Si parla di 190 milioni di acri, distribuiti su 11 stati, che saranno messi a disposizione. Il potenziale stimato totale di queste zone è di 5.540 megawatt, che potrebbero venire sfruttati per il 2015 e fornirebbero abbastanza energia per oltre 5 milioni di abitazioni. Secondo il Dipartimento dell’Interno, entro il 2025 questa stima potenziale potrebbe anche salire fino a 12.100 megawatt.

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Aumentano i Comuni che si convertono alle fonti di energia rinnovabile

pubblicato da viviana

Aumentano in Comuni Rinnovabili Lo sappiamo che in fatto di emissioni ed energie rinnovabili qui in Italia siamo un po’ indietro. Ma segnali positivi ci sono e vengono in particolare dai piccoli comuni. Il paese di Dobbiaco, in provincia di Bolzano, ad esempio è risultato essere il comune più “rinnovabile” di Italia secondo i dossier di Legambiente presentato questa mattina.

Il dossier “Comuni Rinnovabili”, alla sua terza edizione, raccoglie i dati di un questionario inviato a tutti i comuni italiani sulla quantità di impianti di produzione di energia sul territorio comunale, sia da privati sia installati dall’amministrazione comunale stessa su edifici pubblici. Primo risultato positivo, l’aumento netto di comuni che hanno installato qualche impianto (o perlomeno che si prendono la briga di contarli e rimandare indietro il questionario). Sono 3190 (sugli oltre 8mila comuni italiani), l’anno scorso erano stati 1928 in meno. Mi pare un numero incoraggiante.

Veniamo quindi al vincitore, Dobbiaco, un paese di poco più di 3200 abitanti. E’ risultato il più rinnovabile in assoluto perchè la produzione di energia rinnovabile derivata dagli impianti in opera sul suo territorio supera di gran lungo il fabbisogno totale. E non è l’unico. A Dobbiaco si usa un mix di solare fotovoltaico (179 kW), di mini-idroelettrico (500 kW) e di teleriscaldamento per le esigenze termiche.

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Geotermia in laguna: Grado si riscalda

pubblicato da lumachina

Riscaldamento geotermico nella laguna di Grado. Foto the bbpIl pozzo sonda sulle spiagge occidentali di Grado ha superato i 500 metri di profondità e dovrà scendere per altri 200, fino a trovare quello che i geologi ritengono essere un acquifero caldo. Il progetto e’ finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Grado ed e’ sostenuto dall’Unione Europea attraverso il fondo strutturale Obiettivo 2.

I calcoli dicono che sarebbe possibile prelevare dal sottosuolo ventidue litri d’acqua al secondo alla temperatura di 55 gradi. Ciò permetterebbe una produzione stimata annua di circa due megawattora di energia con cui teleriscaldare un paio di edifici comunali, oltre ad aziende e privati della zona. L’acqua verrebbe poi ripompata in profondità per evitare subsidenza.

L’assessore regionale alle Relazioni Internazionali e per le Autonomie Locali e Comunitarie, Franco Iacop, ha detto che “si tratta di un progetto di grande attualità, anche perché coincide con gli obiettivi che si pone la programmazione europea per il settennio 2007-2013, in ottemperanza all’Agenda di Goteborg, con la quale si propugna lo sviluppo sostenibile del territorio, e l’Agenda di Lisbona, per lo sviluppo e l’occupazione”.

Via | Regione FVG
Foto | the bbp

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Geotermia domestica

pubblicato da Uscia

riscaldamento a bassa temperatura. foto di Kristin SigLa geotermia domestica, più propriamente detta geotermia a bassa entalpia, è quella tecnologia che permette di riscaldare e raffrescare un ambiente sfruttando la differenza di temperatura tra gli strati più esterni della crosta terrestre e quella dell’ambiente esterno. Questa tecnologia non implica lo sfruttamento di falde idriche ed è idonea ad una vastissima gamma di costruzioni e di qualsiasi località geografica.

La geotermia a bassa entalpia può essere installata in sostituzione dei tradizionali sistemi di riscaldamento, se associata ad un buon isolamento termico e magari anche un sistema radiante di riscaldamento, offre notevoli vantaggi economici e ambientali. Non rappresenta in realtà una vera e propria novità tecnologica infatti nei paesi del Nord Europa è ampiamente sfruttata da oltre 30 anni.

Il principio fondamentale di questa tecnologia è appunto lo scambio termico che avviene con il sottosuolo o con le rocce. Durante la stagione invernale, infatti, l’ambiente viene riscaldato grazie al trasferimento di calore dal terreno all’utenza mentre nella stagione estiva il calore viene trasferito dall’ambiente al terreno.

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Nuovo referendum in Toscana per un parco eolico

pubblicato da Matteo Razzanelli

Referendum per l'eolico a Monteverdi Marittimo (PI) Dopo Montescudaio, anche il Comune di Monteverdi Marittimo (PI) si reca alle urne per decidere se accogliere sul proprio territorio un parco eolico.

Il progetto al vaglio dei monteverdini non consiste nella semplice installazione delle turbine, ma prevede l’uso delle royalties sull’energia prodotta per realizzare un impianto di teleriscaldamento da fonte geotermica. Questo sistema di riscaldamento permetterà di avere costi per il riscaldamento delle abitazioni pressochè dimezzati.

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